Pakistan: Asim Munir figura chiave della diplomazia
Mentre la situazione nello Stretto di Hormuz continua a restare estremamente delicata, emerge con crescente evidenza il ruolo assunto dal Pakistan nella gestione della crisi, sia sul piano politico sia su quello militare. In particolare, la figura del feldmaresciallo Munir ha acquisito una visibilità senza precedenti nei rapporti con gli Stati Uniti: il suo nome è stato più volte citato nei recenti comunicati diffusi dalla Casa Bianca, un fatto che fino a poco tempo fa sarebbe apparso improbabile.

Solo nella primavera del 2025, infatti, il Pakistan era coinvolto in un duro confronto militare con l’India[1], che accusava Islamabad di offrire protezione e sostegno ai principali gruppi terroristici attivi nella regione[2]. Accuse che il governo pakistano continua a respingere, sostenendo che non siano mai state accompagnate da prove concrete.
A distanza di un anno, lo scenario appare radicalmente cambiato: Islamabad è diventata il centro di delicati negoziati internazionali ai quali partecipano figure di primo piano come il vicepresidente statunitense JD Vance, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ed il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre il feldmaresciallo Munir si è ritagliato un ruolo centrale nei colloqui diplomatici.
L’ascesa del generale Asim Munir viene considerata uno degli elementi centrali della trasformazione politica e militare del Pakistan negli ultimi anni. Ex responsabile sia dell’intelligence civile sia di quella militare, Munir è stato il solo ufficiale ad aver guidato entrambe le strutture, costruendo una reputazione fortemente legata agli aspetti operativi della sicurezza nazionale. Con il tempo, tuttavia, il suo ruolo ha assunto anche una crescente rilevanza politica.[3]
La sua nomina a capo dell’esercito, avvenuta nel novembre 2022, arrivò pochi mesi dopo la sfiducia parlamentare che aveva portato alla caduta dell’allora primo ministro Imran Khan e all’insediamento del governo guidato da Shahbaz Sharif[4]. Secondo diverse analisi, la scelta di Sharif sarebbe stata motivata anche dalla necessità di consolidare il controllo sulle forze armate, dove erano ancora presenti componenti considerate vicine all’ex premier. In questo contesto, Munir avrebbe progressivamente ridimensionato tali correnti interne, rafforzando al tempo stesso la posizione dell’esecutivo e la propria influenza.
Per Sharif, Munir rappresentava inoltre una figura affidabile anche sul piano personale e politico: i rapporti tra il generale ed Imran Khan risultavano infatti compromessi dal 2019, quando l’allora premier decise di rimuoverlo dalla guida dell’Inter-Services Intelligence (ISI)[5]. La decisione sarebbe stata collegata ad alcune indagini riguardanti presunti episodi di corruzione riconducibili alla famiglia di Khan.

La proiezione internazionale di Munir si sarebbe consolidata soprattutto attraverso due episodi. Il primo riguarda la cattura di Mohammad Sharifullah[6], comandante dell’ISIS-K[7] ritenuto dagli Stati Uniti responsabile dell’attentato di Abbey Gate, avvenuto a Kabul nell’agosto 2021 e costato la vita a 130 civili afghani ed a 13 militari statunitensi. L’operazione, condotta congiuntamente dalle forze pakistane e dalla CIA nell’area del confine afghano, venne annunciata dall’allora presidente Donald Trump davanti al Congresso americano, con un esplicito ringraziamento rivolto al Pakistan. L’episodio segnò anche il rilancio della cooperazione antiterrorismo tra Islamabad e Washington, rimasta attiva nonostante il ritiro statunitense dall’Afghanistan.
Il secondo passaggio decisivo arrivò dopo l’attentato di Pahalgam del maggio 2025[8], che provocò una breve ma intensa escalation militare tra Pakistan e India. Il conflitto, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato successivamente contenuto grazie ad una mediazione attribuita a Donald Trump, circostanza però contestata da Nuova Delhi. Sul piano militare Islamabad rispose agli attacchi missilistici indiani, mantenendo però aperti i canali diplomatici per favorire una rapida de-escalation. Questo approccio avrebbe rafforzato negli Stati Uniti la percezione di Munir come interlocutore affidabile, al punto da portare la Casa Bianca ad invitarlo a Washington senza la presenza di rappresentanti del governo Sharif[9].

