Giocare con la storia: la grande scommessa di StoriCon
Graziano Capponago del Monte ne parla con Riccardo Masini
Contesto
A Roma, il 21 e 22 febbraio 2026, il gioco storico si è mostrato come non l’avevate mai visto
«Con i se e con i ma, la storia non si fa». Lo diceva mia nonna, e aveva ragione. Eppure esiste un modo per piegare la storia alla curiosità di chi si chiede cosa sarebbe successo se solo… Quel modo è il gioco: le simulazioni di quello che avrebbe potuto essere, le ricostruzioni di battaglie, le decisioni prese e non prese, i destini che si biforcano davanti a una mappa sul tavolo. Wargame, m giochi di ruolo, miniature, librigioco: forme diverse di un’unica, antica passione.
Il 21 e 22 febbraio scorso, Roma ha ospitato StoriCon, la prima manifestazione italiana interamente dedicata al gioco storico in ogni sua forma. Oltre venti associazioni, editori e gruppi ludici da tutta Italia[1] con il patrocinio di: CeRG – Centro di Ricerca sul Gioco dell’Università di Genova, Federludo, AIPH (Associazione Italiana di Public History) hanno allestito 45 tavoli, tornei, dimostrazioni, conferenze e gioco libero. Il luogo è stato l’ampio e bello Spazio Espositivo La Vaccheria nel IX Municipio della Capitale.

A coordinare l’impresa, LudoStoria APS. Ne abbiamo parlato con il suo presidente, Riccardo Masini.
Una grande festa del gioco storico
Come si può definire StoriCon? Masini non ha dubbi: «Lo slogan di questa prima edizione era “Il gioco storico come non l’avete mai visto!”, e il senso più profondo della frase era mostrare cosa possa fare in termini di aggregazione e coinvolgimento una visione del giocare con la Storia onnicomprensiva nei temi e nelle meccaniche, accogliente verso l’intero pubblico nei comportamenti della comunità di appassionati, rispettosa della tradizione e aperta alle più recenti novità del settore. Se però dovessi trovare una definizione più sintetica direi “Una grande festa del gioco storico, in ogni sua forma.”»

L’idea alla base era ambiziosa: mescolare platee di pubblico abitualmente separate, spingere wargamer, ruolisti, appassionati di miniature e lettori di librigioco a incrociarsi, dialogare, scoprirsi a vicenda. «Abbiamo fatto una grande scommessa, più ancora che un esperimento – spiega Masini – abbiamo messo insieme realtà associative, produttori, gruppi di gioco e autori delle più disparate forme del giocare con la Storia, spingendo le rispettive platee di pubblico a incrociarsi, mescolarsi, dialogare e scoprirsi a vicenda. Questa è StoriCon: una scommessa riuscita e una promessa di ulteriori avventure ludiche alla scoperta di un modo interattivo e pur sempre rigoroso di intendere la Storia, come materia viva e vitale in cui immergersi in compagnia di altre persone spinte dalla stessa passione.»
Il segreto: niente steccati
Il vero collante dell’evento non è stato un singolo organizzatore, ma un metodo. Fisicamente, i tavoli delle diverse discipline erano mescolati senza divisioni per “zone” o “settori”: un giocatore di hex & counter (i giochi che si svolgono con pedine rappresentanti le unità che si muovono su un tabellone esagonato) poteva ritrovarsi accanto a un gruppo di ruolisti dal vivo, senza soluzione di continuità.

