Gates – Piaggio GP 180
Questa è “Strategia & Difesa”, numero 193 di aprile 1984.
La presentazione alla stampa e. agli operatori aeronautici mondiali dell’ultimo nato di casa Piaggio ha costituito una autentica bomba nel settore degli aerei executive.
Capita poche volte che un aereo alla sua apparizione sconvolga canoni tradizionali di progettazione rimescolando totalmente quei codici di progettazione che si ritenevano immutabili anche per il futuro, ma il nuovo GP 180 ha rivoluzionato il futuro non solo degli executive. Innestando in un unico canale le sue esperienze pluriennali nel settore degli aerei ad eliche spingenti e la rivoluzione aerodinamica del principio delle tre superfici portanti, i progettisti Piaggio hanno sviluppato un aereo a turboelica che è alla pari in fatto di aerodinamica con i più moderni aerei da combattimento oggi in sviluppo, fatti, ovviamente, i debiti paragoni.
L’aereo sviluppato congiuntamente dalla ditta italiana e da quella americana è stato presentato come un modernissimo executive e, al momento, si è accentuata solo su questa configurazione l’attenzione di produttori e possibili utenti. Noi invece, anche a causa del carattere tipico della nostra pubblicazione, vogliamo sottolineare i possibili usi militari di un simile aereo rivoluzionario. Riteniamo che essi siano persino più interessanti del suo come executive.
Il nuovo GP 180 si caratterizza per due elementi vincenti:
- è un executive a turboelica
- è il primo executive a fusoliera larga.
Ciò vuol dire poter disporre di un aereo molto più silenzioso, spazioso ed economico di tutti quelli fino ad ora disponibili senza dover pagare queste qualità con i limiti nelle prestazioni normalmente correlati.

Il GP 180 prevede infatti una velocità di crociera di 750 km/h con una autonomia di 4000 km con un consumo di 27 litri di combustibile ogni 100 km. Per la prima volta viene utilizzato il principio delle tre ali portanti brevettato dalla Piaggio che consente con l’adozione di una corta aletta anteriore, una sensibile riduzione della superficie alare totale con sensibili diminuzioni nel peso totale e nella resistenza.
I profili alari sono stati studiati apposta per questo aereo e sono stati verificati presso i laboratori della Ohio State University. La cellula dell’aereo fa largo ricorso a nuovi materiali visto che l’intero gruppo degli impennaggi verticali è realizzato con materiali compositi. Dello stesso materiale sono anche il radome, l’aletta anteriore, le gondole motori, il bordo di uscita alare, le pinne ventrali e le superfici di controllo.
La particolare configurazione, ala alta notevolmente spostata all’indietro, carrello triciclico come su di un caccia, eliche spingenti posizionate dove normalmente vi sono i turbogetti, permettono misure interne dii fusoliera decisamente non convenzionali rispetto alle dimensioni generali della macchina. Infatti, con una lunghezza massima di 14,17 m si ha una lunghezza interna di cabina utile di 6 m per una larghezza massima di 1,85 m ed una altezza di 1,75 m.
Ciò vuol dire che in una simile cabina si può stare comodamente in piedi senza urtare contro il soffitto o, in caso di persone alte, piegando solamente un poco il capo. Circa la motorizzazione si sa solo che si impiegheranno turboeliche PT 6A-66 realizzate specificatamente per questo aereo.
Abbiamo sunteggiato le caratteristiche principali di un eccellente velivolo per il mercato civile ma ci sembra estremamente interessante sottolineare i principali vantaggi di un simile aereo anche in versione militare. È ovvio che uno dei primi committenti di una versione militare potrebbe essere l’Aeronautica Militare Italiana seguita a ruota da altri ministeri quali quello del mare o da formazioni paramilitari come la Guardia di Finanza, o da enti come la protezione civile ecc.
