Slava: il brutto anatroccolo
Questa è “Strategia & Difesa”, numero 191 di febbraio 1984.
L’ultimo nato nella grande famiglia degli incrociatori sovietici è una unità decisamente brutta, ben lontana dalle splendide linee degli ultimi progetti sovietici. Osservando la nuova unità al suo passaggio attraverso i Dardanelli più di un osservatore ha fatto notare che gli sembrava di fare un tuffo nel passato di circa venti anni, quasi che al posto dello SLAVA passasse un KYNDA.
Senza ombra di dubbio il nuovo SLAVA è brutto, ma proprio brutto sia come linee che come distribuzione dei pesi. Dopo alcune eccellenti unità lo SLAVA ripropone il tema di un incrociatore con un peso in alto mostruoso e soprattutto rende evidente di come la tecnologia navale russa non riesca ad uscire da un’impasse.
Lo SLAVA appare come una unità super armata ma più visivamente che di fatto. L’abbondanza di contenitori lanciamissili dimostra senza tema di smentite, che la miniaturizzazione è ancora di là da venire per i cantieri sovietici così come il gran numero di antenne radar di apparati mono funzioni dimostra l’obbligatorietà di alberature enormi, con pesi impressionanti e letteralmente farcite di antenne.
Se, come appare probabile, lo SLAVA è l’ultimo grido in fatto di costruzioni sovietiche, bisogna allora iniziare a pensare che dopo la grande espansione della Marina russa degli anni Sessanta e Settanta si sia iniziata ora una fase che definiremmo di chiusura e di contenimento.

I nuovi SLAVA avrebbero dovuto essere i naturali rimpiazzi di unità come i vecchi KYNDA e la prima serie KRESTA.
Ma il fatto che i satelliti abbiano individuato solo tre unità della classe in avanzato stato di lavorazione ma nessuna nuova impostazione pur con gli scali liberi starebbe a dimostrare che la Marina russa abbia preferito rinunciare ad ampliare una classe che oltretutto non ha una sua precisa collocazione nel quadro navale sovietico. Infatti, non è in grado di agire isolatamente come un KIROV ed è troppo costoso in ogni suo esemplare per farne delle unità di squadra.
Molto probabilmente la Marina russa spaventata dai costi costruttivi di un KIROV ha tentato di dar vita a soluzioni economiche con riduzioni dimensionali. Come quasi sempre avviene in questi casi l’esperimento non deve aver dato eccessivi risultati.
L’esame delle fotografie oggi disponibili sta ad indicare che lo SLAVA quasi sicuramente è stato estrapolato dalle linee costruttive dei NIKOLAEV. Il risultato finale è stato la realizzazione più di una vetrina per sistemi d’arma che non una nave operativamente valida.
Il torrione che ospita la plancia e fa da supporto al primo albero piramidale per la selva di antenne ricorda più un maniero medievale che non una costruzione navale moderna. Era da un bel po’ di anni che non vedevamo una simile costruzione arroccata in alto, forse solo i vecchi COLUMBUS americani potevano vantare simili altezze, a meno che non si voglia ritornare alle corazzate monocalibro regine del periodo fra i due conflitti mondiali.
Il perché i Russi siano stati costretti a creare una simile torre è facilmente intuibile. Piazzando sedici contenitori per missili sui lati dell’unità, contenitori dalle dimensioni enormi, l’unica soluzione per consentire allo staff degli ufficiali di vedere qualcosa era di porre una plancia di comando in alto così come in alto dovevano essere poste le mitragliere da 30 mm per la difesa antimissile e i lanciarazzi antisom a meno che non li si volessero annegare tra i lanciamissili.

Il massiccio torrione che a noi ricorda molto quello delle corazzate inglesi classe RODNEY del bel tempo andato, è caratterizzato car anche da un altro elemento che la dice lunga sui problemi che incontra la cantieristica russa: il numero degli oblò e delle aperture di ventilazione è talmente numeroso da far dubitare della possibilità di condurre missioni in ambiente NBC.
