Le fregate oggi
Questa è “Strategia & Difesa”, numero 193 di aprile 1984.
L’esaurirsi delle unità costruite al tempo della II Guerra Mondiale sul mercato dell’usato e la nuova realtà della lotta sul mare hanno costretto anche le Marine tradizionali clienti del non nuovo a cercare di dotarsi di nuove unità. Si è così creato un nuovo mercato che ha affiancato quello tradizionale delle grandi marine che periodicamente, in media ogni venti anni, rinnovano totalmente le principali unita delle squadre navali.
Il mercato navale degli ultimi dieci anni, a differenza di quanto avvenuto precedentemente, ha segnato un cospicuo interesse per una gamma di unità, le fregate, che nel passato erano riservate solo alle Marine più importanti. Oggi il mercato navale militare può essere suddiviso in cinque grossi settori:
- Fregate
- Corvette
- Pattugliatori
- Sottomarini
- unità ausiliarie
È nostra intenzione una analisi di ciascun settore iniziando in questo numero a parlare delle fregate. A differenza di quanto fatto da altre testate specializzate non vogliamo però estendere la nostra analisi anche ai progetti più o meno futuribili o attuabili che generalmente abbondano in occasione di ogni mostra navale, ma vogliamo invece limitarla esclusivamente a quelle unità che sono state vendute sul mercato interno o dell’esportazione.
Ogni discorso su nuovi progetti, come quello per le fregate canadesi o per quelle inglesi, viene rimandato ad altri articoli particolareggiati.
Nello stesso tempo non vogliamo fare di questa nostra analisi una sorta di condensato di grandi Monorama singoli. Vogliamo invece trattare la materia da un nuovo punto di vista, evidenziando più i lati negativi di ogni classe che non quelli positivi, oggetto normale di ogni trattazione. Questo perché è troppo facile parlar bene di ogni prodotto, ma è molto più difficile trattarne analiticamente le caratteristiche.
La nostra analisi verterà allora solo sui seguenti tipi o classi di unità:
- Italiane
- MAESTRALE (classe VENTI)
- LUPO (e derivate per l’esportazione)
- Francesi C70 (e versione contraerea) F 2000
- Inglesi Type 22 BROADSWORD 1.a-2. e 3.a serie
- Americane HOLIVER H. PERRY
- Olandesi KORTENAER (e derivate contraeree)
- Tedesche
- BREMEN
- MEKO 360 H1 e H2
- MEKO 200
Dieci classi di unità che detengono il monopolio del mercato mondiale.
Abbiamo predisposto un certo numero di tabelle comparative per poter confrontare tra loro i dati più interessanti di ciascuna classe di unità. Come si può notare abbiamo suddiviso le caratteristiche di tutte le unità in tabelle monotematiche, cosa che, se da una parte obbliga il lettore ad un certo lavoro di sintesi per ricucirle tutte insieme onde avere sottocchio tutte le caratteristiche, dall’altra permette al lettore stesso di insistere maggiormente nella comparazione dei punti più interessanti.
Lasciando quindi alle tabelle il compito di esprimere tecnicamente le caratteristiche di ciascuna classe ci pare opportuno invece tracciare un quadro dell’andamento del mercato nell’ultimo decennio.
Gli ultimi dieci anni
La grande svolta nel settore delle vendite di unità navali a livello fregata si è avuta indubbiamente con la comparsa del modello italiano LUPO dei Cantieri Navali Riuniti. Anche se altre classi di unità hanno totalizzato alla fine un numero superiore di scafi costruiti (si pensi alla classe americana O. H. PERRY che toccherà gli oltre 75 esemplari solo per I’US Navy) spetta indubbiamente alle LUPO la palma di progetto meglio accolto dal mercato.
II vero motivo del successo italiano è dovuto a due considerazioni basilari: le fregate di questa classe sono capaci di soddisfare le esigenze di Marine con compiti diversi da quelli NATO e, soprattutto, hanno inaugurato il concetto del chiavi in mano in campo navale comprensivo della costruzione, allestimento, addetramento dell’equipaggio, nonchè dell’assistenza in loco nel Paese compratore se questo ha voluto riprodurre in propri cantieri qualche unità.
Se la cosa oggi sembra ovvia, è invero stata un’autentica rivoluzione nei primi anni Settanta. Il precedente brasiliano delle fregate inglesi costruite in cantieri locali ha invero un valore relativo dato che i cantieri che le hanno realizzate possedevano un’ampia esperienza in unità militari e commerciali.
Ma i cantieri peruviani che hanno realizzato due LUPO, di esperienza militare non ne avevano nessuna e se la sono fatta proprio con le due LUPO. L’elemento vincente della carta CNR è poi stata la disponibilità ad addestrare gli equipaggi delle nuove Marine. In fin dei conti è abbastanza facile vendere ad un Paese emergente, con una Marina di scarse tradizioni, una unità navale, il difficile è trovare un equipaggio in grado di farla andar per mare.
L’aver applicato ad una vendita navale la condizione dell’addestramento del suo equipaggio ha comportato anche per la concorrenza l’obbligo di offrire una simile agevolazione. Il concetto CNR per cui non si vende solo un prodotto, ma bensì un servizio è stata una vera rivoluzione nel settore della cantieristica.
L’altro elemento vincente dei CNR è stato il disegno dell’unità proposta. Le LUPO sono nate per soddisfare le esigenze della Marina Militare Italiana che voleva qualcosa da contrapporre alle unità missilistiche sovietiche incrocianti al limite delle acque metropolitane. Ne è nata una fregata con vocazione spiccatamente d’attacco, pesantemente armata, ultraveloce e capace di uuna certa polivalenza. Un disegno non certo classico per i compiti NATO a tal punto che per rimodernare la linea delle fregate di scorta della Marina Militare Italiana i CNR hanno inventato le MAESTRALE che non sono certo delle LUPO allungate.
