I sommergibili C.R.D.A. nella II G.M. – I parte
Questa è “Strategia & Difesa”, numero 191 di febbraio 1984.
La classe Marcello
La Regia Marina, dopo aver valutato positivamente i sommergibili classe GLAUCO, decise di costruire una serie di sommergibili oceanici derivati da questi; fu quindi impostata una nuova classe di battelli che prese il nome della prima unità, il MARCELLO.
I primi nove battelli della classe MARCELLO furono commissionati ai C.R.D.A. di Monfalcone, e ricevettero i nomi di MARCELLO, DANDOLO, VENIERO, PROVANA, MOCENIGO, NANI, BARBARIGO, EMO e MOROSINI. Le date relative alla loro costruzione furono le seguenti:
| Nome | Impostazione | Varo | Consegna |
|---|---|---|---|
| MARCELLO | 04/01/1937 | 20/11/1937 | 05/03/1938 |
| DANDOLO | 14/06/1937 | 20/11/1937 | 25/03/1938 |
| VENIERO | 23/01/1937 | 14/02/1938 | 06/06/1938 |
| PROVANA | 03/02/1937 | 16/03/1938 | 25/06/1938 |
| MOCENIGO | 19/01/1937 | 20/11/1937 | 14/08/1938 |
| NANI | 15/01/1937 | 16/01/1938 | 05/09/1938 |
| BARBARIGO | 06/02/1937 | 12/06/1938 | 19/09/1938 |
| EMO | 16/02/1937 | 29/06/1938 | 14/10/1938 |
| MOROSINI | 02/03/1937 | 28/07/1938 | 09/11/1938 |
I dati principali della carena dei battelli della classe MARCELLO furono:
- Lunghezza massima fuori tutto: m 73,00.
- Larghezza massima fuori fasciame: m 7,184.
- Altezza di costruzione dalla L.C.: m 6.290.
- Dislocamento in superficie (dosato): t 1.063.
- Dislocamento in immersione: t 1.317.
- Profondità di collaudo misurata al sotto chiglia: m 100.
- Coefficiente di sicurezza relativo alla sollecitazione massima alla profondità di collaudo riferito al limite di elasticità del materiale: 3.
Come si può notare, gli elementi geometrici erano praticamente uguali a quelli dei GLAUCO; lo stesso discorso vale per le caratteristiche dello scafo, per gli esponenti di carico, per i servizi di allagamento ed esaurimento, per i mezzi di governo, per gli impianti idrodinamici Calzoni, di sicurezza e per l’armamento.
Per quanto riguarda l’apparato motore, su tutti i battelli, con la sola eccezione del MOCENIGO del VENIERO, furono installati i nuovi motori diesel C.R.D.A. tipo 6 QD 42/50 a due tempi, reversibili, semplice effetto, con avviamento ad aria compressa: motori, dotati di sei cilindri, sviluppavano una potenza di 1.600 HP/asse ad una velocità di rotazione di 415 giri/min.





Brevi cenni sull’attività dei Marcello
I MARCELLO furono sommergibili nati veramente bene. A tale proposito rimase famosa la cerimonia del varo dei tre battelli, MARCELLO, DANDOLO e MOCENIGO, varati il 20 novembre del ’37: i tre sommergibili vennero varati contemporaneamente, operazione tutt’altro che semplice e che ebbe notevole risonanza non solo in Italia.
I MARCELLO entrarono in linea alla vigilia del secondo conflitto mondiale; non effettuarono pertanto le classiche crociere sperimentali ma iniziarono subito un’intensa attività addestrativa.
Allo scoppio del conflitto, con l’entrata in guerra dell’Italia, i MARCELLO vennero intensamente impiegati, dapprima in Mediterraneo poi, a cominciare dalla fine di agosto del 1941, in Atlantico, teatri operativi entrambi nei quali questi battelli misero in risalto le loro ottime doti ed ebbero un altissimo rendimento.
Furono certamente i sommergibili che meglio risposero alle esigenze della guerra al traffico e furono, in ogni occasione, all’altezza dei contemporanei sommergibili germanici tipo VII C.
Alla data dell’8 settembre 1943, dei nove battelli sopravviveva il solo DANDOLO, che nel periodo 1944-45 venne destinato a svolgere attività addestrativa a favore degli Alleati in Atlantico e soprattutto presso le Bermude, a New London e a Guantanamo, per le unità antisom statunitensi. Al termine del conflitto anche il DANDOLO, re impatriato e radiato, venne demolito.
La classe Marconi
Appena i MARCELLO furono consegnati, la Regia Marina decise di ordinare una ulteriore classe di sommergibili derivati da questi, con alcune modifiche e aggiornamenti. Nacque così la classe MĂRCONI i cui primi due battelli, MARCONI a DA VINCI, furono commissionati ai C.R.D.A. di Monfalcone. Le date relativa alla costruzione dei due battelli furono le seguenti:
| Nome | Impostazione | Varo | Consegna |
|---|---|---|---|
| MARCONI | 19/11/1938 | 30/07/1939 | 08/02/1940 |
| DA VINCI | 19/11/1938 | 16/09/1939 | 08/02/1940 |
I dati principali della carena dei due battelli della nuova classe furono:
- Lunghezza fuori tutto: m 76,040.
- Larghezza massima fuori fasciame: m 6,784.
- Altezza di costruzione dalla L.C.: m 6,432.
- Dislocamento in superficie (dosato): 1.171,303.
- Dislocamento in immersione: t 1.466,729.
- Profondità di collaudo misurata dal sottochiglia: m 100.
- Coefficiente di sicurezza: 3.