Forse solo alcuni locali sono condizionati e non deve essere piacevole vivere in una simile nave. In caso di navigazione in ambiente NBC o si muore di caldo o si muore di contagio. Il centro nave è occupato invece dal complesso fumaiolo + secondo albero per il radar TOP SAIL. Seguono verso poppa una gru di notevoli dimensioni, otto pozzi verticali per missili e il gruppo posteriore di sovrastrutture costruite attorno all’hangar per l’elicottero.
Molto interessante il discorso sui sistemi d’arma imbarcati.
Caratteristica evidenziante della classe SLAVA il gruppo dei sedici contenitori lanciatori per missili mare che dovrebbero essere o degli SS-N-12 o i nuovissimi SS-N-14, ma l’assenza del radar EYE BOLW per la direzione dei secondi sta ad indicare che i missili sono proprio gli SSN-12, cosa vieppiù dimostrata dalla presenza del loro radar di guida TRAP DOOR sistemato sulla faccia anteriore del tripode piramidale di trinchetto.
Ma l’idea che una simile nave sia armata ancora con gli SS-N-12 lascia piuttosto dubbiosi così da far avanzare da più parti l’idea che l’unità monti i nuovissimi SS-N-22 già visti a bordo del SOVREMENNYY anche se in gruppi di quattro per lato.
Il perché si sia scelta una configurazione a quattro gruppi binati al posto di due complessi quadrinati per lato deve essere vista molto probabilmente nella necessità di abbassare il baricentro della nave per ovvi problemi di stabilità.

I contenitori lanciatori con la loro mole indicano anche che i missili ospitati hanno dimensioni enormi quando gli Americani e gli Occidentali in genere riescono a costruire armi di prestazioni e potenzialità pari con misure di ingombro molto più ridotte sta ancora una volta ad indicare un grande ritardo della tecnologia sovietica nel campo delle armi navali.
Il torrione dello SLAVA si prolunga verso prua con una alta tuga a gradini resasi necessaria per dare spazio a due complessi per difesa di punto da 30 mm sistemati in tandem sulla tuga giusto dietro al pezzo da 130/70 mm binato doppio ruolo piazzato a prua estrema.
Due lanciarazzi antisom RBU 6000 sono invece piazzati dietro le due armi da 30 mm e prima della piazzuola sopraelevata che sorregge il radar di tiro delle due armi anteriori da 30 mm, il noto BASS TILT. Ai lati del secondo albero che sorregge il grande radar da sorveglianza e ricerca TOP SAIL vi sono quattro torrette da 30 mm, due per lato con relativo radar BASS TILT posizionato sopra il blocco ferma lanciatori dell’ultima coppia di SS-N-12 o SS-N-22. La parte più interessante dello SLAVA è però quella subito dietro il fumaiolo che, per la sua forma, denuncia l’uso di turbogas per l’apparato motore.
La coperta appare completamente libera fatta eccezione per i rigonfiamenti di otto pozzi verticali per missili. Ad un’attenta analisi questi otto pozzi risultano però dei canister con un certo numero di lanciatori verticali per missili superficie aria. A nostro modo di vedere questa zona dell’unità non dovrebbe presentare meno di 64 pozzi di lancio verticali per missili superficie-aria.
Sul fatto circa la ricaricabilità o meno dei predetti canister le dimensioni della gru di servizio lascia alquanto dubbiosi. Sembrerebbe infatti che la ricarica avvenga per sfilamento di un intero canister di otto pozzi piuttosto che con la singola ricarica di ciascuna cella.
La presenza del grande radome del radar guida missili TOP DOME piazzato giusto sul cielo dell’hangar starebbe ad indicare che i missili impiegati sono gli SA-N-6 già montati sui KIROV ma in differenti celle di lancio. Poiché i SA-N-6 hanno dimensioni abbastanza contenute, la presenza di una gru di dimensioni simili a quella imbarcata starebbe ad indicare la scelta dei canister verticali multipli piuttosto che quella d ricarica di ogni cella.