Le LUPO nate per contrastare gli incrociatori lanciamissili russi sul loro terreno preferito, il combattimento mare-mare a base di missili, hanno subito attratto l’attenzione di quelle Marine che necessitavano di unità pesantemente armate, autonome, e in grado di svolgere più compiti.
I successi ottenuti in Sud-America con ben 10 unità vendute ne sono la riprova. Così come lo sono quelli ottenuti in Egitto, anche se difficoltà finanziarie hanno impedito per ora la realizzazione delle due unità previste e quelli in Iraq. Nella stessa ottica si deve vedere l’insuccesso colto in Portogallo. La Marina di questo Paese voleva soprattutto unità antisom, campo in cui le LUPO sono limitate e per giunta aveva bisogno di aiuti finanziari esterni. I! successo del progetto KORTENAER è logico dato che le unità portoghesi saranno standardizzate con le unità olandesi e tedesche praticamente eguali.
Il grande successo delle LUPO non si è invece al momento ripetuto con le MAESTRALE. Queste fregate costruite in otto esemplari per la Marina Militare Italiana risentono forse del fatto di essere state tagliate appositamente per svolgere un compito particolare, la scorta a nuclei operativi. Non sono molto grosse ma sono pesantemente armate e in questa ottica hanno forse un limite che le penalizza. Le loro concorrenti, principalmente le KORTENAER o le MÉKO 360 H sono più semplici e meno armate.
Sono state infatti progettate per operare in un contesto decisamente meno caldo di quello mediterraneo. Il livello di automazione delle MAESTRALE è superiore a quello di tutte le concorrenti. Il lavoro svolto dalla Marina Militare Italiana ha portato le sue navi ad essere tecnologicamente all’avanguardia nel mondo. I piani di sviluppo della MMI hanno portato alla realizzazione di unità dalla tecnologia forse eccessiva per molti possibili utilizzatori.
Principali concorrenti dei CNR italiani si sono dimostrati i progetti degli RSV olandesi, la classe KORTENAER, costruita in 12 esemplari per la Marina tedesca, più per deficienza di progetti tedeschi che per sua estrinseca bontà. Le KORTENAER sono ottime fregate ma, come nel caso delle MAESTRALE, tagliate quasi per un solo compito, la scorta antisom oceanica.
La variante tedesca BREMEN risulta allora meno adatta ad un impiego in aree ristrette in una zona dove la minaccia può non essere solo antisom. Si spiega così la volontà tedesca di migliorare la dotazione di sistemi d’arma per difesa di punto delle unità con missili RAM. Meno chiaro appare il motivo della scelta greca per tale unità. La ELLI e la sua gemella, sono unità identiche alle KORTENAER olandesi e quindi adatte più alla scorta oceanica che non alla scorta nell’Egeo.
Più chiara appare la scelta ture per quattro fregate MEKO 200 più adatte alle condizioni locali. L’unico vero motivo della scelta greca deve allora ricercarsi in particolari condizioni di acquisto capaci d far pendere il piatto dalla parte del progetto olandese.
Le Blohm & Voss vendute a Nigeria Turchia e Argentina adottano un principio abbastanza rivoluzionario, quello della modularità già portato avanti dalla Litton con la realizzazione degli SPRUANCE.
L’idea di cambiare i vari sistemi a bordo di una unità navale, siano essi d’arma o elettronici, sostituendo semplicemente lo shelter che li ospita ha una sua indubbia validità. Tale validità risultata però compromessa per quanto riguarda la precisione di tiro dei cannoni di piccolo e medio calibro montati sui moduli. L perfetta taratura di un cannone è un affare lungo e complesso che impegna il direttore di tiro di ogni unità e il suo staff tecnico Anche un minimo sfasamento tra i cannoni e la centrale di tiro si risolve in non lievi errori di puntamento alle medie. massime gittate.
L’idea di dover stabilizzare non una bocca da fuoco ma questa e il suo shelter ha lasciato dubbiosi molti ufficiali di tiro da noi interrogati. Il cantiere stesso ha sottolineato che la sua tecnica di costruzione non è immune da inconvenienti e ciò è segno di una grande professionalità.
Il caso delle fregate americane tipo OLIVER H. PERRY è del tutto particolare. Nate per fungere da scorta a gruppi operativi, a loro volta scortate da altre unità a primaria capacità contraerea, le O.H. PERRY sono state acquistate all’estero solo da Spagna e Australia, due Marine che possono definirsi di supporto alle flotte americane.
L’Australia che aveva iniziato a costruire la flotta sul principio del “compra-inglese” ha riconvertito i suoi propositi dando vita ad un gruppo d’altura totalmente impostato su unità progettate e costruite negli USA. Tale scelta è oltremodo logica se si pensa che le unità navali australiane dovrebbero lavorare a stretto contatto con la VII Flotta americana. Lo stesso dicasi per la Spagna, almeno per le unità maggiori.
La Marina spagnola sta mettendo su quella che nelle intenzioni di alcuni pianificatori dell’US Navy avrebbe potuto essere una Task Force da appoggio basata su un perno costituito da una SCS e da un nucleo di fregate di scorta. Che poi queste fregate siano versioni particolari delle originali KNOX e O. H. PERRY è nella logica della cosa visto che in caso di conflitto le forze d’altura spagnole dovrebbero lavorare insieme a unità americane per tener libero il corridoio delle Azzorre, alternativo a quello inglese, e aprire o chiudere lo Stretto di Gibilterra. Era quindi logico che dopo le BALEARES il programma spagnolo prevedesse per la scorta della nuova portaerei VTOL fregate di modello americano.
In casa inglese le fregate Type 22 BROADSWORD erano nate per fungere da scorta antimissile alle altre unità lasciando il compito della scorta antiaerea ai caccia classe SHEFFIELD o Type 42. Gli avvenimenti delle Falkland hanno però dimostrato che le Type 22 sono le uniche fregate inglesi oggi in grado di fornire una adeguate scorta alle unità portaeromobili. Così nel mentre ci si interroga sui requisiti delle nuove Type 23 da costruirsi in gran numero si rimettono in cantiere altre Type 22 prolungando una serie che doveva limitarsi a pochi esemplari.
