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Calcolatori d’artiglieria in Francia

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Compito fondamentale dell’Artiglieria sul campo di battaglia è quello di fornire un elevato volume di fuoco alle proprie unità di prima linea. A seconda del tipo di azione il fuoco potrà essere indirizzato ad appoggiare l’azione di attacco delle. proprie truppe o a disperdere le formazioni attaccanti avversarie offrendo una copertura alle proprie arroccate su posizioni difensive. Il fuoco, di preparazione, di controbatteria, di annientamento o ad alzo zero come ultima risorsa difensiva, ha però sempre un compito preciso: distruggere l’obiettivo nel minor tempo possibile e al costo più esiguo.

In ogni caso quindi l’artiglieria deve obbedire ad alcuni requisiti essenziali quali:

  • prontezza
  • precisione
  • indipendenza dalle condizioni meteo
  • efficacia

Buona parte di questi requisiti però non dipendono dal vero e proprio pezzo di artiglieria, ruotato, trainato, semovente, eliportato quanto dalla catena che termina con la bdf al momento dello sparo. Il fuoco è efficace se tale risulta la catena che lega la bocca da fuoco alla ricognizione dei bersagli, alla loro classificazione-scelta. alla scelta del tipo di munizione, carica di lancio e spoletta, alla decisione finale di aprire il fuoco legata pur sempre al fattore umano.

Più si riesce ad automatizzare la catena, più si eliminano inconvenienti e si accelera il processo decisionale con conseguente maggiore prontezza operativa e capacità di primo colpo. E evidente che la tecnologia elettronica odierna, è in grado di offrire non pochi vantaggi nella sua applicazione al processo operativo dell’Arma di Artiglieria.

Gli Americani che per primi ne hanno iniziato lo sfruttamento, stanno completamente automatizzando tutto quello che è suscettibile di uso con asservimento elettronico, mentre i maggiori eserciti del mondo sono avviati su di una analoga strada.

Su richiesta dell’Armée de Terre la Thomson CSF e le sue consociate stanno mettendo a punto i sistemi destinati ad automatizzare il processo decisionale dell’artiglieria dell’Esercito francese nonché di quei possibili acquirenti che vorranno acquistare il sistema francese per le rispettive necessità. La risposta della Thomson CSF è stata la creazione dell’ATILA II e dell’ATIBA in grado di associarsi ad unità a livello batteria e battaglione.

L’Atila II

Nato per soddisfare le esigenze di C3 dal livello del singolo pezzo di artiglieria a quelle di un intero battaglione, il sistema ATILA II si caratterizza per essere un sistema di artiglieria di comando-controllo e comunicazione con caratteristiche estremamente sofisticate. Esso garantisce:

  • tempi di reazione strettissimi;
  • alta resistenza ai colpi avversari;
  • alta capacità di adattamento alla situazione tattica;
  • prontezza operativa immediata e permanente;
  • annullamento di errori di calcolo;
  • alta sicurezza nelle trasmissioni grazie al sistema digitale;
  • facilità di manutenzione grazie a sistema BIT e standardizzazione con il PC di bordo.

Il sistema C 3 ATILA Il costruito attorno a computer creati per uso esclusivamente. militare con standard elevatissimi coagula intorno a sé una serie di computer disposti ai vari livelli di comando.

Grafico operativo del sistema ATILA.

La ricognizione dei bersagli può avvenire in più modi, quello classico è basato su osservatori avanzati che dirigono il fuoco delle batterie. Se da un lato questa soluzione presenta non pochi inconvenienti legati alla capacità di sopravvivenza degli osservatori, dall’altro offre anche il più elevato potere di decisione immediata in relazione all’evolversi della battaglia. Il punto più delicato in questa fase è quello delle comunicazioni tra osservatore e centrale operativa.

La Thomson CSF ha risolto il problema grazie al terminale tattico di artiglieria. Lo ATT dato in dotazione ad ogni osservatore avanzato è un terminale piccolo (misura, infatti, cm 30X10×80), leggero (pesa 2,2 kg), insensibile alle condizioni meteo (può rimanere immerso per due ore sotto un metro d’acqua e continuare a funzionare) e alla temperatura (funziona in un arco di temperature comprese fra i -25° Cei+ 70° C). Esso consente all’osservatore di dialogare con il Posto Comando inviando messaggi in codice e ricevendo la conferma di ricevimento del messaggio. Naturalmente i messaggi vengono cifrati e condensati impedendo qualsiasi intercettazione.

Il Posto Comando di Battaglione è equipaggiato con il computer centrale; il tutto assume la denominazione di Battalion Fire Direction Center ed è collegato al Battery Fire Direction Center (BtFDC) e ai Forward Observer (FO) avanzati.

Il Battery Fire Direction Center (BtFDC) è capace di controllare 4 batterie, ciascuna composta di 8 pezzi d'artiglieria, anche di diverso calibro, se necessario.
Il Battery Fire Direction Center (BtFDC) è capace di controllare 4 batterie, ciascuna composta di 8 pezzi d’artiglieria, anche di diverso calibro, se necessario.

