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Albania, la protesta dei giovani

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Le manifestazioni studentesche iniziate il 13 ottobre si sono saldate a un movimento di contestazione attivo da mesi. Le richieste riguardano l’istruzione, ma anche la corruzione, le opportunità e la gestione del territorio. Gli scontri hanno aggravato la crisi; definirla già una “rivoluzione della Generazione Z” va oltre ciò che i fatti consentono di affermare.

TIRANA — Venerdì 16 ottobre, al quarto giorno di mobilitazione studentesca, migliaia di persone hanno manifestato a Tirana. Cortei e proteste si sono svolti anche in altre città.

Nei giorni precedenti alcuni gruppi avevano lanciato pietre e fuochi d’artificio, incendiato cassonetti e danneggiato edifici pubblici e attività commerciali. La polizia ha usato lacrimogeni e idranti; si sono registrati feriti e arresti. I dati diffusi sulle persone coinvolte provengono da giornate e comunicazioni diverse: non è corretto sommarli senza verificare che si riferiscano a periodi distinti.

Le barricate e le proteste proseguono anche durante la notte.
Le barricate e le proteste proseguono anche durante la notte.

Il servizio pubblico albanese Radio e Televisione Albanese (Radio Televizioni Shqiptar) ha documentato manifestazioni a Tirana e in altre città. Anche emittenti private come A2 CNN Albania, News24, Top Channel ed Euronews Albania hanno seguito le proteste.

L’agenzia di stampa Reuters, in un articolo ripreso dal settimanale italiano Internazionale, riferisce che la nuova fase studentesca segue mesi di mobilitazioni in gran parte pacifiche. In Italia ne hanno dato notizia anche l’Agenzia Nazionale Stampa Associata e altre testate.

Il quadro è quello di una protesta in espansione e di scontri seri, non di un trasferimento del potere già avvenuto. Reuters, ripresa da Internazionale; Radio e Televisione Albanese, resoconto del 16 ottobre; Agenzia Nazionale Stampa Associata.

La definizione di “rivoluzione della Generazione Z” richiede cautela. I giovani e gli studenti sono protagonisti della fase attuale, ma la mobilitazione coinvolge gruppi e istanze differenti. Inoltre, il termine “rivoluzione” suggerisce una trasformazione del potere che finora non si è verificata: il governo è in carica e il primo ministro Edi Rama ha respinto le richieste di dimissioni.

Il suo Partito socialista ha ottenuto una quarta vittoria elettorale consecutiva alle elezioni parlamentari dell’11 maggio 2025. Gli osservatori internazionali hanno giudicato quelle elezioni competitive e gestite professionalmente, ma hanno anche segnalato un vantaggio significativo per il partito al governo, dovuto all’uso di risorse pubbliche e del potere istituzionale durante la campagna, oltre a segnalazioni di pressioni e intimidazioni.

Il voto ha conferito al governo un mandato parlamentare; le criticità riportate dagli osservatori restano rilevanti per valutare la qualità della competizione politica, ma non dimostrano da sole che le elezioni siano state invalidate.

È quindi più preciso parlare di una mobilitazione studentesca e antigovernativa in escalation. La sua portata politica dipenderà dalla durata, dalla capacità di mantenere un sostegno ampio e dalla definizione di obiettivi e interlocutori condivisi. Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, rapporto sulle elezioni del 2025; Associated Press, 15 ottobre.

Le richieste iniziali degli studenti riguardano le condizioni degli istituti e delle università, i costi degli studi, il sostegno economico e le prospettive di lavoro dopo il diploma o la laurea. Il servizio pubblico Radio e Televisione Albanese, nella sua edizione italiana, ha riassunto queste istanze; la testata locale Euronews Albania ha seguito il primo presidio davanti al Ministero dell’Istruzione.

Nel corso dei cortei, le richieste scolastiche si sono unite a una contestazione più generale del governo, incentrata sulla corruzione, sulle opportunità e sulla fiducia nelle istituzioni. Le accuse dei manifestanti non costituiscono, da sole, prova di responsabilità penali individuali.

