Siria e Russia: i cambiamenti dopo la caduta di Bashar al-Assad
Il 9 agosto Russia e Siria hanno concluso un accordo che riduce in misura significativa il controllo russo su due installazioni militari risalenti all’epoca di Bashar al-Assad.[1]
Mosca ha cercato di presentare l’intesa come un passaggio importante per il rilancio dei rapporti bilaterali: secondo il ministero degli Esteri russo[2], l’accordo avrebbe dovuto imprimere nuovo impulso all’intero spettro delle relazioni fra i due Paesi, fondate su una lunga storia di amicizia e collaborazione.
La realtà potrebbe tuttavia essere molto diversa: Damasco sta riprendendo il pieno controllo delle due strutture[3], compresi l’aeroporto di Hmeimi[4] e l’ormeggio commerciale del porto di Tartus[5]. Le rispettive sezioni militari dovrebbero essere trasformate in centri congiunti di addestramento, nei quali rimarrà soltanto una frazione delle truppe russe.
Parallelamente, la società logistica DP World, con sede a Dubai, modernizzerà Tartus e altri porti siriani.[6]
L’accordo conclude quasi un anno e mezzo di negoziati fra Damasco e Mosca, avviati dopo la caduta di Bashar al-Assad alla fine del 2024.[7]
Nelle prime settimane successive al rovesciamento del governo[8], la Russia aveva rapidamente ridotto la propria presenza nella base aerea di Hmeimim e nell’installazione navale di Tartous.[9] Le nuove autorità siriane avevano inoltre cancellato[10] la concessione di lungo periodo precedentemente assegnata alla società ingegneristica russa Stroytransgaz[11].
Le forze russe si sono ritirate anche dall’aeroporto di Qamishli[12], nella Siria nordorientale, riducendo al tempo stesso le proprie attività di pattugliamento in prossimità della frontiera israeliana.
Nonostante il drastico ridimensionamento della presenza militare e del controllo esercitato da Mosca, la Russia resterà probabilmente un attore importante in Siria.
È prevista l’apertura di un centro culturale russo a Damasco[13], mentre il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha già compiuto due visite in Russia[14]: la prima nell’ottobre 2025 e la seconda nei primi mesi del 2026.[15] Fra le due economie permangono inoltre legami rilevanti.
La Siria ha ereditato enormi necessità di ricostruzione, insieme ad obbligazioni maturate durante il periodo di Assad nei confronti della Russia per circa 1,2 miliardi di dollari.[16]
In diversi settori, le competenze tecniche russe rimangono difficili da sostituire: il problema riguarda soprattutto le grandi infrastrutture costruite o progettate con l’assistenza sovietica, come dimostra il caso delle tre grandi dighe sull’Eufrate.[17]
Decenni di degrado e guerra hanno lasciato parti essenziali delle infrastrutture siriane bisognose di una riabilitazione estesa. Soltanto gli ingegneri russi conservano la conoscenza necessaria per intervenire su numerosi sistemi risalenti all’epoca sovietica.
Le nuove autorità siriane non hanno neppure smantellato immediatamente tutti gli accordi ereditati dal periodo di Assad. È proseguita, per esempio, la collaborazione con Goznak[18], società collegata allo Stato russo, per la stampa della valuta siriana.
Anche la sicurezza energetica ed alimentare offre ulteriori ragioni per preservare i rapporti: la Russia figura fra i principali fornitori di petrolio e grano della Siria e consegna al Paese fra 46.000 e 60.000 barili di greggio al giorno.[19]
A questa dipendenza si aggiunge l’eredità di decenni di forniture militari sovietiche e russe. La maggior parte degli armamenti risalenti all’epoca di Assad è di provenienza sovietica o russa: la loro sostituzione con sistemi occidentali o turchi richiederebbe anni, se non decenni.
Esistono inoltre importanti considerazioni geopolitiche. La Russia rimane un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dispone quindi di un peso diplomatico che Damasco non può ignorare.
