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Egitto e Arabia Saudita: verso l’allargamento della “Nato Islamica”?

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Il voto del 26 ottobre

Il Cairo ha autorizzato Al Sisi a adottare le misure necessarie per proteggere Riad, prevedendo sistemi antiaerei e velivoli ed escludendo l’invio di soldati in Yemen. L’Arabia Saudita continua a subire gli attacchi missilistici degli Houthi mentre conduce colloqui a Teheran.

Una protezione difensiva, rappresentata come uno scudo anziché come una spada offensiva. È questa l’immagine scelta dal presidente del Senato egiziano, Essam Farid, per illustrare il mandato approvato lunedì dal parlamento, riunito nella nuova capitale amministrativa a est del Cairo.[1]

Il voto del 26 ottobre autorizza il presidente Abdel Fattah al-Sisi ad adottare tutte le misure necessarie per sostenere l’Arabia Saudita nella difesa dagli Houthi. Il movimento yemenita, alleato dell’Iran, prende di mira il regno con missili e droni dal mese di luglio.[2]

Maxischermo con un missile e miliziani Houthi, accanto a bandiere dello Yemen.
Un maxischermo mostra un missile e miliziani Houthi, accanto a bandiere yemenite.

La riunione parlamentare si è tenuta a porte chiuse e il risultato numerico non è stato reso pubblico. Il comunicato ufficiale riferisce tuttavia che almeno due terzi dei deputati hanno espresso voto favorevole. Per l’Egitto si profila così il primo dispiegamento militare significativo oltre i propri confini dalla guerra del Golfo del 1991.[3]

Il vicepresidente della commissione legislativa, Taher al-Khouly, ha spiegato a Reuters[4] che l’invio delle forze avverrà su richiesta di Riad e attraverso il coordinamento tra i due Paesi. Quanto alla composizione del contingente, un funzionario regionale a conoscenza del dossier ha indicato all’Associated Press sistemi di difesa aerea e velivoli destinati ad intercettare missili e droni, escludendo truppe terrestri in Yemen.[5] L’Arabia Saudita non ha ancora formalizzato una richiesta di truppe.

L’aula della Camera dei rappresentanti egiziana durante una seduta.
Una seduta della Camera dei rappresentanti egiziana.

La votazione, inizialmente prevista per la settimana precedente, è stata rinviata dopo due giorni di confronto. Il dibattito si è accompagnato alla crescente diffidenza nel Paese verso un nuovo coinvolgimento nello Yemen. Negli anni Sessanta, l’Egitto intervenne nello Yemen del Nord dopo il colpo di Stato compiuto nel 1962 dal generale Abdullah al-Sallal contro il re Muhammad al-Badr.[6]

Nella settimana precedente, Sisi aveva respinto le voci secondo cui Il Cairo si preparava ad attaccare lo Yemen, ribadendo che l’obiettivo era proteggere il territorio e i confini del regno saudita. La stessa delimitazione della missione figurava nella lettera consegnata a Riad al principe ereditario Mohammed bin Salman dal ministro degli Esteri Badr Abdelatty[7] e dal capo dell’intelligence Hassan Rashad[8].

Le rassicurazioni non hanno però convinto tutte le forze politiche. Il Movimento Democratico Civile[9], coalizione dei partiti d’opposizione, si è pronunciato contro l’ingresso in una guerra regionale, sostenendo che all’Egitto spetti un ruolo di mediazione. Il Partito socialdemocratico[10] ha invece disposto l’astensione dei propri deputati, denunciando l’insufficienza delle informazioni su obiettivi, durata e costi dell’impegno.

Anche da Sanaa erano giunte pressioni per respingere la proposta: Yahya Ali al-Rai, presidente del parlamento houthi[11], aveva avvertito che il coinvolgimento egiziano avrebbe messo in pericolo la sicurezza nazionale e la stabilità interna del Paese. Di segno opposto la posizione del capo del Consiglio della Shura del governo yemenita[12] riconosciuto, che ha scritto a Farid per sostenere la partecipazione dell’Egitto. Teheran non ha commentato il voto.

La relazione con Riad costituisce un fattore rilevante per le scelte del Cairo: l’Arabia Saudita è il principale sostegno finanziario dell’Egitto, al quale assicura miliardi attraverso aiuti e depositi presso la banca centrale.

Mohammed bin Salman e Abdel Fattah al-Sisi si stringono la mano tra le bandiere di Arabia Saudita ed Egitto.
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi incontra il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman al Cairo il 15 settembre 2026.