Oltre tutto, tutti i possibili utilizzatori sopra menzionati hanno bisogno di rimodernare entro la fine del corrente decennio buona parte del loro parco macchine o di introdurre per nuovi compiti aerei adeguati al bisogno. Soltanto I, Aeronautica Militare deve sostituire i P 166 ei PD 808 in ruoli utility, VIP e Guerra Elettronica.

A nostro modo di vedere e in base alle necessità del mercato interno е internazionale il nuovo GP 180 può trovare un importantissimo mercato militare in questi settori:
- VIP di rappresentanza; in questo ruolo è il naturale sostituto dei PD 808 e di tanti altri bigetti della prima e seconda generazione
- Sanitario; con oltre 20 mc a disposizione in fusoliera, una stabilità di volo eccezionale può fungere da vera e propria camera di rianimazione volante in grado di utilizzare qualunque aeroporto o aviosuperficie
- Pattugliamento marittimo; l’altissima autonomia ulteriormente aumentabile con serbatoi ausiliari, la peculiare architettura che permette una amplissima visione del terreno sorvolato, la perfetta compatibilità con numerosi radar di sorveglianza panoramica nonché la già citata buona cubatura interna fanno si che il GP 180 possa essere trasformato facilmente in un aereo per compiti di guardia costierа, ricerca e salvataggio e, per certi utilizzatori, anche ASW
- Guerra elettronica o ELINT; rispetto agli attuali PD 808 impiegati dall’AMI o ai possibili G 222 presenta i vantaggi dovuti alla lunga autonomia ben superiore a quella del PD 808 e una velocità di crociera nettamente elevata e ben superiore a quella del G 222 pur con una cubatura interna elevata in relazione al compito
- Radiomisure, ricognizione fotografica ed usi paramilitari connessi con la taratura di apparati ecc.; per gli stessi motivi già avanzati nel punto precedente
- Scuola; le sue caratteristiche lo rendono un eccellente velivolo per scuola plurimotori visto che risulterebbe persino più avanzato dei velivoli per cui dovrebbe preparare i piloti
- Trasporti speciali e di incursione; con la sua autonomia, la sua silenziosità e la sua velocità massima unite alle particolari configurazioni architettoniche questo aereo si pone come ideale vettore per azioni di assalto a mezzo commandos paracadutati
- Trasporto e collegamento; ben pochi aerei di questa classe possono decollare in 735 m e atterrare in 610 m.
A nostro modo di vedere il successo che la Gates Learjet e la Piaggio si aspettano dal loro ultimo nato in campo civile potrà persino essere superato dal successo nel settore militare e paramilitare.
| Gates-Piaggio GP 180 | |
|---|---|
| Costruttore | I.A.M. Rinaldo Piaggio Genova |
| Commercializzazione | Gates Learjet Co Tucson I.A.M. Rinaldo Piaggio Genova |
| Tipo | biturbo elica executive ad ala alta wide body |
| Dimensioni | lunghezza 14,17 m, apertura alare 13,84 m, superficie alare 15,76 m altezza 3,93 m, lunghezza interna cabina 6 m larghezza interna cabina 1,85 m altezza cabina 1,75 m volume bagagliera 1,2 mc |
| Peso | a vuoto equipaggiato 2.813 kg a vuoto operativo 2.903 kg massimo al decollo 4.445 kg massimo all’atterraggio 4.223 kg |
| Prestazioni | velocità massima 740 km/h Mmo 0,67 Mach Vmo 482 km/h quota massima operativa 12.500 m corsa di decollo su 15 m a livello mare corsa di atterraggio da 15 m 610 m velocità ascensionale con due motori 1112 m/min velocità ascensionale con un solo motore 381 m/min autonomia con riserva IFR 3.965 km |
| Motori | due turboeliche PT 6A-66 di potenza non nota |
| Elettronica | non nota |
| NB: dati preliminari in attesa di certificazione | |
Era una rivista leader del settore, tanto che fu scritta in italiano e tradotta in inglese, francese ed arabo.
La storia della rivista è travagliata e all’epoca, per varie vicende, ebbe un destino infausto.
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