Capitolo VII
Delle volte penso che sono fortunato a lavorare a Staglieno e ad avere un’occupazione. Eh sì, sono stato proprio fortunato. Ero venuto a conoscenza di quel concorso per ‘operaio seppellitore’ per caso, grazie ad un amico di mio padre che già ci lavorava, che gli aveva detto: “Grande e grosso come è ci farebbe comodo, ma non ti illudere: deve superare delle prove ed una visita medica, comunque per le prove gli diamo una mano noi!”.
La visita medica per il becchino è più accurata di quella dei piloti, soprattutto ti fanno una lastra a tutta la colonna vertebrale, vogliono essere sicuri che zapperai. Le prove superano quelle dell’esercito: scavare un fosso di tre metri cubi di terra e saldare una cassetta di zinco a stagno.
Scavare una fossa per una bara non è un lavoro: è un’arte; deve avere le dimensioni giuste e deve essere perfettamente squadrata. La buona riuscita dell’operazione dipende da diversi fattori: tipo del terreno ed abilità del becchino; entrambi si sintetizzano con “esperienza”.
Peccato che nessuno nato in città abbia mai zappato e che quindi per un cittadino tale operazione sia pressoché impossibile. Individuai subito il mio mastro di zappa, appariva quello che nell’immaginario collettivo è il becchino: piccolo, tarchiato, zoppo e con un occhio di vetro. Era soprannominato Fratellino ed era un calabrese D.O.C. animato da un incontenibile fervore sessuale. Si dice che fosse in grado di possedere tre donne in rapida successione solo con alcuni minuti di riposo.
Ovviamente era il bersaglio degli scherzi dei colleghi che godevano a vedere le sue sfuriate in calabrese stretto, tipicamente gli veniva appiccicato sullo stipetto ogni occhio di vetro che veniva trovato alle esumazioni e lui altrettanto tipicamente, sputando ai piedi di quelli che riteneva i colpevoli, li apostrofava: ‘Bastardu maledettu’ ed altro che mi risultava di difficile traduzione. Fu comunque grazie alle lezioni private di Fratellino che superai le prove.
Eccomi nel cortiletto immerso nel sole, a scrutare il cielo terso. Il cielo è attraversato da una scia di aeroplano, mi chiedo dove stia andando. Che bello sarebbe essere oggi in un posto, domani in un altro…
USCITA DI SICUREZZA