Il computer del BnFDC eguale a quello del BtFDC, quest’ultimo ha solo un display più piccolo, è in grado di asservire quattro batterie con otto pezzi ciascuna per un totale quindi di 32 pezzi di artiglieria di due differenti calibri. È in grado di comandare il fuoco contro otto bersagli simultaneamente (due per batteria) fornendo le coordinate continue dei bersagli puntiformi, nonché i dati sullo spolettamento, il tipo di munizione e di carica e il tipo di fuoco richiesto.

La sua memoria consente di conservare tre Met messages (standard, current and new), le posizioni di 30 FO, di 8 batterie, 100 bersagli, 20 punti di riconoscimento, 35 tra aree da non investire con il fuoco e aree di coordinazione tiro, 240 velocità alla volata per i pezzi impiegati in relazione ad ogni carica di lancio.

A questo si aggiunge il processo automatico di comunicazione che consente di trasmettere ai monitor di ciascun pezzo tutti i dati per l’apertura del fuoco, di mantenere sotto costante controllo il consumo di munizioni e cariche, di dialogare con gli FO recependo e trattando le nuove informazioni da loro inviate.

Dal punto di vista costruttivo il computer sopporta le sollecitazioni termiche, dinamiche e di shock previste per l’uso militare ed è installabile su qualunque tipo di veicolo, visto che il peso e le misure di ingombro (25 kg di peso e dimensioni di cm 35,5×60×45) sono piuttosto contenuti. Accanto ad ogni pezzo vi è la Gun Display Unit connessa al computer a mezzo di collegamento radio o cavo.

Il Gun Display Unit (GDU), è un terminale connesso radiofonicamente o per mezzo di cavi alla calcolatrice del Battery Fire Direction Center.
Il Gun Display Unit (GDU), è un terminale connesso radiofonicamente o per mezzo di cavi alla calcolatrice del Battery Fire Direction Center.

La GDU consente ai serventi di leggere in continuazione tutti i dati necessari per l’apertura del fuoco, nonché l’ordine stesso di apertura dello stesso. Essa fornisce:

  • coordinate di tiro;
  • tipo dei proiettili;
  • tipo delle spolette e loro temporizzazione;
  • tipo delle cariche;
  • numero dei colpi da sparare;
  • velocità di fuoco.

E, contemporaneamente trasmette al computer centrale le informazioni concernenti la disponibilità del pezzo al fuoco, il numero dei colpi sparati e l’eventuale messa fuori combattimento del pezzo.

Particolarmente resistente allo shock, all’acqua e alla sabbia la GDU consente la lettura istantanea dei dati anche in operazioni notturne.

Scendendo al livello di Batteria il computer del BtFDC può lavorare in collegamento diretto centralizzato con il BnFDC, e in questo caso fino a 4 BtFDC e 30 FO vengono direttamente collegati al computer di Battaglione con il risultato di automatizzare il processo decisionale a livello di computer centrale, oppure in modo separato dal BnFDC. In questo secondo caso le capacità del computer possono essere sintetizzate nei seguenti dati:

  • capacità di comandare il fuoco di 8 bdf con due azioni simultanee di fuoco;
  • capacità di dialogare con 10 FO;
  • capacità di memorizzare la dislocazione di 16 bdf, 10 FO, 50 bersagli, 10 punti fissi, 10 aree di esclusione o concentrazione di fuoco, 60 velocità alla volata.

Il computer tratta i dati per ogni pezzo in relazione alla sua posizione, comprensivi di tipo del munizionamento da impiegare, tipo delle cariche, spolettamento, consentendo una precisione di tiro alla massima gittata con uno scarto di soli 0,3 mils e 13 m in elevazione.

Il computer, in relazione alle condizioni meteorologiche esistenti, programma la creazione di cortine fumogene o il tiro illuminante.

In relazione ai tempi di reazione, il processo decisionale a livello di Battaglione del momento dell’invio delle coordinate di tiro all’apertura del fuoco si porta via 35 secondi, mentre a livello di batteria ne porta via solo 15.

La duttilità del sistema ATILA II fa sì che il Fire Direction Officer (FDO) possa avere sempre costantemente aggiornati i dati relativi alla dislocazione delle batterie, alla disponibilità delle bdf, al quantitativo di munizioni disponibili e a quelle impiegate. Il processo decisionale è totalmente automatico; il BnFDC assorbe tutti i dati necessari quali tipo e natura dei bersagli, dislocazione degli stessi, disponibilità delle bdf e prospetta le soluzioni ottimali al FDO monitorizzandole sul display.

Il terminale campale di dati TRC 743, associato con il ricetrasmettitore VHF-FM TRC 559.
Il terminale campale di dati TRC 743, associato con il ricetrasmettitore VHF-FM TRC 559.

L’FDO dispone quindi dei dati riguardanti il numero delle bdf necessarie per colpire gli obiettivi, il tipo delle cariche, il numero dei colpi e il tipo dei colpi. A questo punto può dare immediatamente al calcolatore l’ordine di trasmettere i dati di tiro ai pezzi oppure può dare l’ordine di apertura del fuoco modificando però i dati di tiro in relazioni ad altre informazioni o ancora rifiutare l’ordine di apertura del fuoco. Quando il FDO dà l’ordine di aperture del fuoco il computer procede nelle successive operazioni in modo totalmente automatico.

