L’Armee de Terre nel 1984
Questa è “Strategia & Difesa”, numero 193 di aprile 1984.
La difesa francese è basata sulla dissuasione che utilizza come arma principale le armi nucleari strategiche.
Le forze classiche costituiscono il complemento indispensabile che permette la possibilità di evitare il dilemma completamente impensabile del “tutto o niente”.
Scegliere di avere solamente la dissuasione nucleare, cosa che evidentemente nessuna potenza fa, porterebbe la Francia a correre rischi gravissimi. Assicurare l’integrità del territorio nazionale contro tutte le aggressioni armate, e partecipare a tutte le azioni all’estero per la difesa degli interessi vitali francesi (come nel Ciad) e per il mantenimento della pace (come nel Libano) è la missione principale dell’Armée de Terre, elemento essenziale della politica di difesa francese.
Presente su tutto il territorio nazionale, e forte della maggior parte del personale militare, l’Armée de Terre concretizza la volontà del paese di proteggere la sua indipendenza attraverso i suoi “cittadini in armi” che costituiscono circa 198.000 uomini che si affiancano a 20.000 ufficiali, 67.000 sottufficiali e circa 35.000 soldati di carriera e rappresentano 1’80% delle forze combattenti e il 70% dei quadri e degli specialisti. Inoltre, grazie alla grande diversità delle sue unità e del suo armamento l’Armée de Terre è in grado di far fronte alle situazioni di crisi della nostra epoca.
Infine, l’armamento nucleare sia esso tattico che strategico, valorizza le sue forze e rinforza la dissuasione permettendogli una capacità di colpire eccezionale. È così che queste forze hanno la possibilità di limitare la mobilità del nemico e le sue possibilità di concentrazione e sono in grado di infliggergli gravi perdite.
In questo modo l’ANT (Arme Nucléaire Tactique), costituita oggi dal PLUTON e nel futuro dall’HADES, valorizza i corpi da combattimento, ma dato che si tratta di un’arma simile all’armamento strategico, dà ai corpi di combattimento una importanza speciale e quindi il suo utilizzo deve essere deciso dalla autorità politica.
L’organizzazione delle forze
Essendo essa stabilita sul territorio nazionale e incaricata di una missione precisa, l’Armée de Terre ha una duplice organizzazione, territoriale e operativa e le due strutture si fondono ogni volta che ciò è possibile. L’organizzazione territoriale è ricalcata sulle strutture amministrative del Paese e il territorio nazionale francese è diviso in sei regioni militari (RM), suddivise in zone di difesa (ZD) e in 21 Divisioni Militari territoriali (DMT) che corrispondono alle zone economiche. Un delegato militare dipartimentale collegato al generale comandante le DMT rappresenta l’Esercito in ogni dipartimento.
Altre truppe sono stanziate oltremare sia nei dipartimenti che nei territori DOMTOM sia in paesi stranieri in seguito agli accordi tra i rispettivi governi.
Queste zone, attualmente otto, sono: le Antille, la Guayana, la Polinesia, il sud dell’Oceano Indiano, la Nuova Caledonia, la Repubblica di Djibouti, il Capo Verde, il Gabon e la Costa d’Avorio. Infine, vi sono le unità nella Germania federale e a Berlino.
L’organizzazione operativa
In tempo di pace, l’organizzazione operativa dell’Armèe de Terre è la seguente:
- Uno Stato Maggiore con sede a Strasburgo (QG della I Armata)
- Tre Stati Maggiori di C.A., con QG del 1.er C.A. a Metz, del 2.eme C.A. a Baden, del 3.eme a St. Germain en Laye;
Ciascun C.A. comprende rispettivamente:
- 1er C.A.: quattro divisioni corazzate (4.eme DB/Nancy, 6.eme DB/Strasburgo, 7.eme DB/Besançon e 10.eme DB/Chalons s/Marne).
- 2.eme C.A.: tre divisioni corazzate (1.eme DB/Trèves, 3.eme DB/Friburgo e 5.eme DB/Landau).
- 3.eme C.A.: una divisione corazzata (2eme DB/Versailles), quattro divisioni di fanteria (8.eme DI/Amiens, 12.eme DI/Rouen, 14.eme DI/Lyon, 15.eme DI/Limoges), una divisione di fanteria di marina (9.eme DIMA/St. Malo) una divisione paracadutisti (11.eme DP/Toulouse) una divisione alpina (27.eme DA/Grenoble) e una brigata motorizzata (31.eme BM a Aubagne).
