Il Cadillac Gage V300 COMMANDO
Questa è “Strategia & Difesa”, numero 192 di marzo 1984.
La volontà dell’Amministrazione americana di creare in seno all’US Army una Rapid Deployment Force composta da reparti già esistenti ma da rinnovare totalmente per quanto concerne i materiali ha trovato completamente spiazzata l’industria americana del settore dei veicoli ruotati da combattimento per la fanteria.
A differenza di quanto fatto in Europa, le uniche esperienze americane potevano riassumersi nella serie di autoblinde V 100-V 150 e V 200 Cadillac Gage nate più per soddisfare le esigenze di clienti esteri alleati degli Stati Uniti che non quelle dell’US Army. E così quando furono poste le specifiche del programma LAV solo uno dei prodotti presentati era completamente americano: il Cadillac Gage V 300 COMMANDO.

L’evolversi del programma LAV ha visto trionfare un prodotto svizzero che verrà però completamente costruito in America senza intervento alcuno della casa madre, ma ha anche permesso alla casa americana Cadillac di poter mettere in inventario un mezzo che benché sconfitto nella competizione, si presenta benissimo sul mercato mondiale dei mezzi similari andando per la prima volta a contrastare una supremazia pressoché assoluta dei veicoli francesi e svizzeri.
Il V 300 non può essere definito una evoluzione in grande della serie iniziata negli anni Sessanta con il modello V 100. È un mezzo totalmente nuovo, nato per soddisfare nuove esigenze e adatto a fungere da veicolo base per una serie di versioni adatte ad affrontare una molteplicità di situazioni.

È un veicolo destinato a formazioni di fanteria meccanizzata leggera, in grado di portare gli uomini sul campo di battaglia, di appoggiarli con l’armamento di bordo e di consentire loro il combattimento da bordo. A tal fine è dotato di una eccellente mobilità, e di buone possibilità di armamento. La sua configurazione di massima si discosta da quella di altre similari realizzazioni per la conformazione dei tre assi del mezzo. Il secondo e il terzo asse, infatti, sono molto ravvicinati fra loro, conferendo al mezzo una impostazione tipica simile a quella degli autocarri tattici e riscontrabile in veicoli corazzati solo nella serie brasiliana CASCAVEL.


Lo scafo del mezzo è caratterizzato da una ottima profilatura balistica che raggiunge valori eccezionali per ciò che concerne la piastra anteriore a fortissima inclinazione. Lateralmente le piastre presentano una duplice angolatura tesa ad aumentare la protezione balistica e a deviare le conseguenze dello scoppio di mine. Dal punto di vista costruttivo lo scafo del mezzo si compone di piastre di acciaio ad alta resistenza balistica, laminate, e saldate. La casa costruttrice definisce tale corazzatura con il nome di CADLOY.
La disposizione degli spazi interni obbedisce a quelli che ormai possono definirsi i canoni classici nella costruzione di un simile veicolo. Anteriormente e sotto la protezione della grande piastra anteriore inclinata troviamo alla sinistra il vano conduttore in cui siede il pilota su di un seggiolino a doppia posizione per permettere sia le marcie con il viso fuori dal mezzo, che quella con pilota totalmente protetto. Quest’ultimo osserva il terreno circostante a mezzo di tre iposcopi di cui uno di notevoli dimensioni. Sulla destra, a fianco del conduttore, vi è il vano motore, ove è ospitato il gruppo motopropulsore.

L’unità motrice è un classico della produzione americana. Si tratta di un diesel con turbocompressore del tipo VT 504 ad otto cilindri con posizione a V capace di sviluppare una potenza di 235 HP a 3000 giri al minuto. Il motore è collegato ad una trasmissione automatica Allison a quattro marce. Vi sono poi due scatole di rinvio a doppia riduzione sul differenziale.
Ancorate allo scafo vi sono le sospensioni la cui configurazione ё alquanto differente da tante altre soluzioni adottate su mezzi similari. Anteriormente abbiamo un complesso solidale allo scafo con ammortizzatore telescopico e mollone elicoidale limitatore di escursione. Posteriormente sia per il secondo che per il terzo asse si è preferita la soluzione delle ruote indipendenti con ammortizzatori avvolgenti l’ammortizzatore. Questa soluzione costruttiva assicura buone prestazioni in fatto di tenuta unite ad una eccezionale robustezza.