Il 20 maggio 2025 Asim Munir venne promosso al grado di feldmaresciallo[10], il più elevato nell’ordinamento militare pakistano; prima di lui, soltanto l’ex presidente Ayub Khan[11] aveva ottenuto lo stesso titolo, nel 1959.
Munir, già direttore dell’intelligence militare e successivamente comandante dell’esercito, fu nominato al nuovo vertice delle forze di difesa. La concentrazione del potere diplomatico, economico e militare nella sua figura segnò, secondo diverse analisi, la fine del precedente sistema ibrido tra autorità civili ed apparato militare. Anche gli Stati Uniti presero atto del ritorno del pieno controllo politico da parte delle forze armate ad Islamabad.
Il nuovo vertice pakistano avviò una strategia economica incentrata sulle risorse minerarie del Balochistan[12], regione ricca di terre rare e minerali critici il cui valore stimato oscillerebbe tra i sei e gli otto trilioni di dollari. L’area continua ad essere teatro di violenze e operazioni militari contro i gruppi separatisti baloch. Islamabad propose la gestione delle risorse attraverso lo Special Investment Facilitation Council[13], organismo civile-militare controllato dai vertici dell’esercito. In questo contesto venne firmato anche un memorandum d’intesa con SC Financial Technologies, società collegata alla piattaforma di criptovalute World Liberty Financial riconducibile alla famiglia Trump[14].
Sul piano internazionale, Munir consolidò inoltre i rapporti con i Paesi del Golfo, sempre più diffidenti nei confronti delle garanzie di sicurezza offerte dagli Stati Uniti, in particolare con l’Arabia Saudita. Nel settembre 2025 Islamabad e Riyadh sottoscrissero lo SMDA, un accordo di mutua difesa destinato ad entrare in vigore in caso di aggressione esterna[15]. Pochi mesi più tardi, durante una visita ufficiale nella capitale saudita, il generale pakistano ricevette la medaglia Re Abdulaziz di Prima Classe per il contributo al rafforzamento delle relazioni bilaterali.

La cooperazione militare tra i due Paesi assunse un ruolo centrale dopo l’escalation regionale del febbraio 2026, quando Stati Uniti ed Israele attaccarono l’Iran: Teheran reagì chiudendo lo Stretto di Hormuz e colpendo diversi Paesi dell’area, compresa l’Arabia Saudita. Dopo un iniziale tentativo di mediazione diplomatica da parte pakistana, venne attivato il meccanismo previsto dallo SMDA. L’11 aprile, jet militari pakistani atterrarono nella base aerea saudita di Dhahran, nelle vicinanze delle infrastrutture petrolifere bersagliate dai missili iraniani[16]. Il ministero della Difesa saudita confermò che si trattava della prima applicazione operativa dell’accordo, interpretata come un chiaro segnale di deterrenza nella regione.
Mentre ad Islamabad si svolgeva il primo ciclo di colloqui tra le delegazioni iraniane e statunitensi, il capo dell’esercito pakistano Asim Munir ed il primo ministro Shehbaz Sharif ricevevano i rappresentanti dei due Paesi, confermando il ruolo sempre più centrale del Pakistan nella diplomazia regionale. La simultaneità degli incontri riflette la strategia perseguita da Islamabad: da un lato il sostegno ai partner del Golfo, con il dispiegamento di velivoli pakistani in Arabia Saudita, dall’altro il tentativo di consolidarsi come interlocutore credibile tra Teheran e Washington.
Le autorità pakistane hanno infatti mantenuto contatti diretti con l’inviato speciale della Casa Bianca per l’Asia Occidentale Steve Witkoff, con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Nell’ambito di questa attività diplomatica, Munir si è recato anche in Iran insieme al ministro dell’Interno Mohsin Naqvi.
Islamabad considera un eventuale indebolimento dell’Iran una minaccia strategica[17]: la prospettiva di una maggiore influenza israeliana ai confini pakistani, favorita anche dalla cooperazione tra India ed Israele, viene vista con forte preoccupazione dagli ambienti militari del Paese. Per questo motivo, il Pakistan ritiene essenziale che la Repubblica Islamica continui a rappresentare un equilibrio regionale.
Nel corso di un solo anno il Pakistan è passato da una condizione di isolamento diplomatico ad un ruolo centrale nelle dinamiche regionali, diventando un interlocutore rilevante in una mediazione considerata cruciale anche per la stabilità dei mercati energetici internazionali. I negoziati tra Iran e Stati Uniti restano fragili e dall’esito incerto, ma il principale beneficiario dell’attuale fase diplomatica appare proprio Munir.