Masini spiega l’idea alla base di StoriCon: «È stato questo approccio pienamente collaborativo, paritario e anche fisicamente senza divisioni nella dislocazione dei tavoli tra “settori” o “zone” di questo o quel tipo di gioco, ad essere il vero segreto del successo di StoriCon.» Le difficoltà organizzative più grandi, ammette Masini, sono state interiori più che pratiche: «Forse la difficoltà maggiore è rimasta un po’ chiusa in noi stessi, nel dubbio di riuscire a creare qualcosa di così grande e importante fin dalla sua prima edizione; nell’azzardo di superare ogni steccato e di trovarsi di fronte a interlocutori che ritenevi così distanti… Riscoprendo però che anche dall’altra parte vi era una grande volontà di incontro e collaborazione e che, cedendo un po’ del “tuo” ,avresti ottenuto molto di più del “nostro”.»
Giocare alla guerra non è militarismo
C’è una domanda che chi si occupa di gioco storico si sente porre spesso, soprattutto in un momento in cui i rumori di guerra sono tornati a farsi sentire in Europa e nel Mondo. Non si rischia di essere bollati di militarismo? Masini risponde con argomenti solidi, citando nomi illustri:
«È una vecchia questione, la cui rilevanza talvolta vedo per certi versi sottovalutata dalla frase “Ma in fondo parliamo solo di un gioco”. No, il wargame e il gioco storico in generale non sono “solo” un gioco, perché lo strumento ludico non è qualcosa di poco conto, un’attività meramente ricreativa, poco utile all’essere umano, se non addirittura una perdita di tempo. Il grande studioso Johann Huizinga[2] la riteneva la base stessa di ciò che chiamiamo cultura e il grande scrittore pacifista H. G. Welles[3] nel suo Little Wars (uno dei primissimi regolamenti di wargame per miniature) ribadiva costantemente l’utilità del “giocare alla guerra” come via per comprenderne la follia e gli enormi rischi. Si era alla vigilia del primo conflitto mondiale e Welles si chiedeva se forse giocare di più alle “piccole guerre” in salotto non sarebbe stato utile a sventarne una ben più grande e dannosa nel mondo.»

In effetti, riprodurre le battaglie sul tavolo aiuta a comprendere le dinamiche e le atrocità della guerra. Spiega Masini: «Noi che pratichiamo e amiamo le tante forme di gioco storico ci muoviamo ancora in quel solco: è conoscendo maggiormente la Storia, non ignorandola o rifiutandosi di studiarne anche gli aspetti più negativi, che si possono capirne gli errori del passato, comprendere maggiormente le dinamiche del presente ed ottenere quella consapevolezza necessaria per influire positivamente sul futuro.»
Analogico per scelta
Il termine “Giochi storici” copre una moltitudine di possibilità. A StoriCon si è giocato con mappe esagonali, pedine, miniature, dadi, mazzi di carte e persino con i mattoncini Lego. Assenti, invece, gli schermi. Una scelta precisa, come puntualizza Masini: «Ricordiamo quanto detto da Jim Dunnigan, creatore della celebre casa produttrice SPI e padre del wargame storico moderno, riguardo a quello che è il vero “motore” del gioco analogico: il mushware, ossia la materia cerebrale dei giocatori, e quindi da un lato l’approccio matematico-razionale, dall’altro la loro capacità immaginifica. Noi ci concentriamo su questo tipo di simulazione, in cui l’interazione umana è al centro dell’esperienza. L’essere umano, anzi l’individuo in relazione con altri individui, è il nucleo fondamentale di quel che chiamiamo gioco… e anche di StoriCon».

Questo non significa svalutare il digitale. Spiega Masini: «siamo ben consapevoli da un lato delle incredibili capacità dei giochi storici per computer di maneggiare enormi moli di dati rendendoli immediatamente disponibili ai giocatori, dall’altro delle opportunità di avvicinamento su scala globale tra utenti che siano fisicamente distanti tra loro. LudoStoria organizza anche la Virtual LudoStoriCon, una delle più grandi convention online di gioco storico a livello mondiale e partecipa e collabora regolarmente. alla SDHistCon Online, una convention virtuale di giochi storici. ma vogliamo valorizzare ciò che lo schermo non può dare: la mano che muove la pedina, lo sguardo dell’avversario di fronte, il racconto condiviso.»
I giovani e la storia viva
Quanto è difficile portare il gioco storico tra le nuove generazioni? Meno di quanto si pensi, risponde Masini con una certa ironia: «Mi verrebbe da dire che ci sono quasi più difficoltà a diffonderli tra gli “adulti” – virgolette volute – con tutto il carico di pregiudizi fin troppo frequenti da superare, che tra i giovani le cui menti sono alla ricerca di stimoli e sempre pronte a cimentarsi in nuove imprese cognitive!»

