Capitolo XXXV
Non mi si può definire proprio un dongiovanni, diciamo che non sono proprio brutto, ma i belli sono diversi. L’elenco delle mie avventure amorose direi che è abbastanza avvilente a parte gli incontri con qualche prostituta. Il fatto è che le donne sembrano annoiarsi con me, forse perché non so di cosa parlare, certo non posso raccontare di Staglieno.
Da ragazzo m’innamoravo continuamente: ovviamente le interessate non lo sapevano! ma vivevo con loro bellissime storie d’amore, tipo quelle che scappi vai a vivere in una capanna, fai dei figli e sei felice per tutta la vita fino alla morte, che avviene nello stesso letto insieme, da vecchietti.
In realtà mi dibattevo tra l’esigenza di dimostrare ai miei amici ed a me stesso che non ero gay ed avevo fatto sesso anche io e il bisogno di avere una ragazza tutta per me con la quale vivere le mie fantasie romantiche. Risolsi la prima con le prostitute, che almeno essendo pagate, soprassedevano sul mio aspetto fisico e sulle mie performance sessuali. L’aspetto romantico era più rischioso, bisognava che anche l’interessata fosse innamorata, il che non avvenne mai; dopo i primi tentavi mi rifugiai nelle mie fantasie.
Provavo una sorta di soddisfazione nel guardare una ragazza e vivere con lei un’avventura erotica segreta, del tipo “sai che c’è? non mi caghi e io ti sco.. lo stesso”, salvo fuggire quando questa si accorgeva di essere osservata e mi guardava con aria di sfida. Eppure, sono andato spesso a ballare ma non ho mai combinato nulla, mentre i buttafuori… quelli sì…
USCITA DI SICUREZZA



