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Les Luthiers

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I musicisti argentini che trasformarono oggetti comuni in strumenti straordinari

Les Luthiers è uno dei gruppi musicali e comici più originali della storia dello spettacolo internazionale. Nato a Buenos Aires, in Argentina, nel 1967, il gruppo ha costruito la propria fama unendo musica, teatro, satira e un’invenzione assolutamente particolare: la costruzione e l’utilizzo di strumenti musicali realizzati con oggetti di uso quotidiano.

Cominciamo dal nome: “Les Luthiers” deriva dal francese luthier, cioè il costruttore di strumenti musicali. Nel loro caso, però, il concetto di liutaio assume un significato ironico e creativo: invece di limitarsi agli strumenti tradizionali, i musicisti costruivano strumenti bizzarri e sofisticati utilizzando lattine, tubi di cartone, tubi di gomma, imbuti, contenitori, legno e persino oggetti sanitari. Nel corso della loro storia arrivarono a costruire più di trenta strumenti originali.

Carlos Núñez Cortés, Marcos Mundstock, Daniel Durán e Gerardo Masana durante una prova di I Musicisti nel 1965
I Musicisti durante una prova a Buenos Aires nel 1965: da sinistra, Carlos Núñez Cortés, Marcos Mundstock, Daniel Durán e Gerardo Masana.

I quattro fondatori di Les Luthiers furono Gerardo Masana, Marcos Mundstock, Jorge Maronna e Daniel Rabinovich. Il gruppo nacque il 4 settembre 1967, quando i quattro lasciarono il precedente ensemble I Musicisti per creare Les Luthiers.

Gerardo Masana, argentino, fu il fondatore e una delle figure fondamentali nella nascita degli strumenti informali. Fu proprio lui a realizzare alcuni dei primi strumenti, tra cui il bass-pipe a vara, il dactilófono e la manguelódica. Masana morì prematuramente nel 1973, a soli 36 anni, ma la sua invenzione artistica rimase alla base dell’identità del gruppo.

Marcos Mundstock, argentino, fu soprattutto la voce narrante e il grande interprete dei testi umoristici. La sua voce profonda e il suo modo elegante di presentare le improbabili composizioni del gruppo divennero una delle caratteristiche più riconoscibili di Les Luthiers.

Daniel Rabinovich, anch’egli argentino, era chitarrista, percussionista, cantante e polistrumentista. Partecipava inoltre alla costruzione e all’utilizzo degli strumenti non convenzionali.

Jorge Maronna, nato a Bahía Blanca nel 1948, è stato compositore, arrangiatore, chitarrista e polistrumentista. È una delle figure storiche più importanti del gruppo e l’unico membro presente dalla fondazione fino alla conclusione dell’attività nel 2023.

Nel corso degli anni la formazione cambiò. Tra i componenti più importanti entrarono Carlos Núñez Cortés, Carlos López Puccio ed Ernesto Acher. Dal 1987 il gruppo proseguì per molti anni come quintetto, con Mundstock, Maronna, Rabinovich, Núñez Cortés e López Puccio.

La vera particolarità di Les Luthiers sono gli “strumenti informali”, costruiti appositamente per gli spettacoli. Uno dei primi fu il Bass-pipe a vara, realizzato da Gerardo Masana utilizzando lunghi tubi di cartone e materiali comuni. Il risultato era uno strumento capace di produrre suoni gravi e caratteristici. Tra gli strumenti più celebri troviamo il Latín o violín de lata, una sorta di violino costruito utilizzando lattine di prosciutto in scatola, alle quali venivano aggiunti tastiera, ponticello e corde. Nonostante l’aspetto assurdo, lo strumento era accordato come un normale violino.

