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La strategia musicale nella propaganda iraniana

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La scelta del governo di Teheran e della propaganda iraniana al fine di “risvegliare” la popolazione con dei video musicali.


N.B. l’analisi è compiuta sulla base del testo sottotitolato in lingua inglese. Alcune informazioni non verificabili in rete sono state fornite da una fonte che ha richiesto il totale anonimato.

Bush (2010):

L’obiettivo principale dei terroristi è la brutale oppressione delle donne e non solamente in Afghanistan

Biden (2022):

Non preoccupatevi, molto presto si libereranno da sole



I video nella propaganda iraniana

Il secondo video, visionabile liberamente su YouTube, è sicuramente antecedente al primo ed è ormai diventato l’inno dei manifestanti in Iran e della propaganda iraniana; la musica appare la stessa, le parole però ci trasmettono una narrazione opposta. Le donne, sedicenti afgane, invitano le proprie “vicine di casa”, le iraniane, a non cadere nella trappola secondo cui la liberazione possa avvenire attraverso un aiuto esterno. La terminologia usata, ovvero “sedicenti afgane”, è volutamente carica di dubbio in quanto ho consultato numerose persone madrelingua di varie estrazioni culturali e non ho avuto una risposta univoca, potrebbero essere iraniane o afgane.

Al fine della valutazione, però, questo non inficia il risultato: il sospetto che sia in corso una “manipolazione musicale” sembra a mio avviso evidente. Secondo i resoconti dei media, il canale Bisimchi Media Telegram è affiliato al Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran (IRGC)[2].

Il primo video riesce a toccare corde profonde anche per il mondo occidentale perché richiama inequivocabilmente al rocambolesco abbandono dell’Afghanistan. Si è saputo abilmente mettere in relazione le recenti notizie infatti il 20 dicembre 2022 è stata emanata una legge da parte del governo talebano che impedisce alle donne l’istruzione universitaria: il nuovo divieto arriva meno di tre mesi dopo che migliaia di ragazze e donne hanno sostenuto gli esami di ammissione all’università in tutto il Paese. Alle ragazze era già stato negato l’accesso alle scuole secondarie.

Il 23 marzo scorso, poche ore dopo la riapertura, i talebani avevano già vietato alle studentesse di frequentare la scuola oltre il sesto grado, l’equivalente della nostra prima media.[3] Il 16 gennaio viene data la notizia secondo cui alle donne afgane sarà vietato praticare sport.[4]

La diffusione dei video

La diffusione di due video dalla musicalità pressoché identica è un mezzo eccezionale per la propaganda iraniana: un ascoltatore superficiale, che non conosce la lingua originale, potrebbe sovrapporre erroneamente le due canzoni e non chiedersi se il sottotitolato sia diverso.

Alcuni canali Telegram palesemente filo ayatollah smentiscono che ci siano proteste di piazza così diffuse come descritto in altri mass media. Dato che le notizie provenienti dai manifestanti giungono all’estero tramite canali non convenzionali (è indubbia una forma di censura), è facile ipotizzare che, in un mondo distratto e ormai poco attento all’analisi e più sensibile ad una comunicazione veloce ed immediata, sia stato scelto il mezzo musicale per massimizzare il risultato e far sì che si possa giocare sulla “teoria del complotto”: Qanon e molte altre organizzazioni scelgono di svelare piccoli frammenti di notizie per condurre l’ignaro spettatore a domandarsi se esista un “retro-pensiero” o “retroscena” volutamente celato al grande pubblico per assoggettarlo.

Questa strategia è stata scelta dal governo iraniano che opta per una contro-propaganda musicale al fine di “risvegliare” la popolazione e insinuare il dubbio che il fondamentalismo islamico sia l’unica alternativa a qualsiasi governo legittimo o illegittimo in Medioriente.


Note e riferimenti bibliografici:

[1] Prima del 1978 questa strada era denominata Pahlavi

[2] https://www.memri.org/tv/iran-nuclear-bombs-turn-nyc-to-heap-of-rubble

[3] https://www.rainews.it/articoli/2022/12/afghanistan-universit-chiuse-per-le-donne-il-nuovo-divieto-dei-talebani-4b62bbc8-b9c5-4cd8-81d3-b6abb5f9483b.html

[4] https://www.lastampa.it/esteri/2023/01/16/news/il_buio_sulle_donne_afghane-12538641/

  • Dott.ssa in Scienze Internazionali Diplomatiche, Master in “Religioni e Mediazione culturale” e Master in “Antiterrorismo Internazionale”. Esperienze formative maturate presso Radio Vaticana e la Camera dei Deputati. Dal 2021 al 2023 membro del Comitato di Direzione della Rivista "Coscienza e Libertà", organo di stampa dell’Associazione Internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR). Fondatore del blog "Caput Mundi", supervisore sezione "Geopolitica" Nord Africa e Medio Oriente, cura le pubbliche relazioni del sito ed i contatti con l'esterno. Collaboratrice editoriale presso radio RVS, network hopemedia.it.

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