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Reportage Africa ExPress: dal Sudafrica al fronte

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Sudafricani intrappolati nella guerra Russia-Ucraina

Per gentile concessione di Africa-ExPress.info, ripubblichiamo il loro articolo originale

Una delle figlie dell’ex presidente Jacob Zuma, accusata di reclutamenti illegali. Indagini in corso.

Duduzile Zuma-Sambudla, una delle figlie dell’ex presidente sudafricano Jacob Zuma, e deputata del partito Umkhonto we Sizwe (MK) è accusata di aver arruolato con falsi pretesti 17 giovani sudafricani e di averli inviati a combattere per conto della Russia.

Implicata figlia di Zuma

Nkosazana Bonganini Zuma-Mncube (altra figlia di Zuma da madre diversa) ha denunciato che la sorella avrebbe consegnato i giovani sudafricani a dei mercenari russi per combattere in Ucraina. Sostiene che i giovani sarebbero stati all’oscuro di essere stati arruolati e di non dato il loro consenso. In pratica sono stati catapultati in guerra, costretti a scontrarsi con soldati ucraini.

Duduzile Zuma-Sambudla, una delle figlie dell’ex presidente sudafricano Jacob Zuma.
Duduzile Zuma-Sambudla, una delle figlie dell’ex presidente sudafricano Jacob Zuma.

In un breve comunicato rilasciato sabato scorso, Nkosazana Bonganini Zuma-Mncube ha scritto di aver esposto una denuncia contro la sorellastra. Il fatto è stato confermato dalla polizia sudafricana.

Maretta in famiglia, visto che anche 8 dei 17 giovani sarebbero parenti dei Zuma. Tutti sarebbero andati in Russia con la promessa che laggiù avrebbero ricevuto un addestramento militare adeguato. Sarebbero poi riusciti a trovare lavoro come guardie del corpo in seno al partito MK.

In base a quanto riferito dalla stampa sudafricana, nella querela la donna ha pure accusato un uomo, molto vicino al padre. Tale personaggio sarebbe comandante delle reclute e presente sul fronte russo.

Ora spetta alla polizia sudafricana investigare se le accuse corrispondono ai fatti.

SOS al governo

All’inizio del mese di novembre la presidenza sudafricana aveva già ricevuto richieste d’aiuto di 17 connazionali (di un’età compresa tra i 20 e 39 anni) che si sono arruolati nelle forze mercenarie nel conflitto tra Russia e Ucraina. Gli uomini sarebbero intrappolati nella regione del Donbas. Allora non era ancora chiaro per quale parte implicata nel conflitto stessero combattendo.

Mercenari sudafricani combattono con i russi nel Donbas.
Mercenari sudafricani combattono con i russi nel Donbas.

Senza autorizzazione esplicita di Pretoria, lavorare o combattere come mercenari per conto di un altro governo è illegale in Sudafrica.

Attratti da lauti guadagni

Il portavoce del governo Pretoria, Vincent Magwenya, aveva spiegato all’inizio del mese che il Sudafrica starebbe lavorando tramite “canali diplomatici” per garantire il ritorno dei giovani. Aveva poi aggiunto che sicuramente si sarebbero arruolati per i lauti guadagni promessi.

Il Sudafrica ha un tasso di disoccupazione superiore al 30 per cento e, secondo alcuni analisti, tale percentuale è ancora più elevata tra i giovani, rendendoli dunque inclini a reclutamenti da parte di stranieri.

Africane in fabbriche di armi russe

Lo scorso agosto, il governo sudafricano aveva lanciato un appello alle giovani donne di non cadere nella trappola di eventuali opportunità di lavoro all’estero, promosse sui social media, in particolare in Russia.

Grazie a un’indagine della BBC è stato scoperto che alcune giovani donne sono state assoldate e portate nella zona di Alabuga, nella Repubblica autonoma del Tatarstan in Russia, per lavorare in una fabbrica di droni.

Si stima che oltre 1.000 donne siano state reclutate in Africa e in Asia meridionale per lavorare nelle fabbriche di armi nell’area Alabuga.

Tempo fa l’Ucraina aveva dichiarato di detenere cittadini di vari Paesi africani in campi di prigionia.

Ma anche Kiev è stata accusata di aver tentato di reclutare cittadini stranieri.

Nel 2022, il ministero degli Esteri del Senegal aveva persino convocato l’ambasciatore di Kiev per chiedere la rimozione di un post pubblicato dalla rappresentanza ucraina a Dakar su Facebook, volto all’arruolamento di giovani senegalesi.

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