Siamo già alla terza serie delle Type 22 e queste ultime saranno ben più armate e potenti delle prime due serie. Ma in questo caso bisogna ricordare che esse sono intese per svolgere il compito dei caccia, dato che sono dei rimpiazzi per i due Type 42 affondati in Sud Atlantico. Sul mercato delle esportazioni non hanno conseguito alcun risultato visto il loro compito molto particolare che ne ha fatto una delle classi più specializzate della categoria.
In casa francese le C 70 nelle due varianti normale e AA si sono dimostrate unità adatte solo alle esigenze della Marine Nationale. La loro composizione tutta francese non ha certo giovato alla loro penetrazione sul mercato mentre la loro complessità e il loro costo non hanno certo costituito per esse carte vincenti. Il risultato è stato che, se i DTCN hanno voluto vendere all’estero, tra l’altro con appoggi governativi enormi, hanno dovuto progettare un altro genere di unità, quella tipo F 2000 acquistata dall’Arabia Saudita in quattro esemplari, Le dimensioni, l’armamento e il costo hanno costituito altrettanti punti vincenti che le grosse C 70 non potevano annoverare.
Al di là di tutto bisogna ancora ricordare un dato di estrema importanza. L’elemento della consegna delle unità chiavi in mano е un importante dato che permette la formazione degli equipaggi che dovranno far funzionare le navi. Ma qualunque corso accelerato ha pur sempre un valore relativo.
La tradizione e il personale qualificato non lo si improvvisa e ben lo sa una certa Marina mediterranea che ha preteso di trasformare dall’oggi al domani un popolo nomade in una potenza navale. La Libia se ha voluto mandar per mare le sue nuove unità ha dovuto far ricorso ad ufficiali e specializzati stranieri con contratti che hanno assunto le forme più svariate.
Commento alle tabelle
Passando a commentare i dati inseriti nelle tabelle da noi preparate è opportuno ricordare che le comparazioni dovrebbero essere sempre fatte tra unità polivalenti e non tra versioni generali e versioni speciali. Non è corretto confrontare i dati di unità a spiccata vocazione AA con quelli di un’unità ASW visto che vi saranno in ambedue i casi degli squilibri a favore e contro ogni modello dovuti evidentemente all’assolvimento del loro compito primario.
| CARATTERISTICHE GENERALI | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classe | Cantiere progettista/ Paese di origine | Dislocamento | Lungh. max (m) | Dimens. galleg. (m) | Largh. max (m) | Immers. (m) | ||
| Stand. (t) | a pieno carico (t) | |||||||
| LUPO | CNR | (I) | = | 2500 | 112,8 | 106,00 | 11,98 | 5,00 |
| MAESTRALE | CNR | (I) | 2850 | 3040 | 122,73 | 114,00 | 12,88 | 5,95 |
| C 70 ASW | DTCN | (F) | = | 4170 | 139,00 | = | 14,00 | 5,90 |
| F 2000 | DTCN | (F) | = | 2610 | 115,00 | 106,30 | 12,50 | 3,84 |
| Type 22 I serie | Yarrow-BS | (GB) | = | 4000 | 131,20 | = | 14,80 | 6,30 |
| II serie | Yarrow-BS | (GB) | = | 4100 | 148,00 | = | 14,80 | 6,30 |
| III serie | Yarrow-BS | (GB) | = | 4200 | 148,00 | = | 14,80 | 6,30 |
| OLIVER H. PERRY | Bath | (USA) | = | 3605 | 135,60 | = | 13,70 | 7,50 |
| KORTENAER | RSV | (NL) | 3050 | 3630 | 130,50 | 121,80 | 14,40 | 6,00 |
| BREMEN | RSV-Bremer | (NL-D) | 3050 | 3785 | 130,50 | 121,80 | 14,40 | 6,00 |
| MEKO 360 H 1 | Blohm & Woss | (D) | 2900 | 3630 | 125,00 | 119,00 | 14,00 | 4,32 |
| MEKO 360 H 2 | Blohm & Woss | (D) | 2900 | 3600 | 125,00 | 119,00 | 14,00 | 4,32 |
| MEKO 200 | Blohm & Woss | (D) | = | = | = | = | = | = |
Abbiamo esaminato 10 classi di unità con dislocamento variabile fra le 2.500 t delle LUPO e i 4.200 t della Type 22 3.a serie. Come è facile notare il dislocamento medio è attorno alle 3.600 t. In questa ottica le unità italiane dislocano circa 600 t in meno delle concorrenti ad eccezione delle F 2000 dei DTCN. Ma nonostante questa loro inferiorità dimensionale che si riflette anche nelle dimensioni generali, imbarcano un armamento superiore a tutte le concorrenti.
Percentualmente in un confronto tra due unità con vocazione eguale, le LUPO italiane e la MЕКО 360 Н1 ARADU nigeriana osserviamo che, pur montando un armamento quasi eguale, le MEKO lo fanno con un dislocamento superiore di 1.130 t che corrisponde percentualmente ad un valore del 45d 45,20% In lunghezza massima le MEKО 360 Н sono più lunghe del 10,82% rispetto alle LUPO con 12,20 m.
Facendo un confronto invece tra una unità a spiccata vocazione d’attacco come le LUPO e una unità per scorta d’altura come le Type 22 2.a osserviamo che la seconda presenta un dislocamento maggiore di 1.600t pari ad un valore percentuale del 64%.
In termini di lunghezza massima una Type 22 2. a serie è più lunga di una LUPO di 35,20 m pari ad un valore percentuale del 31,21% che scende invece al 23,54% o 2,82 m se si confrontano le due differenti larghezze massime. Confrontando tra loro una MAESTRALE e una KORTENAER vediamo che la differenza di dislocamento è di 590 t per cui la fregata olandese presenta un dislocamento maggiore del 19,41% con una lunghezza massima superiore del 6,34% con i suoi 7,74 m in più.
