Reportage Africa ExPress: Camerun, disordini post elezioni
Nel Camerun la rielezione dell’ultraconservatore Paul Biya è contestata: accuse di brogli, scontri, morti, saccheggi e paralisi dell’economia.
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Nel Camerun la rielezione dell’ultraconservatore Paul Biya è contestata: accuse di brogli, scontri, morti, saccheggi e paralisi dell’economia.
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Nonostante ripetuti attacchi con droni su Khartoum, è stato riaperto per voli domestici l’Khartoum International Airport.
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La capitale del Bamako, in Mali, è assediata: miliziani del JNIM bloccano i rifornimenti di carburante e cibo, provocando caos e chiusure.
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Un pilota-missionario statunitense è stato rapito a Niamey (Niger), zona centrale della capitale, da uomini armati.
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Nell’est della Congo K, malgrado accordi e negoziati, gli scontri tra esercito, ribelli e terroristi persistono e la crisi umanitaria cresce.
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Il colonnello Michaël Randrianirina si autoproclama presidente del Madagascar dopo la destituzione di Rajoelina, condanna dell’UA e ONU.
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Madagascar: manifestanti infuriati sfilano contro blackout e corruzione; il presidente nomina un generale premier per ristabilire l’ordine.
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Esercito sudanese afferma di aver ucciso mercenari ucraini e colombiani a El Fasher, mentre il Nord-Darfur affronta una catastrofe umanitaria.
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Manifestazioni massicce in Madagascar chiedono le dimissioni del presidente: almeno 22 morti, feriti e saccheggi aggravano la crisi.
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Nella regione del Sahel (Mali, Niger, Burkina Faso), vari gruppi jihadisti intensificano attacchi, controllano strade e minacciano civili.
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