Un altro strumento famoso è la Violata de lata, una parodia della viola tradizionale realizzata con materiali metallici. Particolarmente spettacolare è il lirodoro, una lira costruita utilizzando un sedile di toilette. Tra gli altri strumenti ricordati nella storia del gruppo ci sono il Tubófono silicónico cromático, realizzato con tubi, il Calephone da cassa, costruito a partire da un apparecchio per il riscaldamento dell’acqua, e la Corneta de asiento, uno strumento nel quale anche il gesto di sedersi diventa parte della produzione sonora.

Esistono poi strumenti ancora più elaborati, come la mandocleta, una combinazione tra mandolino e bicicletta, il ferrocalíope, il bajo barríltono e l’órgano de campaña. La costruzione di questi strumenti non era soltanto uno scherzo. Dietro gli oggetti apparentemente assurdi c’era un notevole lavoro tecnico.

Dopo Gerardo Masana, un ruolo fondamentale fu svolto dal liutaio Carlos Iraldi, che collaborò alla progettazione e alla costruzione degli strumenti fino alla sua morte nel 1995. Dal 1997 il laboratorio fu affidato a Hugo Domínguez, che realizzò nuovi strumenti e restaurò quelli storici. Tra le sue creazioni figurano la nomeolbídet e la desafinaducha, oltre a interventi su strumenti più antichi.

Instrumentos Informales: Les Luthiers presentano gli strumenti costruiti con oggetti e materiali d’uso quotidiano.

La genialità di Les Luthiers non si manifesta soltanto negli strumenti, ma anche nelle loro composizioni. Il gruppo ha creato un repertorio nel quale musica colta, musica popolare, parodia e comicità convivono continuamente.

Tra i brani più curiosi e rappresentativi della loro produzione possiamo ricordare “Teorema de Thales”, “La bella y graciosa moza marchose a lavar la ropa”, “El sendero de Warren Sánchez”, “Las majas del bergantín” e, soprattutto, il geniale “Vals del segundo”.

“Teorema de Thales” è uno dei primi esempi della capacità di Les Luthiers di trasformare un argomento apparentemente lontanissimo dallo spettacolo in una composizione musicale. Il titolo fa riferimento al celebre teorema matematico di Talete e il gruppo lo trasforma in un vero e proprio “Divertimento matematico”. Il brano appartiene alla fase iniziale della storia del gruppo e venne presentato nel 1967, quando i futuri Les Luthiers erano ancora legati all’ensemble I Musicisti. È uno dei pezzi che meglio rappresentano l’idea di fondo del gruppo: prendere un argomento serio, trattarlo con grande competenza musicale e trasformarlo in qualcosa di completamente inatteso.

Teorema de Thales, “divertimento matematico” eseguito da Les Luthiers.

Un altro brano molto particolare è “La bella y graciosa moza marchose a lavar la ropa”, presentato come un madrigale. Il gruppo ricrea con grande serietà l’atmosfera della musica antica, ma la vicenda narrata e le situazioni che si susseguono sono costruite secondo il tipico umorismo di Les Luthiers. È proprio questo contrasto a rendere il pezzo efficace: la musica viene trattata come se fosse una composizione storica autentica, mentre il contenuto diventa progressivamente sempre più assurdo.

Con “El sendero de Warren Sánchez” Les Luthiers si cimentano invece nella parodia delle sette religiose e dei predicatori. Warren Sánchez è un personaggio immaginario presentato come fondatore di una sorta di movimento religioso. Anche in questo caso la musica viene utilizzata per costruire una situazione teatrale. La narrazione di Mundstock prepara il pubblico e introduce il personaggio, mentre il brano assume la forma di una sorta di inno o salmo, trasformando la satira in una vera composizione musicale. L’opera è ufficialmente classificata come “Salmos sectarios” ed è una delle opere registrate nel repertorio storico del gruppo.

El sendero de Warren Sánchez, i “Salmos sectarios” interpretati da Les Luthiers.