Il sostegno di Mosca, o quantomeno la sua neutralità, conserva un valore considerevole per il governo siriano, impegnato a recuperare credibilità diplomatica sul piano regionale ed internazionale.[20]
Preservare un certo grado di coinvolgimento russo potrebbe quindi risultare utile al governo siriano nel tentativo di limitare le attività militari israeliane e ridurre l’occupazione del proprio territorio, evitando al contempo uno scontro diretto.[21]
Occorre tuttavia riconoscere che la Russia non rappresenta più il principale fornitore esterno della sicurezza siriana. L’influenza della Turchia è aumentata drasticamente, mentre Washington e l’Unione Europea dispongono di strumenti di pressione molto superiori a quelli di Mosca per quanto riguarda la revoca delle sanzioni ed il reinserimento della Siria nel sistema internazionale.
Note:
[1] https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/08/09/damasco-annuncia-un-accordo-con-mosca-sulle-basi-militari-russe-in-siria_f8015e3c-8ffa-409d-8007-1cc51ccccd12.html
[2] https://www.al-monitor.com/originals/2026/08/russia-says-syria-base-deal-will-boost-ties-source-says-some-russian-forces-will
[3] https://apnews.com/article/syria-russia-latakia-tartus-bases-hmeimem-deal-2ade8e8a7da23eae4a90c8070f002a86
[4] https://www.analisidifesa.it/2016/08/siria-la-base-russa-di-hmeimim-sara-permanente/
[5] https://www.agenzianova.com/news/siria-le-navi-di-mosca-tornano-a-tartus-dopo-oltre-due-mesi-sotto-gli-occhi-della-nato/
[6] https://www.agenzianova.com/news/siria-dp-world-avvia-le-operazioni-per-rilanciare-il-porto-di-tartus-nel-mediterraneo/
[7] https://www.caputmundi.info/2025/10/31/siria-russia-nel-post-assad-persistono-le-solide-alleanze/
[8] https://www.caputmundi.info/2024/12/18/siria-la-caduta-di-bashar-al-assad-e-la-fisarmonica-del-turco-erdo%c7%a7an/
[9] https://en.majalla.com/node/332474/politics/russia-bids-farewell-its-last-strongholds-syria
[10] https://www.reuters.com/world/middle-east/syria-cancels-port-management-contract-with-russian-firm-sources-say-2025-01-24/
[11] https://stroytransgas.com/
[12] https://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto_Internazionale_di_al-Qamishli
[13] https://www.agenzianova.com/a/6a9a58257a4c42.65223301/7736636/2026-09-01/siria-italia-istituto-di-cultura-a-damasco-riapre-attivita-e-inaugura-nuovo-account-su-x
[14] https://www.france24.com/en/syrian-s-al-sharaa-meets-putin-in-moscow-for-second-time-in-four-months
[15] https://it.euronews.com/2025/10/15/presidente-siria-al-sharaa-in-visita-a-mosca-chiede-lestradizione-del-dittatore-bashar-al-
[16] https://www.occrp.org/en/scoop/russia-threatened-to-halt-syrian-oil-operations-if-assad-regime-didnt-pay-debt
[17] https://hpacenter.org/en/article/1944/who_controls_%C2%A0syria%E2%80%99s_dams_on_the_euphrates_river:_an_overview
[19] https://unn.ua/en/news/russia-has-become-a-key-oil-supplier-for-syria-reuters
[20] https://www.caputmundi.info/2025/11/17/la-grande-metamorfosi-lincontro-tra-al-sharaa-e-trump/
[21] https://lansinginstitute.org/2025/03/03/israels-strategy-backing-russian-bases-in-syria-to-curb-turkish-influence/
Riferimenti bibliografici:
- https://www.ilpost.it/2026/08/10/siria-tartous-latakia/
- https://formiche.net/2026/08/russia-siria-accordo-su-tartus-e-hmeimim-cosa-cambia-per-litalia-e-il-mediterraneo/
- https://aliseoeditoriale.it/tartus-e-hmeimim-siria-e-russia-trovano-un-accordo-sul-futuro-delle-basi/
- https://www.stimson.org/2026/amid-retreat-in-syria-russia-reassesses-its-options-in-the-middle-east/
- https://www.linkiesta.it/2026/06/russia-mosca-siria-assad-putin/
- https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/08/09/damasco-annuncia-un-accordo-con-mosca-sulle-basi-militari-russe-in-siria_f8015e3c-8ffa-409d-8007-1cc51ccccd12.html