La CIMSA, del gruppo Thomson CSF che costruisce l’ATILA II ‘lo fornisce con un notevole supporto logistico comprensivo di apparati elettronici per la ricerca e soluzione guasti, sistemi di addestramento per gli operatori e vasta disponibilità di pezzi di ricambio.

Il computer del BnFDC può ricevere altri dati sui bersagli, oltre a quelli inviati dal FO e dal suo ATT. In particolare, un ATT può essere dato a disposizione dell’ufficiale comandante la stazione radar campale RATAC installata su un veicolo esplorante. Il radar campale RATAC è in grado di monitorizzare il campo di battaglia e di designare i vari obiettivi. Al posto del RATAC l’ufficiale può impiegare un RASIT di cui 350 esemplari sono stati acquistati da 10 differenti eserciti o un altro radar campale.

Altri dati possono pervenire da aerei da ricognizione, elicotteri, RPV, mentre un certo numero di dati relativi alle condizioni meteo possono essere elaborati direttamente e quindi passati da una stazione meteorologica SIROCCO. In caso di semoventi è al limite possibile collegare i vari apparati di navigazione inerziale dei nuovi semoventi 155 GCT con il computer centrale.

In questa maniera il computer può sempre calcolare la posizione attimo per attimo dei semoventi rispetto ai bersagli. Siamo, in questo campo, quasi al fuoco marciante tipico degli ultimi carri da combattimento occidentali.

L’Atiba

Le prestazioni offerte dal sistema ATILA II possono risultare sovrabbondanti per unità di artiglieria minori, o per unità inserite in corpi spedizione multi arma. Impiegando alcune componenti del sistema ATILA Il e altre di nuova ideazione il nuovo sistema si caratterizza per il fatto di essere adattabile ad ogni struttura esistente e qualunque veicolo.

Grafico operativo del sistema ATIBA.

L’ATIBA è in grado di ingaggiare bersagli automaticamente, anche se questi sono in movimento. In fatto di precisione è superiore ad ogni altra realizzazione oltreché molto veloce visto che l’intero processo decisionale copre appena i 15 secondi. L’ATIBA è molto sicuro dato che messaggi vengono trasmessi nel giro di 1 secondo, moderno, facile da usare e da aggiustare. Come per l’ATILA II, l’ATIBA usufruisce di osservatori avanzati per la ricerca e la ricognizione dei bersagli. Lo FO è dotato di terminale ATT connesso con radio VHF.

I dati del bersaglio vengono trasmessi al Posto Comando di Batteria o BCP. Tutti i possibili dati sono prememorizzati dall’ATT e l’operatore non fa altro che selezionarli. L’ATT visualizza i messaggi consentendo all’operatore di controllarli preventivamente prima dell’inoltro ed è altresì in grado di fungere da sistema di collegamento per lo scambio di messaggi con il BCP. Il Posto Comando di Batteria viene dotato di computer ATIBA e di set radio.

Il sistema di navigazione terrestre SAGEM NSM 20 è una parte integrante dell'ATIBA.
Il sistema di navigazione terrestre SAGEM NSM 20 è una parte integrante dell’ATIBA.

I messaggi vengono presentati sul display del computer e immediatamente analizzati. Gli ordini vengono quindi inviati a ciascun pezzo nel mentre si conferma la ricevuta del messaggio all’osservatore. Sullo schermo dei pezzi compaiono gli stessi dati come per l’ATILA II. Con il sistema ATIBA è opzionale l’impiego di un radar MIRADOR per la misurazione della velocità alla volata di ogni pezzo.

L’ATIBA può essere collegato con una stazione meteorologica SIROCCO e i messaggi di questa sono automaticamente trasmessi. ricevuti, analizzati e corretti se per una qualunque ragione lo si ritiene necessario. Il sistema ATIBA a livello di Battaglione fornisce prestazioni solo in parte inferiori a quelle dell’ATILA II. In fatto di prestazioni I’ATIBA è in grado di memorizzare 100 bersagli ricevendo informazioni da dieci osservatori. Il calcolatore provvede a fornire tutti i dati necessari per il fuoco di ogni singolo pezzo.

La stazione meteorologica SIROCCO può trasmettere, ricevere analizzare e correggere messaggi per il sistema ATIBA.

Sia l’ATILA II che l’ATIBA sono in grado di dirigere il fuoco sia di pezzi di artiglieria differenti, obici, cannoni, semoventi, che di sistemi di saturazione campale come lanciarazzi attuali e futuri. Con questa due realizzazioni le industrie del gruppo Thomson CSF hanno ancora una volta brillantemente risolto le richieste poste dagli utenti militari per sistemi elettronici applicati, semplici, di facile uso ma estremamente sofisticati in quanto a prestazioni. Un risultato non sempre facile da raggiungere.



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