Mettendo a confronto ancora una KORTENAER con una C 70 ASW destinate ambedue ad operare in contesto atlantico vediamo che una C 70 ASW ha un dislocamento maggiore di 540 t pari percentualmente ad un 14,88%. In termini di lunghezza massima una C 70 è più lunga di 8,50 m pari allo 6,52%.
Infine, confrontando una MAESTRALE ed una C 70 ASW vediamo che la seconda disloca ben 1.130 t in più pari ad un 37,18%. In lunghezza massima i valori presentano 16,27 m in più per la C 70 ASW pari al 13,26% mentre in larghezza massima vediamo che la C 70 ASW è più larga di 1,12 m pari ad un valore percentuale dell’8,70%.
Dai dati sopra enunciati emerge immediatamente che in assoluto e in percentuale le unità di costruzione italiana sono le più armate, quelle costruite “alla russa” in relazione ad una maniera di progettare le navi da guerra lanciata dai cantieri sovietici.
| I SETTORI D’ARMAMENTO | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classe | Antinave-controcosta | ASW | contraereo-antimissile | ||||||
| cannoni | missili | altri | Elicotteri | Tls | cannoni | missili | ricarica automatica | No. missili riserva | |
| LUPO | 1-127/54 | 8 | 2 | 1 | 6 | 2×40/70 Twin | 1×8 | SI | 24 |
| MAESTRALE | 1-127/54 | 4 | 2 | 2 | 8 | 2×40/70 Twin | 1×8 | SI | 24 |
| C 70 ASW | 1-100 | 4 | = | 2 | 2 | 1×100-2×20 | 1×8 | SI | ND |
| F 2000 | 1-100 | 12 | = | 2 | 2 | 1×100 2×40/70 Twin | 1×8 | SI | ND |
| Type 22 I serie | = | 4 | = | 2 | 6 | 2×40 | 2×6 | NO | ND |
| Type 22 II serie | = | 4 | = | 2 | 6 | 2×40 | 2×6 | NO | ND |
| Type 22 III serie | 1-114/55 | 8 | = | 2 | 6 | 1x(?) | 2×6 | NO | ND |
| O. H. PERRY | 1-76/62 | ND | = | 2 | 6 | 1×20 | ND | SI | 40 |
| KORTENAER | 1-76/62 | 8 | = | 2 | 4 | 1×30 | 1×8 | NO | 24 |
| BREMEN | 1-76/62 | 8 | = | 2 | 4 | = | 1×8 2×24 | NO NO | 24 NO |
| MEKO 360 H 1 | 1-127/54 | 8 | = | 1 | 6 | 4×40/70 Twin | 1×8 | NO | ND |
| MEKO 360 H 2 | 1-127/54 | 8 | = | 1 | 6 | 4×40/70 Twin | 1×8 | SI | 24 |
| MEKO 2000 | 1-127/54 | 8 | = | 1 | 6 | 3×25 | 1×8 | NO | ND |
Se si è sostenuto che le LUPO e le MAESTRALE sono più piccole perché destinate ad operare in mari come il Mediterraneo con condizioni meteoclimatiche generalmente positive, cio non può certo valere per le vendite delle LUPO sul mercato sudamericano dove ben dieci LUPO se la vedono con le condizioni dell’Atlantico e del Pacifico.
Bisogna invece dire che esiste una ben differente filosofia costruttiva. Le unità britanniche, francesi e olandesi, sono costruite tenendo conto del fatto che andranno a lavorare inserite in un complesso di forze che dovrà vedersela principalmente con gli SSN avversari dato che la minaccia aerea o di superficie avversaria non potrà che essere limitata a casi sporadici visto che la sua eliminazione sarà compito delle unità aeree imbarcate.
Quelle italiane е quelle tedesche MEKO progettate per proporre un’alternativa al made in Italy, nascono da una concezione che vuole l’unità chiamata ad operare anche in situazioni in cui la minaccia avversaria possa essere pesante sia in superficie che in aria e sott’acqua. Alle MAESTRALE, LUPO e MEKO 360 H si chiede di navigare ‘e combattere anche da sole o vedersela con navi avversarie pesantemente armate.
Nella filosofia della Marina Militare Italiana che ha coordinato lo sviluppo delle LUPO, queste unità sono nate come contraltare degli incrociatori lanciamissili d’attacco sovietici. E sono destinate al loro contrasto. Dovrebbero essere una Task Force concentrata in una sola unità. Ma la filosofia voluta dalla MMI si è rivelata adattabilissima alle esigenze di Marine che necessitano di unità capaci di contrastare qualunque unità avversaria con dislocamenti superiori a quelli delle motocannoniere missilistiche, ma interiori a quelli degli incrociatori.
Per evidenziare maggiormente le differenze di linea di carena, architettura e, conseguentemente prestazioni abbiamo predisposto la seguente tabella a quattro colonne.
| Rapporto | Potenza massima | Potenza di crociera | ||
|---|---|---|---|---|
| HP ― t | HP ― nodi | HP ― t | HP ― nodi | |
| LUPO | 20,00 | 1428,58 | 3,12 | 380,49 |
| MAESTRALE | 16,45 | 1562,50 | 4,61 | 666,67 |
| C 70 ASW | 13,43 | 1866,67 | 2,40 | 500,00 |
| OLIVER H. PERRY | 11,10 | 1333,34(?) | = | = |
| Type 22 II serie | 13,66 | 1866,67 | 0,49 | 472,23 |
| KORTENAER | 15,43 | 1866,67 | 0,34 | 540,00 |
| BREMEN | 13,22 | 1666,67 | 0,37 | 520,00 |
| MEKO 360 H 1 | 15,43 | 1836,67 | 2,87 | 577,78 |
| MEKO 360 H 2 | 16,00 | 1836,67 | 2,98 | 600,00 |
In essa troviamo nella prima colonna rapportati tra loro i dati della potenza massima e del dislocamento in assetto di combattimento. Il dato che si ottiene è quello degli HP x t di dislocamento disponibili. Subito a fianco abbiamo rapportato il dato della potenza massima e quello della velocità massima, si ottiene così il dato relativo al numero di HP necessari per ciascun nodo di velocità. Nella terza e quarta colonna abbiamo ripetuto lo stesso procedimento delle prime due rapportando la potenza massima disponibile per le andature di crociera con il dislocamento e, conseguentemente, la potenza disponibile con i nodi di velocità raggiungibili. I dati che ne derivano sono molto eloquenti.
