Nuova portaerei spagnola: poche certezze e molti dubbi
La Spagna, come sapete, non ha bombe nucleari, né portaerei o grandi riserve di petrolio; da sola non può fermare l’offensiva israeliana. Ma questo non significa che smetteremo di provarci. Perché ci sono cause per cui vale la pena lottare, anche se non è solo nelle nostre mani vincerle.[1]
Queste le parole pronunciate dal Primo Ministro Spagnolo, Pedro Sanchez, l’8 settembre 2025 commentando le azioni del suo Paese nei confronti dell’offensiva israeliana su Gaza successiva ai fatti del 7 ottobre 2023. Come più volte ribadito, simili affermazioni sono da interpretare su diversi piani di lettura.
In patria, in molti vi hanno letto la questione di un’insufficiente autonomia strategica della Spagna nei confronti dei vari attori che operano nel Bacino del Mediterraneo e non solo. Se da un lato, formalmente, la Spagna si oppone alla richiesta di aumento delle spese militari al 5% del PIL richiesto dagli americani, dall’altro è in corso un progetto di modernizzazione delle forze armate, comprese quelle marittime.
Il 4 dicembre 2024 l’Ammiraglio Antonio Piñeiro Sánchez ha presentato il progetto ARMADA 2020[2] ossia il documento strategico di lungo periodo della Marina Spagnola: l’ipotesi di lavoro prevede 22 scafi fra fregate ed incrociatori, 2 LHA/LHD, 10 SSK, una ventina di unità minori ed una portaerei nella classe della Charles de Gaulle francese. Lo studio di fattibilità è stato affidato a Navantia a giugno 2025: si tratterebbe quindi di una portaerei convenzionale, con un dislocamento sulle 40 mila tonnellate (propulsione nucleare esclusa)[3].
Tutta da capire, invece, la parte relativa alla componente aereo-navale: la LHD/LHA Juan Carlos I non è compatibile con gli aerei della classe del F35B, come le pari classe australiane e diversamente dalla Anadolu turca. Gli attuali AV8 II+ Harrier finiranno entro il 2030 il loro ciclo di vita: anche nazioni quali Italia, Inghilterra ed il corpo dei Marines contano di sostituirli definitivamente nel breve termine. Ciò, al netto del desiderio di costruire una nuova LHA/LHD (forse della stessa classe del nostro Trieste) priverà la Spagna di ogni forma di aviazione imbarcata pilotata[4].

Il contesto geopolitico attuale, ed i pessimi rapporti con gli USA, hanno fatto escludere l’ipotesi di un refit della Juan Carlos I o di una portaerei STOVL in modo da usare gli F35B. Non si può dedurre al momento se simile veto varrebbe anche per l’F35C, sempre che gli americani accettino di esportarlo, che richiederebbe portaerei CATOBAR. Un’altra ipotesi è una versione aggiornata del Rafale N, che resta però un aereo di generazione 4.5, oppure cercare di capire se si renderà disponibile una versione navale del futuro FCAS[5].
Va evidenziato che in Europa nessuna nazione dispone della tecnologia per le catapulte elettromagnetiche EMALS né dei relativi cavi di arresto. I francesi per la loro futura portaerei PANG si sono rivolti agli americani ed alla propulsione nucleare. È altresì da comprendere quanto i caveat spagnoli e la politica di rimanere fuori dai brevetti americani si incastri con il nuovo progetto. I cinesi hanno dimostrato di poter montare tutto su una portaerei convenzionale ma dalle dimensioni pari ad una NIMITZ.
Da capire anche se e quando i progetti europei per i futuri aerei di VI generazione si trasformeranno in realtà e se arriveranno ad avere una versione navale. Possibile che la Spagna segua la Francia, orfana della Germania, in una costosissima replica da XXI-esimo secolo degli errori dell’”autarchia” che ha portato al Rafale?
Tutto ciò senza considerare se una piattaforma da 40mila tonnellate sarà compatibile con un aereo, nel caso dello FCAS, con dimensioni sostanzialmente analoghe a quelle di un F14 o di un A-5 Vigilante. Le navi più piccole su cui hanno operato questi aerei è stata la Classe Forrestal con 80 mila tonnellate di stazza pari quindi al doppio di quanto previsto per la futura portaerei spagnola.
Tutte le ipotesi sono pertanto sul tavolo, compresa una cooperazione navale con la Turchia che sta realizzando una portaerei da 300 metri su tecnologia CATOBAR su cui imbarcare i propri aerei indigeni di IV e V generazione. Stranamente per chi scrive, non esiste alcuna idea di una collaborazione con le nazioni europee aventi requisiti simili e che si affacciano sul mediterraneo come l’Italia. Di sicuro, il nuovo decennio vedrà un florilegio di classi di portaerei europee con buona pace di chi sogna un’integrazione continentale della difesa.
Altro punto da capire, l’ipotesi di impiegare aerei turchi come il KAAN, ex TF-X, attualmente in pole position per la sostituzione dell’F18 presso l’ Aeronautica. In Turchia è in corso un dibattito sulla possibile navalizzazione dell’aereo ma solo dopo il 2030[6] dato che saranno necessarie delle variazioni importanti sulla cellula per un aereo che entrerà in linea solo a fine decennio. Tanto più che gli spagnoli vogliono la compatibilità con il lancio da catapulta mentre i turchi puntano su una nuova portaerei con lancio da ski-jump. Ignoto anche chi si accollerà i costi di siffatta nuova versione.
È corretto sottolineare come un unico scafo non abbia alcun significato bellico se non quello legato alla propaganda: per disporre di una nave sempre in mare serve almeno una classe di 3 esemplari: vedasi la Charles de Gaulle che si deve assentare per lunghi periodi dell’anno dal mare a causa del lavoro di manutenzione, logistica o lavori di piccolo cabotaggio oltre ai periodici lavori di pulitura dello scafo o di gestione ed aggiornamento della piattaforma. In più una nave delle dimensioni paventate ha bisogno di un’intera flotta che la difenda, la rifornisca e la segua. Serve pertanto anche un proporzionale aumento del personale della Marina che Madrid, nel predetto studio, calcola intorno alle 1300 unità entro il 2030.
Note e riferimenti bibliografici:
[1] https://www.usarci.it/article/Sanchez-Gaza-e-il-passaggio-delle-polemiche-Niente-bomba-nucleare-per-fermare-da-soli-offensiva-Israele
[2] https://armada.defensa.gob.es/html/home/ARMADA2050.pdf
[3] https://en.clickpetroleoegas.com.br/marinha-espanhola-contrata-navantia-para-estudo-de-porta-avioes-de-40-mil-toneladas-inspirado-no-charles-de-gaulle-mhbb01/
[4] https://www.larazon.es/espana/defensa/lhd-triestre-futuro-buque-insignia-marina-militare-italiana-frente-lhd-juan-carlos-frente-frente-cual-mejor_20230302653a6dc132dc750001462718.html
[5] https://www.armyrecognition.com/news/navy-news/2025/spain-eyes-catapult-fitted-aircraft-carrier-with-navantia-as-nato-urges-greater-defense-investment
[6] https://www.turkiyetoday.com/turkiye/turkiyes-kaan-fighter-could-be-deployed-on-its-aircraft-carrier-mugem-121695