L’Egitto non ha aderito al Patto della Mecca[13]: l’autorizzazione parlamentare consente quindi al Cairo di offrire a Riad un apporto difensivo senza assumere gli obblighi previsti dal trattato.

La “reazione” degli Houthi

Il via libera del parlamento egiziano all’appoggio militare all’Arabia Saudita è stato interpretato da un esponente di primo piano degli Houthi come una dichiarazione di guerra contro lo Yemen. La presa di posizione arriva mentre si intensificano nuovamente i combattimenti, dopo l’offensiva avviata dai ribelli all’inizio di settembre. Gli attacchi del movimento contro il territorio saudita si inseriscono nella risposta ai bombardamenti condotti da Riad in Yemen a sostegno del governo riconosciuto dalla comunità internazionale.

Mohamed Alí al Houthi[14], figura di rilievo del braccio politico del movimento, ha espresso la propria posizione in un comunicato diffuso sui social media[15]. Secondo il dirigente, il sostegno annunciato dall’Egitto e dal suo parlamento, presentato come difesa dell’Arabia Saudita, costituisce una dichiarazione di guerra allo Yemen.

Scheda sulla dichiarazione di un esponente Houthi contro il sostegno militare dell’Egitto all’Arabia Saudita.
Scheda informativa del 27 ottobre 2026 sulla dichiarazione di Mohammed Ali al-Houthi relativa al sostegno militare egiziano all’Arabia Saudita.

Al Houthi sostiene inoltre che questa scelta favorisca Israele, che definisce un’entità occupante e che, nella sua ricostruzione, attende un’occasione per attaccare il Sinai e assumere il controllo di vaste porzioni del territorio egiziano.


Note:

[1] https://it.marketscreener.com/notizie/l-egitto-approva-il-sostegno-militare-all-arabia-saudita-dopo-l-escalation-degli-attacchi-houthi-ce785cdcda80f42d

[2] https://www.rainews.it/maratona/2026/10/guerre-medio-oriente-netanyahu-iran-minaccia-atomica-cisgiordania-sotto-assedio-arresti-sfollati-887d91c8-d4a5-4110-a201-fec03c5f3686.html

[3] https://www.italpress.com/egitto-il-parlamento-approva-il-sostegno-militare-arabia-saudita/

[4] https://www.reuters.com/world/middle-east/egypt-approves-military-support-saudi-arabia-after-houthi-attacks-escalate-2026-10-26/

[5] https://www.italpress.com/egitto-il-parlamento-approva-il-sostegno-militare-arabia-saudita/

[6] https://globalproject.info/2020/3/storia-dello-yemen-dagli-anni-60-ai-primi-passi-verso-lunificazione-seconda-parte

[7] https://www.agenzianova.com/a/668546d423bfa2.55794480/5359600/2024-07-03/egitto-chi-e-badr-abdelatty-il-nuovo-capo-della-diplomazia-del-cairo

[8] https://www.cesi-italia.org/it/articoli/al-sisi-nomina-nuovi-vertici-nellintelligencecosa-cambia-per-legitto

[9] https://en.wikipedia.org/wiki/Civil_Democratic_Movement_(2017)

[10] https://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Socialdemocratico_Egiziano

[11] https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/22/egypt-calls-for-yemen-talks-as-parliament-weighs-military-support-to-saudi-arabia

[12] https://www.assadakah.eu/post/yemen-governo-presidenziale-guidato-da-rashad-al-alimi

[13] https://www.caputmundi.info/2026/02/06/ipotesi-di-una-nato-islamica-tra-turchia-arabia-saudita-e-pakistan/

[14] https://www.treccani.it/enciclopedia/eol-al-houti-mohamed-ali/

[15] https://www.instagram.com/p/De_qYxclvx7/


Riferimenti bibliografici:

  • Arianne Ghersi

    Dott.ssa in Scienze Internazionali Diplomatiche, Master in “Religioni e Mediazione culturale” e Master in “Antiterrorismo Internazionale”. Esperienze formative maturate presso Radio Vaticana e la Camera dei Deputati. Dal 2021 al 2023 membro del Comitato di Direzione della Rivista "Coscienza e Libertà", organo di stampa dell’Associazione Internazionale per la difesa della libertà religiosa (AIDLR). Fondatore del blog "Caput Mundi", supervisore sezione "Geopolitica" Nord Africa e Medio Oriente, cura le pubbliche relazioni del sito ed i contatti con l'esterno. Collaboratrice editoriale presso radio RVS, network hopemedia.it.

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