È interessante notare che la futura forza d’impiego rapido FAR (Force d’Action Rapide) raggrupperà le quattro divisioni specializzate e cioè la 11.eme DP, la 27.eme DA; e la 31.eme B.M. che prenderà il nome di 6.eme Division Blindèe Lègère e la 9.eme DIMA più un’altra divisione ancora da creare.
La divisione è naturalmente la grande, unità di base, cioè il raggruppamento di diversi reggimenti, capace di condurre una azione di combattimento, con un obiettivo principale prestabilito e continuare il combattimento per una certa durata. Esistono poi alcune unità minori indipendenti pari a 1 reggimento trasmissioni, 2 reggimenti di paracadutisti, 4 reggimenti del Genio.
Un personale competente
In tempo di pace, l’Armèe de Terre conta su un effettivo di 314.000 uomini e donne di cui sono professionisti e gli altri di leva.
Gli ufficiali
Essi sono 20.000, di cui 230 donne, e esercitano in seno all’Armèe de Terre i compiti di stato maggiore e di comando, cioè di responsabilità che variano a seconda del grado ricoperto.
La loro formazione e assicurata da una delle tre scuole situate a Coët-Quidan:
- La Scuola Speciale di St. Cyr, che seleziona gli allievi tra i canditati “baccalaureati” che avranno in seguito occasione di seguire una formazione specializzata di due anni in Lettere, Scienze e Scienze Economiche;
- Scuola Militare Interarmi, che seleziona su concorso gli ufficiali della riserva, e i sottufficiali in servizio. Da notare che di qui passano circa il 50% degli ufficiali dell’Armèe de Terre;
- La scuola Militare dei Corpi Tecnici e Amministrativi che seleziona i suoi allievi su concorso fra i candidati civili a livello di scuola superiore.
La formazione dura tre anni alla Scuola Speciale Militare, urn anno alla Scuola Militare Interarmi e un anno alla Scuola Militare dei Corpi Tecnici e Amministrativi e infine per completare la loro formazione gli allievi ufficiali passano successivamente un anno in una Scuola d’Applicazione della loro Arma.
I Sottufficiali
Sono 67.000 – di cui 5.500 donne hanno per compito l’inquadramento delle unità combattenti, la logistica o l’istruzione; ugualmente, hanno responsabilità tecniche e amministrative.
I sottufficiali sono formati alla Scuola Nazionale dei Sottufficiali in Servizio di St. Maixent, o alla Scuoia Nazionale Tecnica dei Sottufficiali in Servizio di Tulle o di Issoire.
Per quel che riguarda il personale femminile, la loro istruzione di base è assicurata della Scuola Interarmi del Personale Militare Femminile di Caen.
I Soldati
Sono in totale 226.000 di cui 191.000 circa sono di leva per la durata di un anno: i 35.000 restanti, sono degli arruolati che ricoprono incarichi specializzati che necessitano di una lunga formazione fornita da una parte dai centri specializzati e dall’altra dai corpi militari.
Un esercito tecnico e diversificato
Un esercito moderno deve poter fare fronte rapidamente a situazioni molto diverse; per far ciò, l’Armée de Terre ha adottato una struttura che richiede un personale competente e di alta tecnicità.
L’esercizio del comando si è adattato alla società attuale e si indirizza ad acquisire una adesione profonda e attiva di ciascuno ed è in questa ottica che gli sforzi portano particolarmente ai risultati seguenti:
- una certa liberalizzazione della disciplina;
- lo sviluppo dell’informazione;
- lo sviluppo di strutture di comunicazione;
- l’organizzazione di una nuova pedagogia.
La mobilitazione
In caso di mobilitazione alle 15 divisioni attive si aggiungono altre 14 divisioni di cui 10 sono Divisioni della Riserva e quattro sono formate dalle Scuole, per un totale di altri 288.000 uomini.
La coesione è ottenuta con una collaborazione permanente, tra i reggimenti attivi e i reggimenti della riserva e in effetti il personale in servizio addestra quello in riserva, cura lo stoccaggio del suo materiale, ovvero mette in pratica quello che si chiama il sistema di derivazione.