Risulta così che una LUPO ha un rapporto potenza/peso simile ai carri armati della seconda generazione (LEOPARD 1) mentre tutte le altre classi sono vicine ai dati dei carri tipo CHIEFTAIN-M 60.
Confrontando i dati della potenza e della velocità massima si nota che il dato migliore è quello delle O. H. PERRY se si tiene per buono il dato della sotto taratura delle LM 2500 a soli 40.000 HP complessivi. Altrimenti tale valore equipara quello delle BREMEN. Le LUPO ancora una volta si pongono alla testa della graduatoria perché riescono a raggiungere la massima velocità di 35 nodi superiore di 3-5 nodi rispetto alla concorrenza con soli 1.428 HP per nodo. I valori della concorrenza pur con cinque nodi di velocità in meno si attestano sugli oltre 1.800 HP per nodo. Il confronto tra questi dati e quelli del dislocamento permette di capire il perché della minore velocità delle unità costruite in Nord-Euroра.
| GLI APPARATI MOTORI E LE PRESTAZIONI | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classe | Tipo | No. e tipo turbine gas potenza max (HP) | No. e tipo diesel potenza max (HP) | No. assi | Velocità (nodi) max | Velocità (nodi) di crociera | Autonomia max miglia/nodi |
| LUPO | CODOG | 2 G.E./FIAT LM 2500 50.000 | 2 G.M.T. 7.800 | 2 | 35 | 20,5 | = = |
| MAESTRALE | CODOG | 2 G.E./FIAT LM 2500 50.000 | 2 G.M.T. B230.20 DVM 14.000 | 2 | 32 | 21 | 6000/15 |
| C 70 ASW | CODOG | 2 R R OLYMPUS TM3B 56.000 | 2 Semt/Pielstick/ 16 PA6 CV280-10.000 | 2 | 30 | 20 | 8000/16 |
| F 2000 | DIESEL | Nessuna | 4 Semt/P. 16 PA6 BTC = = | 2 | 30 | 20 | = = |
| Type 22 1.a e 2.a serie | COGOG | 2 R R OLYMPUS TM3B 56.000 2 R R TYNE RM1C 8.500 | nessuno | 2 | 30 | 18 | 4500/18 |
| Type 22 3.a serie | COGAG | 2 R R SPEY SM1A 44.000 2 R R TYNE RM1C 8.500 | nessuno | 2 | 29 | 18° | = = |
| OLIVER H. PERRY | COGOG | 2 G.E./FIAT LM 2500 (50.000) tar. 40.000 | nessuno | 1 | 30 | 20 | 4500/20 |
| KORTENAER | COGOG | 2 R R OLYMPUS TM3B 56.000 2 R R TYNE RM1C 10.800 | nessuno | 2 | 30 | 20 | 4700/16 |
| BREMEN | CODOG | 2 G.E./FIAT LM 2500 50.000 | 2 MTU 20V956TB92 10.400 | 2 | 30 | 20 | 4000/18 |
| MEKO 360 H 1 | CODOG | 2 R R OLYMPUS TM3B 56.000 | 2 MTU 20V956TB92 | 2 | 30,5 | 18 | 4500/18 |
| MEKO 360 H 2 | COGOG | 2 R R OLYMPUS TM3B 56.000 2 R R TYNE RM1C 10.800 | nessuno | 2 | 30,5 | 18 | 4000/18 |
Prendendo in esame specificatamente la tabella degli apparati motori risulta evidente la scelta della soluzione delle turbine a gas per le massime potenze per quasi tutte le classi. Solo le F 2000 basano l’intero apparato motore sui diesel, così come avviene per le C 70 AA modificate rispetto alle Ċ 70 ASW. Il mercato è dominato da due turbine, la General Electric/FIAT LM 2500 che viene montata su unità americane, italiane e tedesche e le Rolls Royce OLYMPUS che vengono montate su tutte le altre.
Solo le nuovissime Type 22 3.a serie montano le meno potenti Rolls Royce SPEY. Le OLIVER H. PERRY basano l’intero apparato motore solo sulle LM 2500, tutte le altre fregate, fatta l’eccezione delle F 2000, impiegano per la crociera a media andatura o propulsori diesel come italiane, francesi e tedesche. o ancora turbogas con soluzione COGOG.
Ambedue le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi che non staremo qui ad enumerare. Interessante notare che le due classi italiane vantano le maggior velocità in assoluto e relativamente e le MAESTRALE condividono una posizione di primato anche in fatto di autonomia con 6000 miglia a 15 nodi inferiore soltanto alle 8000 miglia a 16 nodi delle C 70 ASW. A 18-20 nodi l’autonomia è per tutte le classi intorno alle 4000 miglia.
