L’Artemis 30
Questa è “Strategia & Difesa”, numero 193 di aprile 1984.
Il nuovo sistema greco AA
La necessità di provvedere una copertura antiaerea adeguata, ai propri reparti o a punti fissi di particolare valore tattico, ha spinto le Forze Armate dei Paesi occidentali ad incrementare il proprio potenziale difensivo in questo settore.
Anche alla luce di quanto emerso in recenti conflitti, si è constatato che un sistema d’arma di piccolo/medio calibro asservito ad una appropriata centrale di tiro è in grado di offrire una elevata protezione ad un costo accessibile e tale da essere sopportato anche da Forze Armate in perenne contrasto con la limitatezza dei fondi assegnati al settore nuovi materiali.

In seguito ad una precisa richiesta posta dalle Forze Armate elleniche, la Hellenic Arms Industry (EBO) SA ha progettato un nuovo sistema d’arma in grado di abbinare una altissima affidabilità e letalità in qualunque condizione di tempo ad un costo di acquisto, di gestione e di riparazione il più contenuto possibile. È così nato il sistema di difesa di punto contraereo ARTEMIS 30 basato su di un Fire Control System disponibile con differenti livelli di sofisticazione, che controlla il tiro di un massimo di sei postazioni binate da 30 mm di nuovo modello e/o lanciatori per missili.
La possibilità di dirigere contemporaneamente il tiro di cannoni e missili fa sì che con l’ARTEMIS 30si rendano possibili soluzioni quali quelle ottenibili con il Contraves SKYGUARD che può dirigere il tiro sia di cannoni da 35 mm che di lanciatori per missili SPARROW o ASPIDE. Nella soluzione greca le armi impiegate nel sistema ARTEMIS 30 sono i nuovi cannoni da 30 mm Model F prodotti congiuntamente dalla Mauser tedesca e dalla EBO.

Queste armi, che si possono ritenere fra le più moderne della loro categoria, hanno alta cadenza di fuoco superiore a quella di qualunque altra arma sopra i 23 mm. 1 cannoni si caratterizzano per il fatto di impiegare solo dodici parti in movimento. cosa che consente un’altissima vita operativa, una manutenzione ridotta al minimo e, di conseguenza, scarsi problemi logistici. La configurazione generale del complesso binato con le armi montate ai lati dei meccanismi di alimentazione e brandeggio fa sì che la manutenzione e l’accessibilità sia la migliore ottenibile.
Le armi nel funzionamento hanno l’otturatore e il meccanismo di alimentazione azionati da gas in pressione tramite un pistone a gas. Il meccanismo di alimentazione è così del tutto indipendente dal funzionamento dell’otturatore.
Al numero dei colpi di pronto impiego raggiunge i 250 colpi per cannone con un totale quindi di 500 colpi per complesso binato; i tempi di ricarica dei tamburi di alimentazione sono estremamente ridotti. Il munizionamento impiegabile può essere lo stesso del cannone americano GAU S/A. La culla dei cannoni dispone di uno speciale meccanismo flottante di rinculo che smorza notevolmente le forze di rinculo trasmesse all’affusto e ai suoi servomeccanismi.
L’affusto viene montato su di uno speciale rimorchio a due assi di cui il primo sterzante e staccabile per la configurazione di batteria.