Il contesto istituzionale offre tuttavia elementi verificabili. La Commissione europea, nel suo rapporto sullo Stato di diritto in Albania pubblicato nel 2026, segnala rischi persistenti di corruzione in ambiti come gli appalti pubblici e la polizia. Lo stesso documento riporta che l’86 per cento degli intervistati albanesi considera la corruzione diffusa e che il 39 per cento dichiara di esserne stato personalmente colpito nella vita quotidiana.

Sono dati di percezione: non misurano il numero di reati né accertano la colpevolezza di singoli funzionari.

La Commissione riconosce anche i risultati ottenuti dalla Struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata nelle indagini su casi di alto livello. Il quadro, dunque, comprende sia criticità persistenti sia progressi nell’azione giudiziaria. Radio e Televisione Albanese, sulle richieste e gli scontri; Euronews Albania, 13 ottobre; Commissione europea, rapporto 2026 sullo Stato di diritto, capitolo sull’Albania.

Una seconda componente della protesta viene dalla mobilitazione contro i progetti turistici di lusso associati ad Affinity Partners, società fondata da Jared Kushner, genero di Donald Trump. Le proposte riguardano sviluppi sulla costa meridionale e l’isola di Sazan; la contestazione si è concentrata in particolare sui possibili effetti di un progetto costiero nei pressi del paesaggio protetto di Vjosa-Narta.

Secondo Reuters, l’area ospita habitat importanti per diverse specie, tra cui fenicotteri e tartarughe marine. Gli oppositori sollevano questioni ambientali e chiedono maggiore trasparenza sul processo decisionale e sulle ricadute per le comunità locali.

La Commissione europea ha espresso preoccupazioni sulla compatibilità del progetto con le regole ambientali europee; questo non equivale a una sentenza definitiva sulla sua illegittimità.

Anche le accuse relative ai terreni e agli investitori devono essere distinte dai fatti accertati: Reuters ha scritto di non aver trovato prove di illeciti da parte di Kushner.

Il nome “protesta dei fenicotteri” deriva dai simboli usati dai manifestanti e dall’area umida interessata; in seguito, la mobilitazione ha esteso le proprie rivendicazioni a corruzione, istruzione e governo.

Il progetto è diventato così un emblema di una discussione più ampia: come conciliare investimenti e turismo con tutela ambientale, trasparenza amministrativa e partecipazione delle comunità. Reuters, ripresa da Investing.com, sul progetto vicino a Vjosa-Narta; Associated Press, sulle componenti del progetto; Euronews, sui rilievi europei; Euronews, verifica di affermazioni circolate sul progetto.

La valutazione degli scontri deve tenere distinti il diritto di manifestare, gli atti violenti e la condotta delle forze dell’ordine. Incendi, aggressioni e danneggiamenti mettono a rischio manifestanti, agenti e persone estranee ai cortei; non annullano il diritto alla protesta pacifica.

Simmetricamente, le accuse di uso eccessivo della forza da parte della polizia vanno verificate e non possono essere considerate accertate sulla base delle sole testimonianze.

La delegazione dell’Unione europea in Albania ha richiamato alla moderazione, alla tutela della libertà di riunione e al dialogo.

Per il 14 ottobre, Radio e Televisione Albanese ha riportato un bilancio sanitario attribuito al Ministero della Salute albanese: 89 persone assistite, tra cui agenti e manifestanti. Quel conteggio riguarda una giornata specifica e non va confuso con i bilanci dei giorni successivi.

Servono accertamenti indipendenti sulle singole condotte, sia per attribuire responsabilità per i danneggiamenti sia per verificare eventuali abusi nell’intervento delle forze dell’ordine. Radio e Televisione Albanese, sulla posizione della delegazione europea; Radio e Televisione Albanese, sul bilancio sanitario del 14 ottobre; Associated Press, sulle violenze e sull’appello alla proporzionalità.