Abbiamo proceduto ad un altro confronto rapportando tra loro il dislocamento a pieno carico (ovverossia in assetto di combattimento) con il numero di sistemi d’arma imbarcati. Poiché il numero unitario e totale poteva variare tra unità ed unità per differenti configurazioni d’arma abbiamo riportato il tutto in base al seguente parametro di confronto:
- i cannoni principali sono stati contati singolarmente
- i missili mare-mare singolarmente
- i missili superficie-aria e antimissile per numero di complessi imbarcati
- i sistemi di difesa di punto per numero di torrette imbarcate
- i lanciasiluri per numero di tls imbarcati
- gli elicotteri per numero singolarmente
- i sistemi lanciarazzi EСМ e contro costa per numero di complessi imbarcati
| Classe | tonnellaggio | No. sistemi | valore rapporto |
|---|---|---|---|
| LUPO | 2500 | 21 | 119 |
| MAESTRALE | 3040 | 20 | 152 |
| C 70 ASW | 4170 | 12 | 348 |
| F 2000 | 2610 | 21 | 95 |
| Type 22 II serie | 4100 | 18 | 220 |
| Type 22 III serie | 4200 | 22 | 191 |
| OLIVER H PERRY | 3605 | 11 | 328 |
| KORTENAER | 3630 | 16 | 227 |
| BREMEN | 3785 | 18 | 210 |
| MEKO 360-H 1 | 3630 | 17 | 214 |
| MEKO 360 H 2 | 3600 | 17 | 212 |
| MEKO 200 | 2000 | 21 | 95 |
In base a quanto sopra esposto, il lanciatore a otto celle NATO SEA SPARROW o ALBATROSS è stato conteggiato singolarmente allo stesso modo di quello Mk 13 delle OLIVER H. PERRY che è singolo.
I due lanciasiluri trinati di una LUPO annovereranno allora 6 tls, dato da noi preso in esame così come contiamo 8 HARPOON anche se raccolti in due gruppi di quattro.
Ne dovrebbe emergere alla fine un dato estremamente interessante: quante tonnellate necessitano per ogniuno dei sistemi d’arma imbarcati su ogni classe. Ovviamente questo dato è relativo visto che nel valore così trovato vi sono accanto a quelli tipici dell’armamento anche quelli relativi a quant’altro imbarcato, motori, elettronica, viveri, carburante, equipaggio. Ma, ciò nonostante, è altamente indicativo.
Risulta quindi che a parte i due casi limite delle fregate per Arabia Saudita DTCN F 2000 e per la Turchia Blohm & Voss MEKO 200 ambedue progettate per rimanere in mare per tempi inferiori alle altre classi, una LUPO necessita solo di 119 t di dislocamento a piano carico per ogni sistema d’arma imbarcato, là dove una C 70 ASW necessita invece di ben 348 t.
I dati evidenziano che le unità nate per la scorta d’altura C 70 ASW e OLIVER H PERRY hanno valori molto simili, rispettivamente 348 e 328 t, ma fregate simili come MAESTRALE e KORTENAER/ BREMEN hanno due valori molto differenti 152 t la prima e 227/210 t le seconde dato ancor più evidenziabile se si confrontano i tipi di sistemi d’arma imbarcati sulle MAESTRALE.
Si conferma ancor più il dato esposto precedentemente: le LUPO e la MAESTRALE nella loro architettura privilegiano i sistemi d’arma a cui dedicano molto spazio e peso. Purtroppo, non si conoscono i dati sul peso di ciascun sistema d’arma altrimenti un confronto tra dislocamento e detto dato sarebbe utilissimo.
| L’ARMAMENTO IMBARCATO | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Classe | Cannoni | Missili MM | Missili SA | Difesa di punto | Tls | Elicotteri ASW | Lanciarazzi |
| LUPO | 1-127/54 | 8 OTOMAT | 1×8 ALBATROSS | 2-40/70 Twin | 6-324 | 1 AB 212 | 2 SCLAR |
| MAESTRALE | 1-127/54 | 4 OTOMAT | 1×8 ALBATROSS | 2-40/70 Twin | 6-324 2-533 | 2 AB 212 | 2 SCLAR |
| C 70 ASW | 1-100 | 4 EXOCET | 1×8 CROTALE N. | 2-20/70 | 2-550 | 2 LYNX | |
| F 2000 | 1-100 | 12 EXOCET | 1×8 CROTALE N. | 2-40/70 Twin | 2-550 | 1 DAUPHIN 2 | |
| Type 22 I serie | 4 EXOCET | 2×6 SEAWOLF | 2-40 | 6-324 | 2 LYNX | 2 CORVUS | |
| Type 22 II serie | 4 EXOCET | 2×6 SEAWOLF | 2-40 | 6-324 | 2 LYNX | 2 CORVUS | |
| Type 22 III serie | 1-114 | 8 (?) | 2×6 SEAWOLF | 1 x (?) | 6-324 | 2 LYNX | 2 CORVUS |
| O. H. PERRY | 1-76/62 | HARPOON | STANDARD | 1-20 PHALANX | 6-324 | 2 SEASPRITE | |
| KORTENAER | 1-76/62 | 8 HARPOON | 1×8 SEA SPARROW | 1-30 GOALKEEPER | 4-324 | 1-2 LYNX | |
| BREMEN | 1-76/62 | 8 HARPOON | 1×8 SEA SPARROW 2×24 RAM | 4-324 | 2 LYNX | ||
| MEKO 360 H1 | 1-127/54 | 8 OTOMAT | 1×8 ALBATROSS | 4-40/70 Twin | 2-324 | 1 LYNX | |
| MEKO 360 H2 | 1-127/54 | 8 EXOCET | 1×8 ALBATROSS | 4-40/70 Twin | 2-324 | 1 LYNX | |
| MEKO 200 | 1-127/54 | 8 HARPOON | 1×8 SEA SPARROW | 3-SEA GUARD | 6-324 | 1 AB 212 | |
Circa la composizione di armamento le unità di progettazione italiana sonotra le uniche in grado di operare in piena polivalenza ein appoggio sbarco seguite dalle MEKO 360 e 200, uniche altre unità a montare un pezzo da 127/54 mm. Le unità italiane hanno il vantaggio dei due lanciarazzi SCLAR da 105 mm in grado di fungere da lanciarazzi contro costa per saturazione di area.
