Smash & Sinfonie
Quando il Tennis incontra la Musica
Tennis e musica non sono mai stati mondi completamente separati. Oggi, così come in passato, la musica accompagna ogni fase della partita, dall’ingresso in campo alle pause tra un set e l’altro, creando un’atmosfera unica e coinvolgente per giocatori e spettatori.
Negli eventi professionistici, come gli Slam di Wimbledon, US Open, Roland Garros e Australian Open, la musica viene curata nei minimi dettagli. Le playlist servono a infondere energia, concentrazione e motivazione ai tennisti, ma anche a rendere l’esperienza più spettacolare per il pubblico. Brani motivazionali e ritmati vengono suonati prima dei match, durante le pause o nelle cerimonie di premiazione, creando un ambiente di festa e competizione.
Tra i brani più iconici troviamo:
- “Eye of the Tiger” – Survivor
- “We Will Rock You” – Queen
- “Stronger” – Kanye West
- “Don’t Stop Believin’” – Journey
Queste scelte musicali non sono casuali: la loro capacità di aumentare adrenalina e concentrazione rende il campo da tennis quasi un palcoscenico, dove ritmo, tensione e movimento si intrecciano con la musica.
Preparazione mentale e musica
Molti tennisti professionisti usano la musica come strumento di concentrazione mentale. Prima di entrare in campo, ascoltano playlist personalizzate o selezioni create dai loro coach per:
- Ridurre lo stress e l’ansia pre-partita
- Migliorare il focus e la precisione dei gesti
- Motivarsi durante allenamenti intensi
Studi scientifici confermano che ascoltare musica durante l’attività fisica aumenta la resistenza, migliora la performance e accelera il recupero muscolare. Per un tennista, un buon brano può essere tanto importante quanto un colpo ben piazzato.
Eventi musicali, festival e marketing
La musica accompagna il tennis anche fuori dal campo. Le grandi organizzazioni, come ATP e WTA, collaborano con artisti e musicisti per creare eventi speciali che arricchiscono l’esperienza dello spettatore:
- Concerti durante le cerimonie di premiazione
- DJ set e musica dal vivo negli eventi collaterali
- Collaborazioni artistiche per campagne benefiche o di sensibilizzazione
Questi eventi trasformano i tornei in vere esperienze multisensoriali, attirando un pubblico più vasto e facendo percepire il tennis come un fenomeno culturale, oltre che sportivo. Alcune playlist ufficiali dei tornei sono oggi disponibili anche sulle piattaforme di streaming, permettendo agli appassionati di vivere la magia del campo anche a casa.
Il legame tra musica e tennis non si limita all’osservazione o alla metafora: spesso le dinamiche di gioco hanno influenzato direttamente composizioni musicali e balletti. Dalla Francia barocca fino ai campi dei tornei moderni, il tennis diventa sia musa che strumento di espressione artistica.
Nella Francia del XVII secolo, il tennis aristocratico, chiamato jeu de paume, non era solo sport: era un evento sociale, un rituale di eleganza e strategia, spesso osservato dalle corti come intrattenimento e forma di spettacolo.