Le dimensioni dell’hangar indicano chiaramente che ogni SLAVA può imbarcare solo un elicottero usato non tanto in funzione ASW quanto piuttosto in quella di pilone radar per i missili mare-mare. In quanto ad elettronica lo SLAVA imbarca oltre alle direzioni di tiro BASS TILT, una direzione di tiro per il pezzo binato anteriore da 130/70 mm KITE SCREECH piazzata sul cielo della plancia di comando.

L’albero di trinchetto tronco piramidale funge da supporto anteriormente per il radar guida missili TRAP DOOR, per un radar di navigazione DON KAY mentre in cima è installato il TOP STEER.
La parte posteriore del trinchetto funge da supporto per apparati tlc, ECM e per il radar di navigazione DON KAY. Alla base dell’albero vi sono quelle che quasi sicuramente possono essere considerate apparecchiature optroniche posizionate su mensolette laterali giusto sopra le antenne coperte da radome del sistema di comunicazioni PUNCH BOWL.
L’albero di maestra sorregge il grande radar tridimensionale TOP SAIL, mentre una numerosa serie di antenne per ECM sporgono ai due lati alla sua base. Posteriormente vi è il radar guida missili TOP DOME.
Alcune perplessità possono sorgere circa l’apparato motore. La scelta delle turbogas da noi proposta viene suffragata dal particolare fumaiolo rettangolare e dall’ampia grigliatura presente alla sua base. Ma non bisogna dimenticare che il SOVREMENNYY pur con una configurazione degli scarichi simile a quella di una unità con propulsione a turbogas imbarca invece un classico sistema a turbine anche se di concezione avanzata. Chiudiamo queste prime note sulla nuova unità sovietica con qualche commento.
Tendenzialmente la Marina sovietica sembra aver rinunciato alla creazione di grandi task forces simili a quelle americane. il nuovo SLAVA è operativamente un passo indietro rispetto alle ultime realizzazioni sovietiche. Alcuni fatti starebbero ad indicare che la Marina russa non viene più vista come la forza armata privilegiata ma anzi le si sarebbe imposto di rivedere i programmi.
Tecnicamente i nuovi SLAVA non costituiscono una novità visto che sono l’insieme di sistemi d’arma già conosciuti. Particolarmente carente appare la dotazione di sistemi antisom visto che gli unici complessi sono i lanciarazzi e, forse l’elicottero. A meno che i canister a centro nave non siano in grado di permettere il lancio di missili SA-N-6 e missili superficie-profondità.
Una cosa è invece certa: uno SLAVA è più una nave da tempo di pace che da tempo di guerra. Mostra tanto e va molto bene per mostrar bandiera e presentare i muscoli. Che poi li abbia davvero nella misura che pretende di far apparire è tutto un altro discorso.
| Cantieri Nosenko Nikolaev | |
|---|---|
| Incrociatori Classe SLAVA | |
| Tipo | incrociatore lanciamissili balistici |
| Dimensioni | Lunghezza massima: 187 m Larghezza massima: 20,5 m Altezza di costruzione: 8 m |
| Dislocamento | 12.500 t (a pieno carico) |
| Apparato motore | turbine a gas della potenza complessiva di 120.000 HP due eliche |
| Armamento | 16 SS-N-12 (otto lanciatori doppi); 8 sistemi SA-N-6 con 64 missili; 2 sistemi SA-N-4 con 40 missili; 2 cannoni AA da 130 mm; 6 cannoni AA a canne rotanti da 30 mm; 2 lanciarazzi RBU 6000; 1 elicottero HORMONE |
| Elettronica | Radar: 1 TOP PAIR; 1 TOP STEER: 1 TOP DOME; 1 FRONT PIECE/FRONT DOOR; 1 KITE SCREECH; 3 BASS TILT Sonar: 1 in chiglia; 1 rimorchiato ECM: 8 SIDE GLOBE; 4 RUM TUB |
| Prestazioni | Velocità massima stimata: 34 nodi Autonomia: 5000 miglia a velocità varie (15 nodi / 30 nodi) |
| Equipaggio | 510 uomini |
| Status | La prima unità in servizio dall’estate 1983 altre due in costruzione |
| Costo | non noto |
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