Non è facile catturare l’attenzione dei più giovani in un mondo in cui questi vengono letteralmente sommersi dagli stimoli più disparati , ma Masini è ottimista: « Il gioco, soprattutto quello analogico, va a sollecitare corde profonde dell’animo umano, restituisce una sana individualità alla propria coscienza di sé, riscrive rapporti concreti tra la mano che muove la pedina e la mente che decide quale movimento fare, tra il pensiero che ti fa prendere una certa decisione e il racconto condiviso del gioco I ragazzi – racconta – scoprono con sorpresa che la storia non è qualcosa che si legge soltanto sui libri, ma una materia viva, che ha infinite ramificazioni nel passato, infinite conseguenze nel presente, infinite possibilità di evoluzione nel futuro. Qualcosa che loro possono toccare, modificare, ricreare agendo in prima persona, come i protagonisti di un proprio racconto che si trovano a prendere decisioni, gestirne le conseguenze, raccoglierne i frutti.»
E adesso?
All’estero ci sono esperienze simili: Il format è replicabile altrove in Italia? Masini ci pensa su, poi sorride: «La risposta di getto che mi viene è: perché no? Poi ci penso su e devo ripiegare su di un più realistico: dipende… Sono necessarie una struttura ideale, un tessuto associativo e produttivo nel campo del gioco attivo e pronto a raccogliere la sfida, la disponibilità delle istituzioni a sostenere un evento del genere (peraltro a titolo totalmente gratuito) nel migliore spirito di collaborazione. Quel che posso dire, però, è che da un lato perseguiremo come LudoStoria la possibilità di replicare questo formato ovunque ve ne sia la possibilità, dall’altro che siamo pronti a condividere la nostra esperienza con tutti coloro che volessero lanciarsi in questa avventura, ovunque essi siano. Una StoriCon Milano? O Napoli? O Genova? O Bari? Più ci rifletto e più torno alla prima risposta: perché no?»
Il viaggio, come dice lui stesso, è appena iniziato. L’appuntamento è già fissato: StoriCon II nel 2027.
Riccardo Masini è Presidente di LudoStoria APS, responsabile del canale YouTube WLOG, membro della Società Italiana di Storia Militare e autore di saggi e articoli sul gioco di simulazione storico.

LudoStoria è un’Associazione di Promozione Sociale che si propone come centro di aggregazione per appassionati che opera al fine di facilitare e approfondire la pratica del gioco di simulazione storico in ogni sua forma, intensificare i contatti e le occasioni ludiche tra i suoi membri ovunque si trovino, partecipare e promuovere qualsiasi iniziativa pubblica legata a tale hobby e più in generale mettere in atto ogni azione il cui scopo sia diffondere la conoscenza del gioco storico inteso nella sua più ampia accezione. I suoi canali principali sono il gruppo Facebook “LudoStoria – Giocare con la Storia”, il sito web www.ludostoria.it, il canale YouTube e il server Discord “LudoStoria”.
Note:
[1] Storicon 2026 è un evento realizzato da: Armata Brancaleone, ASL Italia, AurorArt, Boardgame Bazar, Ergo Ludo Editions, Eryados, GdT Roma Players, Gilda del Drago Nero, La Ludica, La Tavola Rotonda, LudoManiacs, LudoStoria, Miles Gloriosus, Nani Ludici, Officina Ludica, Para Bellum Magazine, Progetto ILO, Salotto di Giano, Tana degli Orchi, WBS Games.
[2] Johan Huizinga (Groningen, 1872 – De Steeg, 1945) è stato uno storico olandese, professore alle università di Groninga e Leida, noto per il suo approccio innovativo alla storia culturale. La sua ricerca si concentra su: la storia delle idee come forme di civiltà; l’analisi dei periodi di transizione (come il passaggio dal Medioevo al Rinascimento); il ruolo del gioco come struttura fondamentale della cultura umana, il suo concetto di Homo ludens fornisce una cornice teorica autorevole per comprendere il valore culturale del gioco.
[3] Herbert George Wells (Bromley, 1866 – Londra, 1946) è stato uno degli scrittori britannici più influenti tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, considerato un padre della fantascienza insieme a Jules Verne e Hugo Gernsback.



