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Algeria e Marocco: la crisi può indebolire l’Unione Europea?

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Il contesto

Le crescenti tensioni tra Algeria e Marocco stanno progressivamente avvicinando l’area del Maghreb ad uno scenario di confronto potenzialmente destabilizzante, con ripercussioni dirette sulla sicurezza europea, sugli approvvigionamenti energetici e sulla gestione dei flussi migratori.

Il progressivo allineamento dei due Paesi su fronti geopolitici divergenti, unito ad un’accelerazione nella corsa agli armamenti ed al venir meno dei legami economici reciproci, sta alimentando una dinamica tipica del cosiddetto “dilemma della sicurezza”[1]. In questo contesto, le misure adottate da ciascuna parte per rafforzare la propria posizione finiscono per essere percepite come minacce dall’altra, innescando una spirale difficilmente controllabile anche a livello bilaterale.

Le conseguenze di questa escalation risultano già evidenti: si registrano interruzioni nei flussi di gas, misure di ritorsione commerciale ed un aumento delle pressioni migratorie che coinvolgono direttamente diversi Paesi europei, tra cui Spagna, Francia ed Italia.

Una strada presidiata dai militari lungo le zone interessate dalla contesa territoriale.
Una strada presidiata dai militari lungo le zone interessate dalla contesa territoriale.

Dallo scoppio della crisi di Guerguerat nel novembre 2020, i rapporti tra Algeria e Marocco hanno registrato un progressivo deterioramento, accompagnato da un’escalation da considerarsi particolarmente pericolosa. Diversi segnali indicano infatti la gravità della situazione, alimentando il timore che i due Paesi possano avvicinarsi ad un conflitto senza una piena consapevolezza delle conseguenze; una simile instabilità rischierebbe di produrre effetti rilevanti non solo nell’area del Maghreb, ma anche lungo la sponda settentrionale del Mediterraneo.

Alla luce di questo quadro fragile, è necessario sottolineare la necessità di un intervento proattivo da parte dell’Unione Europea, fondato su una strategia definibile di “doppio contenimento morbido”. Secondo questa impostazione, gli Stati membri dovrebbero adottare una linea di neutralità attiva, capace di preservare l’equilibrio tra le parti e, al contempo, favorire misure di rafforzamento della fiducia reciproca e forme di interdipendenza. L’obiettivo sarebbe quello di contenere l’escalation, limitarne le possibili ricadute e creare le condizioni per una soluzione duratura.

Cinque fattori

Piano internazionale. Algeri ha progressivamente rafforzato i rapporti con potenze eurasiatiche come Russia e Cina, aderendo inoltre alla banca di sviluppo collegata ai BRICS e intensificando le relazioni con diversi Paesi asiatici. Rabat, al contrario, mantiene un saldo allineamento con gli Stati Uniti e con i partner occidentali, proponendosi come attore chiave per la sicurezza nel continente africano. Queste scelte contrapposte contribuiscono ad accentuare percezioni divergenti delle minacce.

Piano regionale. Il nodo centrale resta la questione del Sahara Occidentale. Il Marocco rivendica la sovranità sul territorio e considera il Fronte Polisario[2] un movimento separatista, mentre l’Algeria sostiene il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi[3]. Le tensioni si sono ulteriormente acuite dopo la normalizzazione dei rapporti tra Rabat ed Israele nel 2020, un’intesa che ha portato al riconoscimento statunitense delle rivendicazioni marocchine e che Algeri interpreta come una forma di accerchiamento strategico.

La complessa situazione territoriae del Sahara Occidentale.
La complessa situazione territoriae del Sahara Occidentale.

Piano militare. Entrambi i Paesi risultano tra i principali importatori di armamenti in Africa[4], alimentando una dinamica tipica del cosiddetto dilemma della sicurezza. L’Algeria continua a dipendere in larga misura da sistemi di produzione russa, inclusi velivoli avanzati e sottomarini[5], mentre il Marocco si rifornisce soprattutto da Stati Uniti, Francia ed Israele, potenziando in particolare capacità missilistiche e sistemi a pilotaggio remoto[6]. Questa competizione contribuisce a consolidare un clima di diffidenza reciproca.

Piano economico. La quasi totale assenza di interdipendenza e la sostanziale inattività dell’Unione del Maghreb arabo[7] riducono gli incentivi alla distensione. Gli scambi bilaterali risultano ormai marginali, mentre la decisione algerina del 2021 di interrompere il funzionamento del gasdotto Maghreb-Europa[8] ha ulteriormente aggravato la frattura tra i due Paesi.

Piano culturale. Risente della rivalità: le controversie legate ad elementi di patrimonio condiviso alimentano narrazioni nazionaliste e tensioni, amplificate soprattutto nello spazio digitale.

Nesso causa/effetto per l’UE

La crescente tensione tra Algeria e Marocco rappresenta un fattore di rischio diretto per la sicurezza dei Paesi dell’Unione europea, in particolare per Italia, Francia e Spagna, a causa della forte vicinanza geografica e dell’intensa interdipendenza economica ed umana tra le due sponde del Mediterraneo occidentale. Un eventuale conflitto tra i due Stati nordafricani rischierebbe infatti di destabilizzare l’intera area, con ripercussioni immediate sugli interessi europei. Inoltre, un eventuale schieramento da parte dei Paesi europei a favore di uno dei due contendenti potrebbe compromettere i rapporti con l’altro, esponendoli a possibili ritorsioni diplomatiche ed economiche.