Osservando la provenienza dei vari sistemi d’arma si osserva come la quasi totalità dei cannoni sia di origine italiana visto che solo le C 70 ASW, le Type 22e le MEKO 200 non imbarcano uno dei tre classici calibri italiani, 127/54 mm OTO Melara COMPATTO (presente su LUPO, MAESTRALE, MEKO 360H1eH2),76/62 mm OTO Melara COMPATTO (presente su O. H. PERRY, KORTENAER e BREMEN), 40/70 mm binato Breda/Bofors del sistema antimissile DARDO (presente su LUPO, MAESTRALE, F 2000, MЕКO 360 H1eH2) anche se il dato potrebbe non rivelarsi esatto per le MEKO 200, che dovrebbero imbarcare tre sistemi italo-svizzeri Contraves SEA GUARD.
Solo i Francesi montano il loro classico calibro 100 mm adatto al duplice ruolo antinave e antiaereo (anche il 127/54 mm OTO Melara è ambivalente ma è più consono al combattimento contro bersagli di superficie), così come gli Inglesi monteranno sulle Type 223.a serie il loro Vickers 114/55 mm. Il settore dei missili mare-mare vede tre concorrenti spartirsi il mercato: OTOMAT, EXOCET e HARPOON con una proporzione pressoché eguale. Invece il settore dei missili superficie-aria vede una netta prevalenza dei sistemi italiani e americani sugli inglesi e francesi.
Lasciando da parte il caso delle О. Н. PERRY che imbarcano un sistema missilistico antiaereo a media-lunga gittata, sia le unità di costruzione italiana che quelle tedesche e olandesi si avvalgono di un lanciatore ottuplo NATO SEA SPARROW o ALBATROSS in grado di lanciare indifferentemente o missili RIM 7 SEA SPARROW o italiani Selenia ASPIDE. Da notare che solo le LUPO per la MMI, le MAESTRALE e le MEKO 360 H 2 per l’Argentina dispongono di sistema di caricamento automatico, mentre le LUPO per l’esportazione, ma soprattutto le KORTENAER e le BREMEN non dispongono di tale sistema.
La cosa appare strana in particolare per le BREMEN chiamate ad agire in un mare a forte presenza nemica. Forse la prevista adozione dei due lanciamissili a 24 celle per missili lancia-e-dimentica superficie-aria antimissili RAM si ritiene debba lasciare un tempo di ricarica sufficiente anche con operazioni manuali. Le C 70 ASW e le F 2000 montano invece un sistema CROTALE NAVALE.
Le Type 22 montano due lanciatori sestupli per missili SEA WOLF,già provati in combattimento a ricarica manuale. Con una dotazione di 12 missili di pronto impiego sono le unità capaci di salva immediata di maggiore intensità ma il tempo di ricarica manuale dei lanciatori fa svanire tale vantaggio alla salva successiva. Per quanto concerne i siluri prevale il calibro 324 mm, tolto che sulle unità di progettazione francese che impiegano il 550 mm mentre le sole MAESTRALE dispongono di lanciasiluri da 533 mm.
Nel settore degli elicotteri imbarcati la maggior diffusione spetta al LYNX navale seguito dall’AB 212 ASW usato nel duplice ruolo di elicottero ASW e pilone radar per missili mare-mare. Solo gli americani si discostano da questa logica con i loro Kaman SEASPRITÉ così come i Sauditi che sulle F 2000 imbarcheranno gli Aerospatiale DAUPHIN 2 armati con missili aria-superficie AT 15 della Aerospatiale. I Westland LYNX delle Type 22 hanno la possibilità di impiegare gli aria-superficie SEA SKUA.
In prospettiva il pesante armamento delle fregate italiane MAESTRALE potrebbe essere ulteriormente potenziato con sistemi di difesa di punto a cortissima gittata Contraves SEA GUARD uguali a quelli previsti per le MEKO 200 della Turchia.
| L’ELETTRONICA IMBARCATA | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Classe | Radar Scoperta / inseguim. / illuminaz. | Navigazione | Direzione tiro | Sonar | 3C | ECM |
| LUPO | RAN 10 S | RAN 11 LX | 2 DARDO 2 NA 10 | DE 1160 | IPN 10 | Elettronica |
| MAESTRALE | RAN 10/S-MM/SPS 702 | 3 RM 20 | 2 DARDO NA 30 A | DE 1164 | IPN 10 | Elettronica |
| C 70 ASW | DRBV 26-DRBV 51 | 2 Decca 1226 | DRBC 23E | DUBV 23 DUBV 43 | SENIT 4 | SYLLEX |
| Type 22 I serie | 967-968 | Decca 1006 | 910-GWS 25 GWS 50 | 2016 | CAAIS | ND |
| Type 22 II serie | 967-968 | Decca 1006 | 910-GWS 25 GWS 50 | 2016 | CAAIS | ND |
| Type 22 III serie | ND | ND | SW 805 | ND | ND | ND |
| O. H. PERRY | SPS 49 | SPS 55 | STIR-Mk92-Mk13 | SLQ 32 SQR 19 | ND | ND |
| KORTENAER | LW 08 — STIR | ZW 06 | WM 25 | AN/SQS 505 | SEWACO II | SPHYNX RAMSES |
| BREMEN | DA 08 — STIR | 3 RM 20 | WM 25 | DSQS 21BZ | SATIR 3 | FL 18000 |
| MEKO 360 H 1 | AWS 5-WM 22 — STIR | TM 1226 | LIROD | PHS 32 | DAISY | RDL 2/RCM |
| MEKO 360 H 2 | DA 08 — WM 25 — STIR | TM 1226 | LIROD | DSQS 21BZ | DAISY | SCIMITAR |
| L’elettronica prevista per le F 2000 non è al momento nota nei dettagli ad eccezione del radar di navigazione che sarà un Decca 1226 TM; l’elettronica delle fregate turche MEKO 200 è al momento non nota. | ||||||
L’analisi della tabella sull’elettronica imbarcata dalle varie classi dimostra come il Paese di origine dei progetti condizioni quasi sempre anche la scelta della componente elettronica. Le due classi italiane LUPO e MAESTRALE imbarcano esclusivamente radar di scoperta, tiro e navigazione di origine italiana delle ditte Selenia e SMA, mentre per gli apparati sonar ci si avvale di prodotti americani di marca Raytheon. L’elaborazione dati è ancora affidata ad apparati Selenia mentre le contromisure elettroniche sono della Elettronica.