«🇦🇱 Albania, GEN Z», video condiviso su X dal profilo PhDounia 🎓 (@PhDounia) il 15 ottobre 2026.

La crisi si svolge mentre l’Albania prosegue i negoziati per aderire all’Unione europea. Il governo presenta l’integrazione europea come un obiettivo centrale; i manifestanti sostengono che l’avvicinamento all’Unione debba essere accompagnato da istituzioni più trasparenti e responsabili.

Il rapporto 2025 della Commissione europea sullo Stato di diritto aveva già segnalato carenze di trasparenza negli appalti pubblici, in particolare nei partenariati pubblico-privati, e preoccupazioni sulla concentrazione della proprietà dei mezzi d’informazione e sui legami tra interessi economici e politici. Il rapporto successivo registra anche l’attività della struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata e progressi nelle indagini giudiziarie.

Il dissenso non si riduce quindi a una contrapposizione tra giovani favorevoli all’Europa e un governo contrario all’integrazione. La questione riguarda anche come vengono attuati gli impegni democratici e le riforme richieste nel percorso europeo. Commissione europea, rapporto 2025 sullo Stato di diritto, capitolo sull’Albania; Commissione europea, rapporto 2026 sullo Stato di diritto.

Resta aperta la questione della rappresentanza politica della mobilitazione. Le richieste di dimissioni del primo ministro sono esplicite, ma non definiscono da sole un’alternativa di governo né le modalità di una transizione.

L’opposizione ha chiesto a Rama di lasciare l’incarico; esponenti del governo hanno accusato gli avversari di alimentare la violenza. Sono dichiarazioni di parte, non conclusioni indipendenti sulle responsabilità degli scontri. La testata albanese Shqiptarja.com ha riferito entrambe le posizioni: quella dell’opposizione e le accuse rivolte dal governo ai suoi avversari.

La varietà dei partecipanti può ampliare il consenso, ma rende più difficile individuare portavoce e obiettivi condivisi.

Per capire se la protesta possa produrre un cambiamento politico duraturo occorrerà osservare se manterrà una partecipazione ampia, se chiarirà le proprie richieste e se il governo risponderà con misure verificabili, oltre che con appelli alla calma. Shqiptarja.com, richiesta di dimissioni dell’opposizione; Shqiptarja.com, accuse del governo all’opposizione.

Per ora, i fatti consentono di parlare di una protesta studentesca in espansione, inserita in una più ampia crisi di fiducia politica e istituzionale. I temi portati in piazza — istruzione, opportunità, corruzione e tutela del territorio — si sono intrecciati, mentre gli scontri hanno reso la situazione più grave.

Non è invece possibile affermare che il Paese sia già davanti a una rivoluzione o che gli equilibri di potere stiano per cambiare. Saranno la continuità della mobilitazione, l’evoluzione delle richieste, la risposta delle autorità e gli esiti degli accertamenti sulle violenze a chiarire la portata della crisi.


Riferimenti bibliografici:

Fonti albanesi:

Fonti internazionali ed istituzionali:

  • Laureato con il massimo dei voti presso l'Università di Genova, ha completato numerosi altri corsi di formazione in Italia. Docente di Diritto Europeo presso l'Università Internazionale di Prizren, ha tenuto lezioni aperte anche presso altre università di Tirana. Ha lavorato come giornalista presso i quotidiani albanesi come "Gazeta Shqiptare" e "Shekulli". Dal 2020 è membro dell'Ordine Italiano dei Giornalisti. Ha ricevuto il titolo di "Ambasciatore della Nazione" dal Primo Ministro Rama e dal Ministro per la Diaspora, Pandeli Majko,  per il suo impegno costante alla comunità albanese in Italia. Ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti dall'Associazione Albanesi e Arberesh in Italia, nonché dal Comune di Casalvecchio in Puglia. È un noto politologo ed esperto di politica internazionale, invitato e intervistato nei programmi e nelle emittenti televisive più popolari in Albania e Kosovo. Ha avuto impegni politici ed è autore di diversi libri.

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