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EFES-2026: Siria e Libia alle esercitazioni militari in Turchia

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Il contesto

Le esercitazioni militari rappresentano da sempre un indicatore rilevante non solo sul piano operativo, ma anche sotto il profilo politico e strategico. In quest’ottica assume particolare importanza quanto avvenuto nei giorni scorsi lungo la costa asiatica del Mar Egeo, dove nei pressi di Smirne si è svolta EFES-2026[1], una delle più imponenti esercitazioni a fuoco vivo organizzate dalle forze armate turche.

La locandina ufficiale dell'esercitazione militare EFES-2026.
La locandina ufficiale dell’esercitazione militare EFES-2026.

Le manovre, coordinate dall’Esercito dell’Egeo, si sono sviluppate in due fasi distinte: una prima fase di pianificazione e comando supportata da sistemi digitali, avviata ad aprile, ed una successiva fase operativa caratterizzata da attività terrestri, anfibie e navali. All’esercitazione hanno preso parte oltre 10.000 militari provenienti da circa cinquanta Paesi, ma alcune partecipazioni hanno assunto un significato politico particolarmente rilevante.

La Libia “unita” e la “nuova” Siria

Tra queste spicca quella della Libia: un contingente proveniente sia dalle forze armate dell’est sia da quelle dell’ovest del Paese ha operato congiuntamente sotto un’unica insegna. Si tratta della prima missione internazionale svolta insieme dalle due componenti rivali dalla crisi politica e militare che ha seguito la caduta del governo di Muammar Gheddafi[2]. Durante le attività, il personale libico ha partecipato a programmi di addestramento riguardanti operazioni anfibie, tecniche impiegate dalle forze speciali, immersioni operative, attività di contrasto a mine ed ordigni esplosivi improvvisati, oltre a missioni di ricerca e recupero di personale in ambiente di combattimento. Anche la marina libica ha contribuito alle esercitazioni attraverso l’impiego del pattugliatore Shafak, appartenente alla classe “Combattante II G”[3].

Una rielaborazione grafica della testata "The Lybia Observer" da una foto scattata durante le esercitazioni militari di EFES-2026.
Una rielaborazione grafica della testata “The Lybia Observer” da una foto scattata durante le esercitazioni militari di EFES-2026.

L’attività si inserisce nel solco del processo avviato nei mesi scorsi, quando personale militare appartenente ai due schieramenti aveva già partecipato congiuntamente alle esercitazioni multinazionali “Flintlock-2026”[4], guidate dagli Stati Uniti e realizzate con il supporto delle autorità turche. La presenza congiunta alle manovre “EFES-2026” conferma quindi l’evoluzione di un percorso volto a rafforzare il dialogo operativo e la cooperazione tra le diverse realtà militari del Paese nordafricano.

Di rilievo anche la presenza della Siria. Circa cinquanta militari appartenenti al nuovo esercito ricostituito di Damasco hanno preso parte alle manovre, segnando la prima partecipazione ad un’esercitazione militare all’estero nella fase successiva alla guerra civile che ha interessato il Paese.

La presenza simultanea di Libia e Siria va oltre il semplice aspetto addestrativo: l’iniziativa viene interpretata come un ulteriore tassello della strategia turca volta a favorire l’integrazione delle diverse componenti libiche sotto una struttura militare comune, in linea con il principio sintetizzato da Ankara nello slogan “One Libya, One Army”[5]. Secondo le comunicazioni turche riprese da osservatori sulla sicurezza libica, il contingente libico era composto da 502 militari, di cui 331 dall’est e 171 dall’ovest. Allo stesso tempo, l’evento riflette il graduale riavvicinamento tra la Turchia e Damasco nel nuovo scenario politico emerso dopo la fine dell’era Assad.

L’esercitazione EFES-2026 evidenzia inoltre la crescente centralità della dimensione militare nella proiezione internazionale della Turchia: attraverso iniziative di questo tipo, Ankara sembra intenzionata a rafforzare il proprio ruolo di riferimento nel settore della sicurezza per numerosi Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, in un contesto regionale caratterizzato da equilibri in continua evoluzione.


Riferimenti bibliografici:


Note:

[1] https://turdef.com/event/efes-2026

[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/muammar-gheddafi_(Enciclopedia-Italiana)/

[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Classe_Combattante_II

[4] https://www.war.gov/News/News-Stories/Article/Article/4460643/africom-commences-exercise-flintlock-2026-in-africa/

[5] https://www.dailysabah.com/politics/turkiye-pledges-commitment-to-one-libya-one-army/news

  • Dott.ssa in Scienze Internazionali Diplomatiche, Master in “Religioni e Mediazione culturale” e Master in “Antiterrorismo Internazionale”. Esperienze formative maturate presso Radio Vaticana e la Camera dei Deputati. Dal 2021 al 2023 membro del Comitato di Direzione della Rivista "Coscienza e Libertà", organo di stampa dell’Associazione Internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR). Fondatore del blog "Caput Mundi", supervisore sezione "Geopolitica" Nord Africa e Medio Oriente, cura le pubbliche relazioni del sito ed i contatti con l'esterno. Collaboratrice editoriale presso radio RVS, network hopemedia.it.

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