D’altra parte, i quadri più giovani sono scelti fra il personale che ha recentemente effettuato il suo servizio di leva nei reggimenti attivi.
Il materiale
L’Armée de Terre dispone senza dubbio di ottimo materiale anche se non sempre all’altezza dei compiti a cui è chiamata.
In particolare, mentre la componente blindata è sicuramente una delle migliori europee e quindi mondiali, la componente corazzata è oggi piuttosto superata e non si può certo considerare particolarmente importante.
Al contrario la componente missilistica anticarro è di tutto rispetto e una delle più importanti in Europa.
Mentre la parte difesa aerea non è, come in quasi tutti gli eserciti europei, particolarmente entusiasmante, la componente elicotteristica è notevole eе puo disporre di mezzi moderni e numerosi.
È evidente che l’Armée de Terre si basa su caratteristiche ben precise, per quanto riguarda il materiale: assicurare la massima mobilità alle Grandi Unità anche a scapito di altre componenti, come la potenza di fuoco o la possibilità di poter disporre di una vasta forza di manovra. La sua fanteria, che può disporre di oltre 4000 mezzi blindati, è sicuramente dotata di una notevole mobilità anche se le forze in campo non sono assolutamente all’altezza di una potenza militare media come è la Francia.
I 1210 AMX 30 e AMX 30-B2 e il migliaio di AMX-13 sono assolutamente inadeguati a dare alla Francia una forza corazzata degna di questo nome, e risente evidentemente delle scelte strategiche che hanno dato alla componente nucleare una assoluta priorità rispetto alla componente classica.
I 1400 MILAN sono sicuramente una forza più che rispettabile ma non tale da arrestare una forza d’invasione realmente dotata di una forte componente corazzata e i 669 elicotteri di vario tipo sono sicuramente una buona forza di manovra ma ancora una volta non sufficiente a fronteggiare una reale minaccia.
Anche la componente artiglieresca, proporzionata alle altre, non è tropро entusiasmante se si pensa che le bocche da fuoco sono 802 più 46 PLUTON, di cui 235 semoventi.
Conclusioni
L’Armée de Terre, incontestabilmente, non è una forza statica e le sue relazioni con il paese sono costanti, e quindi non ci troviamo qui di fronte ad una forza armata escluva dal paese come spesso avviene.
Le sue possibilità operative risentono delle scelte politico-strategiche di base.
In altre parole, mentre la componente nucleare può rappresentare un deterrente di media importanza, la componente classica non è sicuramente in grado di assicurare con gli attuali mezzi la difesa del paese da un attacco portato con armi convenzionali ma sicuramente preponderanti in mezzi e artiglieria. Sicuramente la sua opera ritardatrice può essere notevole ma è chiaro che questa forza, se avulsa da un contesto NATO, è destinata ad essere distrutta in un tempo non abbastanza lungo da permettere la costituzione di forze sostitutive.
Ancora una volta ci troviamo di fronte al dilemma classico che caratterizza le forze armate delle medie potenze europee oggi: cercare una capacità di difesa nazionale credibile (ad un prezzo insostenibile) o accontentarsi del possibile e quindi rinunciare in realtà alla possibilità di difendere il territorio nazionale, affidandosi al reale deterrente costituito dalla NATO (che implica, attaccando la Francia, la reazione, con una guerra globale e totale).
Ma in questo caso, anche se il problema esula dai compiti dell’Armée de Terre, ci troviamo di fronte ad un equivoco: è la Francia un reale membro della NATO oppure un paese semplicemente simpatizzante?
Era una rivista leader del settore, tanto che fu scritta in italiano e tradotta in inglese, francese ed arabo.
La storia della rivista è travagliata e all’epoca, per varie vicende, ebbe un destino infausto.
I fondatori di Caput Mundi hanno scelto di ripubblicare gli articoli originali, senza “censure” (analisi, dati e considerazioni comprese) al solo spirito divulgativo e, in nessun modo, si vuole privare la proprietà intellettuale di nessuno.
Numerosi mezzi e tecnologie sono ancora presenti oggi nel mondo ed i fondatori, con spirito analitico e storico, hanno valutato che la pubblicazioni di alcuni articoli fosse un arricchimento per capire come certe “innovazioni” fossero percepite all’epoca.