Un eventuale progresso nei colloqui tra Teheran e Washington rafforzerebbe ulteriormente il ruolo di Islamabad come mediatore regionale, garantendo al Pakistan vantaggi politici ed economici. Al contrario, un fallimento delle trattative costringerebbe la leadership pakistana a dimostrare che il nuovo peso internazionale del Paese non dipende esclusivamente da questo dossier e che i rapporti costruiti negli ultimi mesi con Stati Uniti, Arabia Saudita ed Iran sono destinati a resistere anche oltre l’attuale crisi.
Riferimenti bibliografici:
- https://www.ilpost.it/2025/11/20/munir-asim-maresciallo-pakistan/
- https://24plus.ilsole24ore.com/art/asim-munir-capo-dell-esercito-pakistano-diventato-mediatore-usa-e-iran-AIMrj99B
- https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/08/news/pakistan_mediazione_per_frenare_trump_ruolo_feldmaresciallo_munir-425270101/
- https://www.affaritaliani.it/esteri/chi-e-asim-munir-il-generale-di-islamabad-che-ha-fatto-sedere-al-tavolo-usa-e-iran-pakistan-lunico-con-la-bomba-atomica-in-medio-oriente.html
- https://www.china-files.com/elefanti-a-parte-come-lascesa-di-asim-munir-sta-cambiando-il-pakistan/
- https://www.agi.it/estero/news/2026-03-25/munir-mediatore-pakistano-36291395/
- https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/24/news/chi_e_asim_munir_generale_pakistano_accordo_usa_iran-425241090/
- https://www.aljazeera.com/features/2026/4/23/india-to-iran-how-two-wars-shaped-the-rise-of-pakistans-asim-munir
- https://www.connectedtoindia.com/painful-and-far-reaching-pakistani-cds-asim-munir-warns-india-on-operation-sindoor-anniversary/
- https://www.indiatoday.in/world/story/operation-sindoor-asim-munir-warns-painful-fallout-for-any-future-misadventure-against-pakistan-2909677-2026-05-11
- https://timesofindia.indiatimes.com/world/pakistan/asim-munir-calls-2025-conflict-battle-of-two-ideologies/articleshow/130998979.cms
Note:
[1] https://www.caputmundi.info/2025/05/09/india-pakistan-conflitto-geopolitico-ed-etnico-religioso/
[2] https://www.caputmundi.info/2025/10/24/afghanistan-pakistan-i-talebani-sostengono-il-ttp/
[3] https://www.ilgiornale.it/news/guerra/chi-asim-munir-mediatore-invisibile-trattativa-usa-iran-e-2646042.html
[4] https://www.caputmundi.info/2024/02/22/elezioni-in-pakistan-criticita-elettorali-ed-uso-dellintelligenza-artificiale/
[5] https://it.insideover.com/schede/politica/l-isi-la-vera-atomica-del-pakistan.html
[6] https://www.eurasiareview.com/30042026-federal-jury-convicts-isis-k-terrorist-for-role-in-abbey-gate-bombing-and-other-attacks/
[7] https://www.avvenire.it/mondo/la-rivendicazione-dellisis-k-cose-dove-agisce-e-perche_74948
[8] https://www.ilpost.it/2025/05/06/india-attacco-pakistan/
[9] https://www.france24.com/en/tv-shows/spotlight/20260424-trump-s-favourite-field-marshall-a-profile-of-asim-munir
[10] https://www.aljazeera.com/news/2025/5/21/pakistan-promotes-army-chief-asim-munir-to-field-marshal-why-it-matters
[11] https://www.treccani.it/enciclopedia/muhammad-ayyub-khan/
[12] https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/alle-radici-dello-scontro-in-belucistan.html
[14] https://fixedincome.fidelity.com/ftgw/fi/FINewsArticle?id=202601141950RTRSNEWSCOMBINED_L6N3YF16X_1
[15] https://www.caputmundi.info/2026/02/06/ipotesi-di-una-nato-islamica-tra-turchia-arabia-saudita-e-pakistan/
[16] https://www.portadaestrela.com/cronaca/il-pakistan-invia-aerei-da-combattimento-in-arabia-saudita-nel-fragile-cessate-il-fuoco-tra-stati-uniti-e-iran/85621/
[17] https://www.aspistrategist.org.au/iran-war-puts-pakistan-in-a-strategic-squeeze/