Il sistema frenante a doppio circuito agisce sulle sei ruote, mentre la sterzatura con sistema idraulico consente al mezzo prestazioni simili a quelle di mezzi della concorrenza. I pneumatici di normale equipaggiamento sono dei tubeless 14.5 x 21 ad afflosciamento limitato. La parte centro posteriore dello scafo è occupata dalla camera di combattimento e dal vano trasporto.
Essendo nato come piattaforma per vari sistemi d’arma le possibili configurazioni variano notevolmente lo spazio a disposizione a bordo. Nella configurazione trasporto truppe possono essere trasportati un massimo di 12 uomini compreso capo-mezzo e conduttore. Il combattimento da bordo è assicurato grazie alla presenza di un congruo numero di feritoie circolari sormontate da blocchi divisione.

Il normale accesso al mezzo è assicurato da un’ampia porta posteriore e, in secondo luogo, da uno sportello presente sul lato sinistro del mezzo. II conduttore ha a disposizione un ampio portello sul cielo del vano di guida. Il centro del mezzo viene occupato da una torretta la cui configurazione e il cui armamento possono essere scelti fra quelli offerti dalla Cadillac in configurazione standard o appositamente adattata secondo le esigenze del cliente.

| Cadillac Gage Commando V300 | |
|---|---|
| Light Armoured Vehicle | |
| Dimensioni | lunghezza massima: 6,40 m larghezza massima: 2,54 m altezza allo scafo: 1,98 m passo: 2,97 m traccia anteriore: 2,17 m traccia centrale e posteriore: 2,19 m |
| Peso | in ordine di combattimento versione standard: 13.137 kg |
| Motore e organi meccanici | motore diesel V 8 turbocompresso tipo VT 504, trasmissiona automatica a quattro rapporti, due scatole di rinvio, assali a doppia riduzione e differenziali autobloccanti |
| Sospensioni | anteriormente solidali con ammortizzatori telescopici e molloni di limitazione corsa, centralmente e posteriormente sospensioni di tipo indipendente con ammortizzatori idraulici e molloni di limitazione corsa |
| Freni | doppio circuito frenante, sulle sei ruote |
| Sterzo | idraulico |
| Pneumatici | COMMANDO SPECIAL ad afflosciamento limitato, tubeless 14.5 x 21 |
| Sistema elettrico | a 24 V, con schermatura per apparati radio |
| Armamento | vedasi tabella delle torrette a seguire |
| Prestazioni | velocità massima in terra: 92 km/h in acqua: 5 km/h pendenza massima superabile: 60% indice di ribaltamento laterale: 30% massimo ostacolo verticale superabile: 0,61 m trincea massima: 2,50 m autonomia: 700 km |
| Status | in produzione di serie ordini per 12 esemplari da Panama |
| Varie | equipaggiamenti radio elettronici di visione e puntamento a scelta del cliente possibili soluzioni speciali per particolari usi. Modelli proposti: APC, PC, porta mortaio, АА, anticarro, appoggio. |
Le principali torrette impiegabili sul V 300 vengono sunteggiate nella relativa tabella onde consentire un raffronto diretto ed immediato delle rispettive caratteristiche. Oltre a quelle soluzioni sono disponibili:
- una torretta con armamento basato su di un Cockerill 90 mm e su due mitragliere da 7,62 mm sia coassiale che AA, biposto con comando sia elettroidraulico che manuale, brandeggio sui 360 gradi, elevazione compresa in un arco di +28°-8°; sistema di puntamento con periscopio a reticolo incorporato, apparato di visione con ingrandimento x 8; disponibilità di 8 colpi da 90 mm in torretta ed un massimo di 400 colpi da 7,62 mm sempre in torretta
- una versione anticarro dotata di sistema lanciamissili TOW
- una versione porta mortaio per armi da 81 mm
- una versione posto comando
- una versione antiaerea con armi multi canna VULCAN da 20 mm. Le diverse configurazioni di armamento fanno sì che il mezzo si presti a fungere da veicolo standard per una standardizzazione elevata in ambito ai reparti.

Le dotazioni ottiche ed elettroniche hanno risentito molto del concorso LAV americano. Al momento la ditta fornisce il suo mezzo con una dotazione basata su visori ottici ad ingrandimento. A scelta del cliente la casa può però installare apparati di visione ad intensificazione di luminescenza, apparati di visione passivi, sistemi elettronici di puntamento ecc. Alla stessa maniera sul veicolo possono essere montati indifferentemente tipi diversi di apparati di telecomunicazioni dato che il veicolo è già schermato contro i disturbi radio.
Dal punto di vista delle prestazioni il veicolo si caratterizza soprattutto per una lunga autonomia pari a ben 700 km. La velocità massima non è elevatissima potendosi raggiungere i 92 km/h, mentre decisamente bassa è la velocità in acqua di soli 5 km/h. La pendenza massima superabile del 60% e l’indice di ribaltamento laterale di 30% indicano chiaramente che il mezzo è nato con una vocazione primaria per la RDF americana e per eventuali utilizzatori mediorientali e asiatici già clienti della Cadiilac Gage.

