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Una LPD per la MMI

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Sono stati resi noti i dati di massima e la vista laterale della nuova unità anfibia la cui costruzione è iniziata nei primi mesi del 1984. La necessità di una simile unità si era fatta sentire in tutta la sua urgenza soprattutto in relazione alla missione italiana in Libano.

La nuova unità che dovrebbe entrare in servizio entro il 1986 si caratterizza per un disegno innovativo rispetto ad altre realizzazioni similari e per un allestimento improntato ad una certa spartanità per ridurre i costi. Tale spartanità la si ritrova soprattutto nell’armamento di autodifesa che, così come previsto è largamente insufficiente e superato.

La nuova unità presenta un dislocamento di 7.667 t con dimensioni pari a 133 m di lunghezza massima, 20 m di larghezza al ponte di volo e 5 m di immersione. L’architettura prescelta prevende una unità con ponte di volo continuo ad eccezione di un breve tratto a prua, soluzione obbligata in vista dell’adozione di una prua a celata per permettere una movimentazione ro-ro dei mezzi imbarcati.

La soluzione di un ponte di volo continuo sino a prua avrebbe comportato l’adozione di una prua ad orca inconciliabile con le esigenze di messa a terra dei mezzi. L’adozione di una isola laterale permette comunque di avere a disposizione un ponte di volo di più di 100 m di lunghezza per una larghezza massima di 20 m. Ciò consente l’impiego di elicotteri di categoria medio-grande risultando possibile sia il trasporto che l’utilizzazione di elicotteri delle classi SH 3D e CH 47 C.

Silhouette delle CNR LPD.
Silhouette delle CNR LPD.

La parte centro poppiera dell’unità è stata disegnata per consentire la realizzazione di un bacino allagabile di buone dimensioni e tale da consentire lo stivaggio di tre MTM (Moto Trasporti Medi). Direttamente collegato al bacino a mezzo di apposito passaggio rampa vi è il garage con una superficie di 1400 mq. Ad esso si accede anche attraverso la rampa anteriore di prua e da rampe site a murata. Un apposito elevatore consente di collegare il garage con il ponte di volo al fine di permettere una migliore movimentazione dei carichi eli portabili.

L’unità è in grado di imbarcare 30 VCC 1 о, in alternativa 20 VCC 1 e 10 LVTP 7 oltre ad autocarri, jeep e rimorchi, in pratica tutta la dotazione operativa del Btg SAN MARCO. I mezzi da sbarco permanentemente а disposizione della nuova LPD saranno oltre ai tre MTM, tre MTP (Moto Trasporto Personale) e un motoscafo guida onde di sbarco.

La motorizzazione prevista per questa unità è su due diesel per complessivi 16.800 HP che trasmettono il moto a due assi permettendo una velocità massima di 20 nodi che è anche la velocità di crociera per gruppi operativi misti NATО. L’armamento prevede un pezzo da 76/62 mm prelevato da quelli sbarcati da unità poste in disarmo e quindi non del tipo compatto ma del tipo Allargato e due mitragliere da 20/70 mm.

La nuova unità che assomiglia più ad una portaelicotteri da assalto anfibio che non ad una LPD pur nella sua completezza lascia qualche dubbio. Non si sa ancora ad esempio se vi sarà la possibilità di impiegare l’elevatore per stivare nel garage almeno gli elicotteri della classe AB 212 o AB 206 eventualmente in configurazione armata.

La nuova unità verrà replicata in una seconda unità a più spiccata vocazione di impiego paramilitare. Essa verrà realizzata con fondi della Protezione Civile e non presenterà alcun armamento, anche se verranno predisposte le apposite sistemazioni al fine di imbarcarlo in caso di necessità. L’unità trasporterà una colonna mobile di soccorso costituita da mezzi del Genio e un ospedale da campo di pronto impiego.

LPD
Dislocamento7.667 t
Dimensionilunghezza massima 133 m
larghezza massima 20 m
immersione 5 m
ponte di volo 100 x 20 m
superficie garage 1400 mq
Apparato motore2 diesel turbocompressi per complessivi 16.800 HP
2 assi
2 eliche
Equipaggio160-170 uomini
Capacità di trasportol’intero equipaggiamento del BTG SAN MARCO , tra cui:
30 VCC 1 o 20 VCC 1 + 10 LVTP 7
autocarri
jeep
rimorchietti
350 fanti di marina
Mezzi da sbarco3 MTM
3 MTP
1 motoscafo guida ondate
canotti da assalto


L’articolo sulla rivista originale:

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