Tra le altre composizioni da ricordare c’è “Las majas del bergantín”, un titolo che mostra ancora una volta la passione di Les Luthiers per la parodia della musica colta e della tradizione musicale spagnola. Il gruppo utilizza linguaggi musicali apparentemente raffinati per costruire situazioni comiche e personaggi improbabili. La musica, quindi, non è semplicemente il sottofondo dello spettacolo: è parte integrante della battuta.

Ma forse nessun brano riassume meglio l’umorismo musicale di Les Luthiers del “Vals del segundo”. Il brano fu presentato nel 1972 e il suo titolo è un evidente omaggio al “Vals del minuto” di Chopin. La trovata è semplice e geniale: se esiste un valzer che dura un minuto, Les Luthiers ne propongono uno che dovrebbe durare soltanto un secondo.

La parte più divertente, però, è ciò che avviene prima dell’esecuzione. Marcos Mundstock costruisce una lunga introduzione, seria e apparentemente erudita, che dura diversi minuti. Parla della storia del valzer, dei compositori e delle caratteristiche musicali dell’opera, utilizzando un linguaggio volutamente pomposo e pieno di riferimenti apparentemente autorevoli. Il pubblico viene quindi preparato all’ascolto di una grande composizione musicale.

Vengono citati compositori realmente esistiti, come Johann Strauss, Franz Lehár, Émile Waldteufel, Jacques Offenbach e Maurice Ravel, mescolati naturalmente alla comicità surreale tipica del gruppo.

E poi arriva il momento dell’esecuzione. Dopo circa due minuti e quarantacinque secondi di introduzione, finalmente comincia il valzer. Ma la composizione vera e propria dura appena tre secondi nella registrazione di Cantata Laxatón del 1972.

La gag è quindi costruita su una sproporzione perfetta: minuti di spiegazione e di attesa per un’esecuzione praticamente istantanea. È proprio questo il genio di Les Luthiers. Il pubblico viene portato a credere che stia per ascoltare una composizione importante, viene sommerso da dettagli musicologici e riferimenti storici e, quando finalmente arriva la musica, tutto finisce quasi immediatamente. Il risultato è una delle gag musicali più memorabili del gruppo.

Vals del Segundo, dalla registrazione discografica di Cantata Laxatón: una lunga introduzione precede un valzer di appena tre secondi.

La fama di Les Luthiers superò rapidamente i confini argentini. Le prime grandi tournée internazionali portarono il gruppo in Venezuela, Messico e Spagna già nel 1974. Fu l’inizio di una lunga carriera internazionale. Negli anni successivi le tournée si moltiplicarono. Nel 1976 il gruppo viaggiò in Venezuela, Messico, Uruguay e Brasile; nel 1977 arrivò in Messico, Cile, Uruguay e Brasile, dove presentò anche una versione in portoghese dei propri spettacoli. Nel 1978 toccò nuovamente Cile, Messico, Venezuela e Uruguay. Nel 1980 Les Luthiers raggiunsero anche gli Stati Uniti.

Al Lincoln Center di New York presentarono una versione in inglese di Los clásicos de Les Luthiers. Gli anni Ottanta furono caratterizzati da una straordinaria attività internazionale. Nel 1981 il gruppo fece tournée in Colombia e Spagna; nel 1982 portò i propri spettacoli in Venezuela, Messico, Uruguay, Cile, Paraguay, Colombia e Perù. Nel 1983 furono nuovamente in Uruguay, Cile, Spagna, Venezuela e Colombia. La Spagna divenne uno dei principali Paesi di successo del gruppo. Nel 1983, per esempio, Mastropiero que nunca rimase in scena a Madrid per numerose rappresentazioni.

Le tournée continuarono anche negli anni Novanta e Duemila, coinvolgendo tra gli altri Spagna, Messico, Cile, Paraguay, Venezuela, Colombia, Costa Rica, Perù, Ecuador e Stati Uniti.