Un discorso analogo si ripete con le unità di origine francese e inglese. Le classi C 70 ASW e F 2000 imbarcano o imbarcheranno radar di scoperta, sorveglianza e direzione tiro, nonchè sonar, sistemi di elaborazione dati e ECМ della Thomson CSF e delle sue consociate con l’unica eccezione dei radar di navigazione Decca.
Gli Inglesi a loro volta imbarcano sulle tre serie di Type 22 apparati elettronici di esclusiva provenienza anglosassone. Tutte le fregate olandesi e tedesche, per le rispettive Marine e per l’esportazione imbarcano invece elettronica di provenienza quasi esclusivamente olandese. La tradizione olandese ed in particolare della HSA è notevole ed i prodotti talmente avanzati da essere adottati anche da una marina come la US Navy.
Uniche eccezioni in questo panorama, i prodotti italiani SMA 3 RM 20 impiegati come radar di navigazione dalle BREMEN tedesche e i sonar Krupp Atlas imbarcati su BREMEN e MЕКО 360 H 2 ALMIRANTE BROWN.
Le O.H. PERRY imbarcano apparati originali americani o frutto di cooperazione con gli Olandesi. Rimandiamo una analisi approfondita dei singoli apparati ad altri articoli più specialistici cosa che in questo lavoro sarebbe interessante ma fuorviante rispetto allo scopo prefissatoci.
| I successi dei vari modelli e le vendite alle Marine Militari | |||
|---|---|---|---|
| cantiere | classe | No. unità vendute | Marine acquirenti |
| CNR | LUPO | 4 | Marina Militare Italiana |
| 4 | Marina peruviana | ||
| 6 | Marina venezuelana | ||
| 4 | Marina irachena | ||
| 2 | Marin egiziana (ordine sospeso) | ||
| CNR | MAESTRALE | 8 | Marina Militare Italiana |
| DTCN | C 70 ASW/AA | 8 + 4 | Marine Nationale |
| DTCN | F 2000 | 4 | Marina saudita |
| British Shipbuilders | Type 22 | 13 | Royal Navy |
| Bath I. W. | O. H. PERRY | 50-75 | US Navy |
| 4 | Royal Australian Navy | ||
| 3 | Armada Española | ||
| RSV/Bremer | KORTENAER/BREMEN | 6 | Bundesmarine |
| 12 | Koninklijke Marine | ||
| 2 | Marina greca | ||
| 3 | Marina portoghese | ||
| B & V | ARADU | 1 | Marina nigeriana |
| ALMIRANTE BROWN | 4 | Armada Argentina | |
| B & V | MEKO 200 | 4 | Marina turca |
Per concludere l’esame delle fregate oggi è opportuno accennare brevemente a quelle che saranno le fregate di domani e quelle di un futuro invece unpoco più remoto. L’immediato futuro vedrà le Type 23 per la Royal Navy di cui al momento ogni dato è suscettibile di modifica ma vedrà soprattutto versioni specializzate AA delle fregate precedentemente descritte.
Si tratterà comunque di navi con un difficile mercato, limitato per ragioni di embargo ai singoli utenti nazionali o agli alleati NATO e SEATO. I CNR, i DTCN, gli RSV hanno proposto altrettante versioni contraeree delle MAESTRALE, C 70 е KORTENAER e ambedue i progetti francese e olandese sono stati accettati dalle rispettive Marine. Per la variante AA delle MAESTRALE bisognerà invece superare la concorrenza di un nuovo progetto sempre dei CNR per cacciatorpediniere lanciamissili di elevato tonnellaggio che godono di un maggior favore da parte della Marina Militare Italiana.
Tutti i progetti di fregate AA ruotano attorno al loro principale sistema d’arma ma, di origine americana e uguale a quello delle O.H. PERRY e dei caccia lanciamissili in servizio, la rampa singola Mk 13 in grado tirare indifferentemente missili AA STANDARD MR o HARPOON. A parte il SEA DART e il vecchio MASURCA francese nessuna altra nazione si è lanciata nella realizzazione di un sistema missilistico a lunga portata contraereo visti i costi di sviluppo necessari da contrapporre al costo di acquisto dello STANDARD, sicuramente elevato, ma irrisorio rispetto a quanto speso a suo tempo dagli inglesi per il loro SEA DART o dai francesi per il MASURCA.
Chiudiamo con l’osservazione che benché ogni salone navale presenti sempre numerosissimi ed interessanti progetti sono ben pochi quelli che vedono la luce. МЕКО e DTCN F 2000 sono poi le uniche classi che benché non acquistate dalla Marina del Paese di origine hanno ugualmente trovato un mercato. Il futuro del mercato non è comunque promettente.
Nuovi possibili acquirenti come il Brasile hanno optato per realizzazioni di tonnellaggio minore da realizzarsi in propri cantieri, mentre altri possibili acquirenti si sono rivolti ad unità al limite tra la corvetta e la fregata con dislocamenti intorno alle 1500-2000 tonnellate. Rimane aperto il grande mercato canadese, ma le fregate canadesi saranno di disegno canadese e realizzate in cantieri canadesi. La lotta nel settore delle fregate diverrà allora sempre più dura.
Era una rivista leader del settore, tanto che fu scritta in italiano e tradotta in inglese, francese ed arabo.
La storia della rivista è travagliata e all’epoca, per varie vicende, ebbe un destino infausto.
I fondatori di Caput Mundi hanno scelto di ripubblicare gli articoli originali, senza “censure” (analisi, dati e considerazioni comprese) al solo spirito divulgativo e, in nessun modo, si vuole privare la proprietà intellettuale di nessuno.
Numerosi mezzi e tecnologie sono ancora presenti oggi nel mondo ed i fondatori, con spirito analitico e storico, hanno valutato che la pubblicazioni di alcuni articoli fosse un arricchimento per capire come certe “innovazioni” fossero percepite all’epoca.