Negli ultimi cinque anni, l’inasprimento delle relazioni tra Algeri e Rabat ha già mostrato effetti concreti sugli equilibri europei, soprattutto sul piano energetico. Un primo segnale significativo si è registrato dopo la crisi di Guerguerat del novembre 2020[9], che ha contribuito a mettere in discussione la sicurezza degli approvvigionamenti di gas verso la Spagna.

La situazione si è ulteriormente aggravata nell’agosto 2021, quando l’Algeria ha interrotto le relazioni diplomatiche con il Marocco[10]. Pochi mesi dopo, nel novembre dello stesso anno, Algeri ha deciso di sospendere l’utilizzo del gasdotto Maghreb-Europa (MEG)[11], infrastruttura che attraversa il territorio marocchino e che garantiva alla Spagna circa 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Un tratto del gasdotto MEG.
Un tratto del gasdotto MEG.

Per compensare questa perdita è stato potenziato il gasdotto sottomarino Medgaz[12], che collega direttamente Algeria e Spagna. Tuttavia, la sua capacità — pari a circa 8 miliardi di metri cubi annui — si è rivelata insufficiente a colmare il deficit lasciato dalla chiusura della rotta terrestre. A complicare ulteriormente il quadro, l’Algeria ha imposto a Madrid il divieto di riesportare il gas algerino verso il Marocco[13], avvertendo che eventuali violazioni avrebbero potuto portare alla rescissione dei contratti di fornitura. Una condizione che le autorità spagnole hanno interpretato come una limitazione della propria sovranità decisionale.

Le tensioni hanno raggiunto un nuovo picco nel marzo 2022, quando la Spagna ha espresso ufficialmente il proprio sostegno al piano marocchino di autonomia per il Sahara Occidentale. La reazione dell’Algeria è stata immediata: sospensione del Trattato di amicizia e cooperazione del 2002[14], che prevedeva forme di collaborazione anche nella gestione dei flussi migratori, introduzione di restrizioni commerciali e limitazioni alle operazioni bancarie con Madrid.

Il rapporto triangolare tra Spagna, Algeria e Marocco rappresenta dunque un caso emblematico delle difficoltà che un Paese europeo può incontrare in presenza delle persistenti tensioni tra Algeri e Rabat. Allo stesso tempo, mette in luce i limiti dell’autonomia decisionale degli Stati membri dell’Unione europea nelle questioni nordafricane, in particolare per quanto riguarda il conflitto del Sahara Occidentale.

Un’ulteriore conferma dell’instabilità della regione è giunta di recente dalla crisi diplomatica tra Francia e Algeria, innescata dal riconoscimento esplicito da parte di Parigi della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale[15].


Riferimenti bibliografici:


Note:

[1] https://www.cambridge.org/core/journals/italian-political-science-review-rivista-italiana-di-scienza-politica/article/abs/opzioni-politiche-e-vincoli-militari-il-dilemma-della-sicurezza-del-1914

[2] https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-fronte-del-polisario.html

[3] https://www.saharamarathon.org/it/aboutsaharawi_it/

[4] https://www.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/nazioni/2026/03/11/ricerca-il-marocco-e-il-principale-importatore-darmi-dellafrica_bd223f66-0025-4e2b-aaa2-cb25dec5206e.html

[5] https://www.reportdifesa.it/algeria-e-su-57e-un-salto-strategico-che-ridisegna-gli-equilibri-nel-mediterraneo/

[6] https://www.reportdifesa.it/marocco-e-israele-nasce-lasse-dei-droni-industria-militare-diplomazia-degli-armamenti-e-consenso-interno-in-frantumi/

[7] https://lospiegone.com/2019/12/07/lunione-del-maghreb-arabo-e-lintegrazione-regionale-in-nordafrica/

[8] https://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/economia/2021/11/02/energiatajani-salini-a-ue-danni-da-stop-algeria-a-gasdotto_33cf7436-7b2e-4597-a381-1f68af10da42.html

[9] https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/11/13/polisario-aggrediti-dal-marocco-e-iniziata-la-guerra_39d3dcc7-25ed-40b2-8d48-c35081d7f60d.html

[10] https://www.nigrizia.it/notizia/algeria-rottura-delle-relazioni-diplomatiche-col-marocco

[11] https://iari.site/2022/08/20/il-gas-algerino-sospeso-tra-marocco-spagna-e-rivendicazioni-del-popolo-saharawi/

[12] https://www.med-or.org/news/la-via-del-gas-e-la-lotta-al-terrore

[13] https://www.nigrizia.it/notizia/nordafrica-gas-algeria-marocco-spagna-sahara-occidentale-onu

[14] https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/06/08/algeria-sospende-il-trattato-di-amicizia-con-la-spagna_7b66dca2-5f34-4152-a992-6f06a503ce7c.html

[15] https://www.nigrizia.it/notizia/algeria-crisi-diplomatica-francia-sahara-occidentale-marocco-russia-navi-guerra

  • Dott.ssa in Scienze Internazionali Diplomatiche, Master in “Religioni e Mediazione culturale” e Master in “Antiterrorismo Internazionale”. Esperienze formative maturate presso Radio Vaticana e la Camera dei Deputati. Dal 2021 al 2023 membro del Comitato di Direzione della Rivista "Coscienza e Libertà", organo di stampa dell’Associazione Internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR). Fondatore del blog "Caput Mundi", supervisore sezione "Geopolitica" Nord Africa e Medio Oriente, cura le pubbliche relazioni del sito ed i contatti con l'esterno. Collaboratrice editoriale presso radio RVS, network hopemedia.it.

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