Le caratteristiche generali dello scafo rispecchiavano quelle dei MARCELLO. Di notevole c’era il fatto che, per la prima volta su sommergibili nazionali, veniva usata la saldatura elettrica per unire i corsi di lamiere dello scafo resistente: i lembi longitudinali e trasversali erano saldati elettricamente, ma vennero mantenute ancora le contropezze interne a semplice chiodatura.
Nei MARCONI venne potenziato rispetto ai battelli precedenti l’apparato motore: i diesel imbarcati furono degli ottimi C.R.D.A. tipo 6 QD 42/50 migliorati, in grado di erogare 1.760 hp/asse alla velocità di rotazione di 435 giri/min. Anche i motori elettrici furono potenziati: erano due C.R.D.A.
Officine Elettromeccaniche di Monfalcone, della potenza di 440 HP in carico normale e di 620 HP in sovraccarico. Notevolmente potenziata fu la dotazione di accumulatori, composta di 232 elementi divisi in quattro sotto batterie di 58 elementi ciascuna in grado di erogare 7.300 Ah alla scarica delle 25 ore.
La normale dotazione di nafta era contenuta in 8 casse, delle quali sei erano sistemate all’interno dello scafo resistente e due nelle controcarene, per una capacità complessiva di 68,732 t. La nafta in sovraccarico era contenuta nei doppi fondi n.3 e 5 sistemati nelle controcarene per una capacità di 60,130 mc.
La velocità massima in superficie. grazie al potenziamento dell’apparato motore, fu di 18 nodi con una autonomia, alla velocità economica di 8 nodi, di 10.500 miglia, mentre in immersione la velocità massima era di 8 nodi e l’autonomia, a 3 nodi, di 110 miglia.
I MARCONI avevano un equipaggio di 50 uomini, di cui 7 ufficiali, e la disposizione degli alloggi era identica a quella dei MARCELLO. Esisteva un’unica cucina elettrica, sistemata in prossimità dell’alloggio sottufficiali; per la conservazione dei viveri era previsto un impianto frigorifero Ortofrigor funzionante con cloruro di metile come fluido refrigerante, mentre nel locale motori termici esisteva un distillatore Ponzini funzionante con resistenze elettriche.
Due impianti di condizionamento dell’aria, uno a prora uno a poppa, della potenza complessiva di 50.000 frigorie/ora, assicuravano ai MARCONI condizioni ideali di temperatura e umidità.
L’armamento era costituito da otto tubi lanciasiluri San Giorgio da 533 mm. quattro a prora e quattro a poppa, con relativi siluri, più otto siluri di riserva suddivisi fra le due camere di lancio; era inoltre presente un cannone da 100/47 a prora della torretta, con dotazione di 220 proiettili, e quattro mitragliere binate da 13,2 mm in affusti a scomparsa, con dotazione di 1.200 colpi.
Tutte le altre caratteristiche erano molto simili a quelle dei precedenti MARCELLO, con miglioramenti non significativi.



Brevi cenni sull’attività dei Marconi
Consegnati alla Regia Marina poco prima dello scoppio della II G.M., i battelli furono immediatamente sottoposti ad un duro addestramento. Ben presto raggiunsero la base atlantica di Bordeaux, da cui operarono con ottimi risultati: il DA VINCI, in particolare, fu il sommergibile italiano che, con 116.686 t, stabili il record nazionale di affondamenti.
Ambedue i battelli andarono perduti in Atlantico nel corso di operazioni belliche e affondarono con gli equipaggi al completo.

Articolo firmato da:
Alessandro Turrini
Nato a Treviso nel 1943, appassionato da sempre di storia e di sommergibili.
Ha frequentato l’Accademia Navale di Livorno nel periodo 1963 – 1967, completando gli studi di Ingegneria Navale e Meccanica presso l’Università di Genova.
Nei successivi 15 anni ha operato nel settore delle unità subacquee sia presso gli Uffici Tecnici della Marina Militare sia a bordo dei sommergibili.
È stato imbarcato sui sommergibili Toti, Tazzoli e Morosini e dei “battelli” Piomarta e Fecia di Cossato come direttore di macchina.
Nel 1985 si è congedato dalla Marina Militare con il grado di Capitano di Fregata del Genio Navale e ha continuato a occuparsi di collaudo di sommergibili di nuova costruzione e di realizzazioni industriali come libero professionista.
Da decenni è giornalista pubblicista e collabora con giornali e riviste, soprattutto con la Rivista Marittima, trattando prevalentemente di sommergibili dal punto di vista sia tecnico che operativo.
Ha scritto numerosi libri e saggi sui sommergibili pubblicati dall’Ufficio Storico della Marina Militare e da altri editori.
È stato collaboratore dell’Enciclopedia Treccani per la voce “sommergibili”.
Ad oggi è considerato uno dei massimi esperti del settore.
Era una rivista leader del settore, tanto che fu scritta in italiano e tradotta in inglese, francese ed arabo.
La storia della rivista è travagliata e all’epoca, per varie vicende, ebbe un destino infausto.
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