Nonostante queste premesse però il primo acquirente del nuovo mezzo è stato un Paese latino-americano, Panama, che ha deciso l’acquisto di 12 veicoli in differenti versioni. Le prospettive future del veicolo sono buone. Molti clienti hanno già acquistato diverse centinaia di autoblinde delle serie V 100-150-200 dimostratesi perfettamente rispondenti alle singole necessità.
Appare quindi evidente che molti clienti tenderanno ad acquistare il mezzo più potente della serie per rinnovare il loro parco veicoli o potenziarlo. È altresì evidente però che la sconfitta nel concorso LAV americano ha frustrato non poco le possibilità e le speranze della casa costruttrice.
Il mercato dei veicoli ruotati da combattimento, benché molto promettente e ricco, risente molto di una concorrenza spietata. Starà alle qualità dei singoli mezzi e all’assistenza offerta dalla casa costruttrice costituire la carta vincente per una difficile partita.
Il V300 ed il programma LAV
L’estate 1982 ha segnato il momento della verità per le ditte impegnate nel programma comunemente denominato LAV teso a fornire alle forze di pronto intervento americano per gli anni 85-90 un mezzo valido e alla altezza dei possibili avversari. La sfida ha visto la vittoria del concorrente della General Motors, il PIRANHA 8 × 8, costruito su licenza svizzera Mowag, uno dei mezzi più potenti, completi e polivalenti della sua categoria.
La sfida del programma LAV era iniziata nel mese di aprile 1981 quando lo US Marine Corps chiese a 20 differenti firme di presentare i progetti di massima per un veicolo destinato al programma LAV. Nel mese di maggio del 1981 Frank Carlucci, US Deputy Secretary of Defence, chiese all’US Army e all’US Marine Corps di lavorare congiuntamente ad un comune programma per un veicolo polivalente blindato. Lo USMC divenne responsabile del programma congiunto e nel mese di giugno otto progetti presentati da sette ditte furono sottoposti ad una prima selezione.
Nel settembre dello stesso anno furono scartati preliminarmente quattro progetti mentre furono stanziati 13 milioni di dollari per il prosieguo delle prove con quattro prototipi di tre differenti ditte. Le tre ditte selezionate erano la Alvis inglese collegata alla Martin Marietta americana con due progetti, fusi in una versione americana dei veicoli SCORPION e STORMER, con particolare accento sul secondo, la General Motors of Canada con il veicolo PIRANHA su licenza Mowag e la Cadillac Gage con due differenti soluzioni, un LAV 4 X 4 basato sulla sua autoblinda V 150 COMMANDO e il V 300.

Nel mese di novembre 1981 ogni ditta forni tre veicoli per un primo ciclo di prove operative. Nel mese di marzo 1982 fu consegnato un quarto veicolo in configurazione APC armato con una arma da 25 mm BUSHMASTER.
Le prove vennero condotte in tre differenti campi, al Yuma Proving Grounds vicino a Yuma in Arizona, a Twenty-Nine Palms e a Camp Pendleton in California. Dei veicoli proposti soli i due prodotti dalla Cadillac Gage potevano dirsi completamente americani visto che tutti gli altri, benché destinati in caso di vittoria ad essere prodotti completamente da ditte americane, erano di origine europea.
Dei veicoli proposti solo i due inglesi erano cingolati, cosa che obbligò a ridurre la velocità massima richiesta da progetto a soli 80 km/h. Le prove, portate a termine massacrando letteralmente gli organi meccanici dei mezzi, sono terminate così come erano terminate a suo tempo quelle canadesi, con la vittoria del PIRANHA 8 X 8 di origine svizzera, rivelatosi il più duro, coriaceo ed affidabile fra i mezzi proposti, seguito dallo STORMER inglese considerato quasi fino all’ultimo come il favorito principale, dopo la decisione inglese di acquistare i missili americani TRIDENT per riarmare le forze strategiche della Royal Navy.
Era una rivista leader del settore, tanto che fu scritta in italiano e tradotta in inglese, francese ed arabo.
La storia della rivista è travagliata e all’epoca, per varie vicende, ebbe un destino infausto.
I fondatori di Caput Mundi hanno scelto di ripubblicare gli articoli originali, senza “censure” (analisi, dati e considerazioni comprese) al solo spirito divulgativo e, in nessun modo, si vuole privare la proprietà intellettuale di nessuno.
Numerosi mezzi e tecnologie sono ancora presenti oggi nel mondo ed i fondatori, con spirito analitico e storico, hanno valutato che la pubblicazioni di alcuni articoli fosse un arricchimento per capire come certe “innovazioni” fossero percepite all’epoca.