Jean-Baptiste Lully (1632-1687), compositore e direttore della musica di corte di Luigi XIV, trasformò il tennis in materia musicale nella sua tragedia in musica Cadmus et Hermione (1673). In quest’opera, Lully inserisce riferimenti al campo da tennis non solo come ambientazione scenica ma come modello ritmico: i colpi dei giocatori diventano dinamiche orchestrali, le rincorse e le volée si riflettono in figurazioni musicali, mentre le pause strategiche dei match ispirano sospensioni armoniche. La corte assisteva così a uno spettacolo in cui sport e arte erano strettamente intrecciati.
Come scriveva lo storico musicale Donald Jay Grout:
Il campo da tennis, con le sue corse rapide e le pause concentrate, diventa una lezione di ritmo e misura, un palcoscenico in miniatura che anticipa il teatro musicale moderno.
Altri compositori barocchi furono attratti dalla fusione di sport e musica. François Couperin osservava le partite dei nobili e trascriveva mentalmente schemi di rincorsa e colpi in figure ritmiche da utilizzare nelle sue Pièces de Clavecin. Marin Marais, celebre violista della corte, integrava la leggerezza dei movimenti atletici nei suoi preludi e nelle danze strumentali, mentre Henry Purcell, in Inghilterra, scriveva brani celebrativi per eventi sportivi nei giardini reali, trasformando la precisione dei colpi in melodie danzabili.
All’inizio del XX secolo, la passione per il tennis e la musica si unì al balletto. Claude Debussy (1862-1918) e Maurice Ravel (1875-1937) erano grandi appassionati del gioco e tra amici si sfidavano spesso sui campi di Parigi. Le partite ispirarono il balletto Jeux (1913), commissionato dai Ballets Russes di Sergei Diaghilev.
Il balletto riprende la leggerezza, la rapidità dei colpi e le rincorse dei giocatori, trasponendole in musica: colpi e scatti diventano dinamiche orchestrali, pause e attese si trasformano in sospensioni e rallentamenti armonici. Lo storico musicale Edward Lockspeiser annota che Debussy amava riprodurre i movimenti del campo con le mani sulla tastiera, provando a “suonare il ritmo di una partita di tennis prima ancora di comporre il balletto”.
Altri riferimenti al tennis nei balletti
- Alcuni balletti moderni hanno seguito lo stesso principio, usando lo schema del gioco come modello ritmico.
- Le pause strategiche diventano momenti sospesi di grande intensità emotiva, le volée rapide si traducono in picchi orchestrali.
E ora passiamo a…
I compositori/tennisti
Benjamin Britten (1913-1976)
Britten prendeva ogni scambio come una sfida musicale: “Il gioco era quasi un duetto: io e l’avversario creavamo un tema ritmico in continuo movimento,” scrive Jonathan Gathorne-Hardy. Le partite più intense influenzavano passaggi ritmici e dinamiche delle sue composizioni per pianoforte e voce.
Arnold Schönberg (1874-1951) e George Gershwin (1898-1937)
Schönberg, metodico e perfezionista, sfidava Gershwin, libero e improvvisatore. Dodici varianti dello stesso servizio per Schönberg, improvvisazioni libere per Gershwin: i loro match erano esercizi di contrappunto sul campo. Gershwin ricordava:
Schönberg colpiva la palla come un metronomo impazzito, mentre io cercavo solo di divertirmi.
Sergei Prokofiev (1891-1953)
Prokofiev scherzava sulla sua fama di tennista dilettante: “Il famoso tennista internazionale Prokof’ev è giunto a Kuokkala…” (1916). Alcuni scherzi musicali e ritmi giocosi nelle sue opere orchestrali e pianistiche derivano proprio dall’osservazione dei colpi sul campo.
Wilhelm Peterson-Berger (1867-1942)
Il compositore svedese costruì un campo privato a Frösön e nel 1896 scrisse Lawn Tennis, pezzo pianistico ispirato ai colpi, alle volée e alle pause del gioco. Le note rapide rappresentano i colpi fulminei, le pause strategiche riflettono momenti di concentrazione.
Ralph Vaughan Williams (1872-1958) e Gerald Finzi (1901-1956)
Vaughan Williams ospitava amici nel Surrey per partite amichevoli. Gli scambi misurati influenzavano la costruzione armonica dei pezzi orchestrali e cameristici. Finzi condivideva scambi pacati e meditativi, che riflettevano la musicalità del gesto atletico.
Ethel Smyth (1858-1944)
Compositrice e attivista, Smyth era un’eccellente tennista. Precisione, strategia e disciplina sul campo si riflettevano nella scrittura musicale. Scrisse in lettere alla sorella:
Ogni volée mi insegna un ritmo nuovo; ogni smash diventa un accento musicale.
Smyth fu pioniera nel legare lo sport alla musica, mostrando come movimento e armonia potessero intrecciarsi.
Ma i tennisti ascoltano musica e di che tipo?
Oggi la musica accompagna i tennisti sia negli allenamenti sia nelle competizioni, diventando strumento di concentrazione e motivazione.
Esempi noti:
- Roger Federer: ascolta spesso Bach e Mozart per concentrarsi prima e durante le partite.
- Novak Djokovic: alterna classica e pop, utilizzando la musica come mezzo per rilassarsi e aumentare la concentrazione.
- Rafael Nadal: predilige musica latina ed energica per prepararsi mentalmente.
- Naomi Osaka: R&B e musica strumentale aiutano a calmare la mente prima dei match.
- Simona Halep e Jannik Sinner: utilizzano playlist motivate per la concentrazione e il focus psicologico durante tornei e allenamenti.

Il tennis ha ispirato numerosi film e documentari in cui la musica gioca un ruolo cruciale:
- Borg/McEnroe (2017)
- Battle of the Sexes (2017)
- King Richard (2021)
In questi film, le colonne sonore enfatizzano tensione, ritmo e strategia, spesso mescolando musica classica, pop e motivazionale. Inoltre, canzoni come Tennis Girl di Jane Birkin o The Tennis Song di John Williams celebrano la determinazione e l’eleganza dello sport, trasformandolo in arte.
La scienza conferma che la musica può:
- Migliorare concentrazione e motivazione
- Ridurre la percezione dello sforzo
- Favorire il recupero fisico e mentale
- Aumentare la precisione e la fluidità dei gesti atletici
Per i tennisti, ascoltare musica prima o durante l’allenamento è un modo per entrare nello “stato di flow”, dove mente e corpo reagiscono con armonia e precisione.
Dalla Francia barocca con Lully, ai balletti di Debussy e Ravel, ai compositori-tennisti del XX secolo fino ai campi contemporanei con Federer e Djokovic, tennis e musica condividono ritmo, concentrazione, precisione e creatività.
Il tennis diventa metafora musicale e la musica strumento di performance atletica, mostrando che sport e arte non sono mondi separati, ma due facce dello stesso talento umano: armonia, bellezza e maestria.
Ogni volée, ogni pausa, ogni colpo sul campo può ispirare note, mentre ogni spartito può motivare un atleta a dare il massimo: un connubio perfetto tra sport e arte, passato e presente.


Aapetto con gioia gli articoli inerenti la musica… ormai a cadenza settimanale. L’autrice ci porta in un viaggio bellissimo anche per chi non ha frequentato il conservatorio.
Questo blog propone ogni giorno argomenti diversi e sembra unico nel suo genere.