In tale situazione la necessaria stabilità di piattaforma viene assicurata a mezzo di due bracci di ancoraggio con picchetti pneumatici e da picchetti pneumatici di appoggio inseriti sul secondo asse. L’assale anteriore è equipaggiato con un generatore per la fornitura della potenza elettrica necessaria. Il complesso binato può funzionare in tre differenti modi:
- con controllo delle operazioni di fuoco a distanza direttamente dal FCС
- con controllo locale attuato tramite i dispositivi di controllo del fuoco sistemati di fronte al seggiolino dell’operatore
- manualmente in caso di necessità direttamente dal cannoniere.
Il complesso può essere equipaggiato con sofisticati apparati di condotta del tiro quali apparati di visione diurni/notturni accoppiati a telemetro laser. Fino a sei complessi binati possono essere controllati dal Fire Control Centre, mentre le funzioni di sorveglianza e scoperta sono svolte dal Battle Coordination Post e dall’Acquisition Radar System.
Sia il BCP che PARS sono integrati all’interno di uno shelter militare con condizionamento d’aria trasportabile a mezzo autocarro o ferrovia.
Lo shelter ospita:
- un sistema radar Pulse Doppler per la sorveglianza aerea e l’acquisizione dei bersagli con antenna posizionata sul cielo dello shelter
- un radar secondario per la ricognizione IFF
- un sistema computerizzato di Comando e Controllo
- gli equipaggiamenti necessari per collegamenti radio e cavo
- la sistemazione dei due operatori.
Il sistema nel suo insieme è in grado di:
- valutare globalmente la situazione tattica del momento in relazione al punto da difendere e alle minacce ad esso arrecate
- identificare ogni oggetto volante come amico o nemico
- fornire accurate coordinate di tiro al FCS
- assicurare la massima operatività in presenza di qualunque condizione esterna
Il sistema è stato realizzato per opporsi in particolare a bersagli volanti ad alta velocità e bassa quota, in condizioni ognitempo e in presenza di forti contromisure elettroniche. Si è tenuto in particolare conto anche il possibile sviluppo del sistema nei prossimi anni.
Tenendo fede al concetto della modularità e dell’alta rispondenza il FCC è strutturato intorno ad un computer digitale in grado di selezionare una o l’altra delle configurazioni di tracking previste. Il FCC include il computer e le console di monitoraggio e controllo all’interno di uno shelter climatizzato. Le apparecchiature di tracking sono collocate su di una colonnina fissata alla struttura di un rimorchietto standard militare ad un asse, Essa può sorreggere alternativamente due fra le quattro apparecchiature proposte al cliente e comprendenti:
- telecamera TV di autotracking
- telemetro laser
- radar di tracking in banda Ku
- camera IR di autotracking
Un solo operatore è sufficiente per il complesso che riceve i dati dei bersagli dalla postazione BCP, li elabora e passa le informazioni sulle coordinate ai vari affusti. 1 tempi di reazione del sistema sono nell’ordine dei 5 secondi dalla scoperta all’apertura del fuoco. Operativamente P’ARTEMIS 30 può quindi funzionare in configurazione passiva, semiattiva o attiva in relazione ai sistemi di tracking prescelti.
La EBO prevede di poter offrire il suo sistema anche in configurazione semovente montata su veicoli blindati e in configurazione navalizzata adatta alla difesa di punto delle unità navali.
| Hellenic Arms Industry S.A. | |
|---|---|
| ARTEMIS 30 | |
| Radar Acquisition System | Frequenza: X-Band R.F. Source: Magnetron Potenza di picco: 200 kW Larghezza di impulso: 350 ns Precisione: ±30 m/mrad Polarizzazione: HOR/CIRC Distanza di scoperta: 30 km PPI: 12° Digital MTI-Integrated IFF-ECCM |
| Battle Coordination Post | Capacità TWS: 20 bersagli Data link: cavo o VHF Communication link: cavo o VHF Display: 12″ |
| Sensori | T.V. Camera con autotracker Sistema: CCIR 625 linee Tube: Si-Vidicon Campo visivo: 3,6° x 2,7° Automatic Iris Control Telemetro laser Tipo: Nd-YAG Lunghezza d’onda: 1,06 μm Pulse repetition frequency: 10 Hz Max energia di emissione: 150 mJ Radar di tracking Antenna: Cassegrain Frequenza: Ku-Band Agilità di frequenza: 670 MHz Potenza di picco: 65 kW Digital Moving Target Tracker Camera IR con autotracker Spettro di banda: 8-12 μm Campo visivo: comparabile con quello TV Detector material: CMT Raffreddamento: circuito chiuso |
| Batteria di tiro | Peso totale: 6,2 t Velocità massima di traino: 80 km/h Accelerazione angolare: * 200°/s2 in azimuth * 125°/s2 in elevazione Velocità angolare: * 115°/s in azimuth * 85°/s in elevazione Cadenza di tiro: 1600 colpi/min Capacità servatoi alimentazione: 500 colpi di pronto impiego tipo: TP, HEI, API,Tracer-SD Fused-APDS, APHEI |
| Cannoni | Tipo: Mauser-EBO model F Calibro: 30 mm Velocità alla volata: 1300 m/s Cadenza di tiro: * 800 colpi/m * 925 colpi/m per brevi raffiche |
Era una rivista leader del settore, tanto che fu scritta in italiano e tradotta in inglese, francese ed arabo.
La storia della rivista è travagliata e all’epoca, per varie vicende, ebbe un destino infausto.
I fondatori di Caput Mundi hanno scelto di ripubblicare gli articoli originali, senza “censure” (analisi, dati e considerazioni comprese) al solo spirito divulgativo e, in nessun modo, si vuole privare la proprietà intellettuale di nessuno.
Numerosi mezzi e tecnologie sono ancora presenti oggi nel mondo ed i fondatori, con spirito analitico e storico, hanno valutato che la pubblicazioni di alcuni articoli fosse un arricchimento per capire come certe “innovazioni” fossero percepite all’epoca.