Due componenti di Les Luthiers eseguono un brano con violino di latta e contrabbasso sul palco
Les Luthiers in concerto al Congreso Internacional de la Lengua Española di Córdoba nel marzo 2019.

Nonostante il successo internazionale, Les Luthiers mantennero sempre una forte identità argentina. La loro comicità giocava con la lingua, la musica colta, la cultura popolare e la parodia dei grandi compositori. Il loro repertorio comprendeva tango, bolero, corrido messicano, merengue, opera, zarzuela e numerosi altri generi. Questa capacità di passare dalla musica classica alla musica popolare, trasformando ogni genere in una parodia raffinata, fu una delle ragioni della loro straordinaria longevità.

Nel corso della carriera Les Luthiers hanno composto oltre 170 canzoni, costruito più di trenta strumenti musicali e realizzato oltre 4.000 spettacoli, davanti a più di nove milioni di spettatori. Il gruppo ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui l’Ordine di Isabella la Cattolica in Spagna e il Premio Principessa delle Asturie per la Comunicazione e le Scienze Umane nel 2017, assegnato nell’anno del cinquantesimo anniversario della fondazione.

Dopo più di mezzo secolo di attività, Les Luthiers hanno annunciato nel 2023 una tournée d’addio in America Latina e in diversi Paesi europei. Il gruppo ha concluso così una storia iniziata a Buenos Aires nel 1967 e durata 56 anni.

La storia di Les Luthiers rimane unica perché dimostra come la musica possa nascere praticamente da qualsiasi cosa. Una lattina può diventare un violino, un tubo può trasformarsi in uno strumento a fiato e un oggetto quotidiano può diventare parte di un’orchestra.

Ma dietro l’apparente follia c’era una grande preparazione musicale. È proprio questo equilibrio tra abilità, invenzione, ironia e cultura musicale ad aver trasformato Les Luthiers in un fenomeno artistico internazionale e in uno dei gruppi argentini più originali e riconoscibili di sempre.

  • Musicista / violoncellista, da sempre interessata alla divulgazione della musica ed in particolare di quella antica realizzata con strumenti originali e con prassi esecutive adeguate.
    Ha suonato in diversi gruppi e conosce differenti realtà musicali: dalla musica classica a quella tradizionale, fino alla musica dei giorni nostri attraverso la collaborazione con alcuni cantautori liguri. Si interessa di musica a 360° incrementando il suo bagaglio di conoscenze, partendo da un diploma ottenuto al Conservatorio di Musica di Genova, per svilupparsi con la partecipazione a concerti ed a spettacoli musicali diversi.
    Ha effettuato svariati concerti in Italia e all’estero (Francia, Germania, Svizzera, Scozia) come violoncellista in molti gruppi (tra i quali: Caledonian Companion, Orchestra Barocca Italiana, Myrddn Quartet, Modo Antiquo).
    Ha inciso diversi CD per le case discografiche Bongiovanni, Edipan, Arion, De Vega e ha effettuato diverse registrazioni per la Radio Svizzera Italiana.
    Dirige fin dalla sua nascita l’associazione culturale “Accademia del Chiostro” che organizza da anni spettacoli all’interno dei musei e dei palazzi storici presenti in Genova e in Liguria. Nel 2019 è iniziato il lento rinnovamento che ha portato alla trasformazione definitiva di Accademia del Chiostro da associazione culturale ad associazione di promozione sociale.
    All’interno dell’associazione ha costituito un’orchestra stabile di archi che è specializzato nell’esecuzione del repertorio dal periodo classico ai giorni nostri e che comprende tutti professionisti di primissimo piano, unendo giovani talenti emergenti ed artisti forti di un affiatamento derivante da una collaborazione pluridecennale.
    Ha fatto parte del Comitato Scientifico della collana Mnemosine Edizioni Licosia occupandosi del settore Musica e Danza e della sezione Fidapa sezione di Genova, di Terziario Donna, di Ascom Arte e di Aidda.

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